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Friedrich Engels ovvero quando si dice la lungimiranza

February 14th, 2007 by Admin

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di Jacopo, Ihc.

Il profetico Friedrich Engels, teorico del comunismo, sapeva che la storia si evolve per stadi, successivi l’uno all’altro. A stadi passati seguitano stadi sempre più vicini a quello che è il fine ultimo della Storia. Esiste uno stadio che è dunque necessariamente ultimo poiché nessuno altro può seguire.

engelsIl profetico Engels sapeva che la storia si evolve per stadi. Infatti, nel 1878, scrisse a proposito della guerra franco-prussiana, conclusasi sette anni prima, che “una svolta di tutt’altra importanza rispetto a tutte le altre precedenti è avvenuta” nella storia della guerra. “Le armi hanno raggiunto  un tal punto di perfezione che non è più possibile un nuovo progresso che abbia un qualche influsso rivoluzionario. Se si hanno cannoni con i quali si può colpire un battaglione ad una distanza che permette appena all’occhio umano di distinguerlo e fucili che hanno la stessa efficienza avendo come bersaglio un singolo uomo e nei quali il caricare prende meno tempo che mirare, ogni progresso ulteriore è più o meno irrilevante per le operazioni belliche campali. L’èra dello sviluppo è quindi essenzialmente chiusa in questa direzione Engels, Friedrich, 1820-1895: Herrn Eugen Duhrings Umwalzung der Wissenschaft

Il profetico Engels sapeva che la storia si evolve per stadi. Beato lui…


12 Responses to “Friedrich Engels ovvero quando si dice la lungimiranza”

  1. 1

    Nigra Pix Says

    Anche secondo me la storia si evolve in stadi. purtroppo Engels aveva sottovalutato la menta malata dell uomo dove in quella direzione ha la piu fervida fantasia per scoprire qualcosa di nuovo e soprattutto e’ una direzione che frutta molto e dove c’e’ business di certo la mente degli uomini o meglio solo di alcuni non si tira di certo indietro.
    Tornando al discorso degli stadi secondo me non c’e’ nulla di piu’ vero, e con me porto la speranza che anche questo stadio prima o poi collassi e si ricomincera tutto da capo.

    ES. Un bel diluvio universale anzi no una bella era glaciale, visto l’uomo sa benissimo di avvicinare sempre di piu’ l’appuntamento che la natura avave posto ben piu’ lontano.

  2. 2

    jacopo Says

    Caro Nigra Pix,

    se la storia si evolve per stadi anche per te, qual è la sua meta? Mi farebbe piacere saperlo perché così mi metto a posto per i prossimi quarant’anni.

    Cordialmente

  3. 3

    libertysoldier Says

    Io, invece non sono molto daccordo con Engels (quando mai). Sebbene ritengo che, salvo cataclismi e/o paurose crisi economiche, la tecnologia si evolva per stadi, la “società” non si evolve per stadi. Anzi, non è detto che evolva sempre. Ad esempio, il XX secolo è stato una “regressione” della società, da una economia più liberale (quella del XIX secolo) al secolo dello stato Leviatano (come aveva pronosticato il Duce. Accettare che la società si evolva sempre, permette semplicemente di giustificare qualunque “legge positiva”, con la scusa che sia frutto della naturale “evoluzione”. Mentre in realtà è una regressione. Anche l’abbandono del gold standard equivale ad un regresso. Morale. Tenere sempre alta la guardia, perchè da nessuna parte sta scritto che la “società” debba evolvere, invece che implodere ed autodistruggersi.

  4. 4

    Nigra Pix Says

    Egregio direttore del sito io non prevedo il futuro, ma se vuole una previsione per i prossimi 40 anni: Eccola

    Ora siamo una società a piramide con le fondamenta più povere e via via, passando per stadi intermedi, si arriva alla classe dirigente ricca. se come si è dalle ultime elezioni c’è il 49,99% della popolazione che vuole fare la fine dell america, allora fra 40 circa, forse prima,si arriverà ad una società a due Uova la cerchia dei più poveri, che non può neanche pensare di interagire con la cerchia dei ricchi dirigenti.

