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	<title>Comments on: Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:45:21 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Biagio Muscatello</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-70877</link>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 13:56:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-70877</guid>
					<description>Con qualche anno di ritardo, leggo quest'articolo di Leonardo.
Note storiche:
1) Smith: 
a) da un lato c'è la tesi dell'uso produttivo delle risorse (in primis, del lavoro), che implica il risparmio e l'investimento finalizzato al profitto;
b) dall'altro, c'è la tesi che il fine della produzione è il consumo, non il guadagno dei capitalisti.
Può sembrare che i punti a) e b) siano in reciproca contraddizione, ma non è così: il punto a) significa che l'investimento è finanziato dal precedente profitto, se questo non viene consumato direttamente dal capitalista; il punto b) significa che i profitti ottenuti in regime di monopolio o privilegio, generalmente, non sono risparmiati e investiti, cioè non vengono impiegati in modo produttivo: stando così le cose, affermare la priorità del consumo , per Smith, significa affermare la priorità dell'investimento che si converte nel consumo dei lavoratori, e scoraggiare invece i guadagni impropriamente ottenuti dai commercianti e consumati solo da loro!

2) Mi è sfuggito qualcosa di Platone sulla teoria quantitativa?

3) Concordo ovviamente sulla lettura di Keynes, del verbo socialista, etc.
Naturalmente Marx era contrario al consumismo, se questo era praticato in regime di proprietà privata dei mezzi di produzione!..

Mi fermo qui. Avremo modo di riprendere la discussione in altri contesti.

Il giovane Leonardo aveva del talento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con qualche anno di ritardo, leggo quest&#8217;articolo di Leonardo.<br />
Note storiche:<br />
1) Smith:<br />
a) da un lato c&#8217;è la tesi dell&#8217;uso produttivo delle risorse (in primis, del lavoro), che implica il risparmio e l&#8217;investimento finalizzato al profitto;<br />
b) dall&#8217;altro, c&#8217;è la tesi che il fine della produzione è il consumo, non il guadagno dei capitalisti.<br />
Può sembrare che i punti a) e b) siano in reciproca contraddizione, ma non è così: il punto a) significa che l&#8217;investimento è finanziato dal precedente profitto, se questo non viene consumato direttamente dal capitalista; il punto b) significa che i profitti ottenuti in regime di monopolio o privilegio, generalmente, non sono risparmiati e investiti, cioè non vengono impiegati in modo produttivo: stando così le cose, affermare la priorità del consumo , per Smith, significa affermare la priorità dell&#8217;investimento che si converte nel consumo dei lavoratori, e scoraggiare invece i guadagni impropriamente ottenuti dai commercianti e consumati solo da loro!</p>
<p>2) Mi è sfuggito qualcosa di Platone sulla teoria quantitativa?</p>
<p>3) Concordo ovviamente sulla lettura di Keynes, del verbo socialista, etc.<br />
Naturalmente Marx era contrario al consumismo, se questo era praticato in regime di proprietà privata dei mezzi di produzione!..</p>
<p>Mi fermo qui. Avremo modo di riprendere la discussione in altri contesti.</p>
<p>Il giovane Leonardo aveva del talento!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Lode al Risparmio (Firmato: Ben Bernanke) at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-4812</link>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 10:34:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-4812</guid>
					<description>[...] Non voglio farla lunga, se si &#232; interessati si vadano a leggere tutti gli articoli di economia qui pubblicati (segnalo specificatamente solo &#8220;Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio&#8221;, capirete subito perch&#233;), e si avr&#224; spero chiara la meccanica di fondo. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Non voglio farla lunga, se si &egrave; interessati si vadano a leggere tutti gli articoli di economia qui pubblicati (segnalo specificatamente solo &ldquo;Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio&rdquo;, capirete subito perch&eacute;), e si avr&agrave; spero chiara la meccanica di fondo. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-536</link>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 11:51:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-536</guid>
					<description>Carissimo Tommaso,