  5. 5

    jacopo Says

    La ringrazio. Magari la prossima volta mi riguardo pirma di chiederle una previsione. Sono sicuro che su http://www.kilombo.it potrà trovare più spunti di discussione per le sue “teorie”.

    Cordialmente

  6. 6

    pierinolapeste Says

    Sul fatto che il ventesinmo secolo sia stato una regressione della società non sono molto daccordo.
    Questo può essere vero se non si dà nessuna importanza al fatto che il 99% della popolazione di qualsiasi luogo abitato vive più a lungo, abita in case più confortevoli, in condizioni di salute migliori, mangiando meglio, e con possibilità di informazione, crescita culturale, possibilità di creazione e godimento di opere d’arte maggiori del piu benestante ricco e potente suo compaesano del diciannovesimo secolo.
    Questo può spiegare lo scarso appeal che ha quel periodo storico, molta gente prefersce vivere meglio in una società meno libera ad una vita da cani in piena libertà.
    L’idea che mi sembra difficile da dimostrare è che questa miglior qualità della vita, potrebbe esistere anche senza il predominio della tecnologia sulla nostra vita.
    E che quindi la visione di LibertyFirst possa somigliare a quella di un Komunista come Adorno.

  7. 7

    jacopo Says

    Ho già discusso tempo fa in questi termini, e credo sia una evidente follia paragonare in termini assoluti i secoli diciannovesimo e ventesimo. Per quanto riguarda i termini relativi credo che la questione perda completamente di senso poichè le variabili da inserire nel giudizio (che poi alla fine si rivelerà solo di valore e ben poco scientifico) sono troppe. Poco senso hanno anche tutte quelle teorie evolutive della storia che ho voluto ridicolizzare nel post in questione.

    Ciò che non capisco è cosa centri Libertyfirst?
    Naturalmente mi rivolgo a Piero.

    Cordialmente

  8. 8

    Libertyfirst Says

    Gli ultimi 200 anni hanno visto molto sviluppo economico e tecnologico, mentre progressi sul piano politico sono più difficili da valutare.

    I periodi di crescita più rapidi sono stati gli anni ’20, culminati negli anni ’30; gli anni ’50, relativamente liberi; e gli anni ’90, simili in tutto e per tutto agli anni ’20.

    Non so fino a che punto si possa invece di parlare di progressi in media sin dagli anni ’70, dove ad aumentare è stata solo la forza lavoro (femminismo).

    Non so cosa succederà in futuro, ma non vedo nessun motivo per essere ottimista.

    Sarebbe una figata prevedere il futuro, però è del tutto possibile una riedizione degli anni ’90, prima di una versione su scala galattica degli anni ’30, che reputo prima o poi inevitabile.

    Di conseguenza non sono del tutto in disaccordo con Nigra Pix… peccato che questo è la conseguenza dello stato sociale, altro che modello america. Modello de che, poi…

    Roosevelt e Reagan per me pari sono:

    http://2909.splinder.com/post/10986520

  9. 9

    Luigi Says

    Per me, invece, no.

  10. 10

    libertyfirst Says

    No cosa?

    A. Reagan = Roosevelt
    B. Disastro inevitabile
    C. Progresso degli ultimi 200 anni
    D. Stagnazione degli ultimi 30 anni
    E. All of the above
    F. None of the above

  11. 11

    Luigi Says

    La prima.

  12. 12

    L.Baggiani Says

    Mi stupisco sempre di come le discussioni deviino dal topic; come nel sito Mises.org, dove anche se parli di topa finisce che si dà addosso alla FED.

    Engels ha fatto una supposizione che è essenzialmente un errore, e la storia lo ha smentito. punto.

    E magari chiariamo cosa significa “stadio” e cosa lo distingue da una “era”; certe suddivisioni sono spesso di comodo, a fini semplificativi, ma raramente il mondo si è ribaltato da una fase a un’altra… altrimenti potremmo definire gli stadi della civiltà moderna in base all’uptrend o downtrend del Nikkei, e sinceramente mi parrebbe una bella cretinata. Se lo stadio viene definito dalle scoperte tecnologiche, queste sì prima non ci sono e un attimo dopo sì, e creano discontinuità in un processo fino allora più o meno continuo.

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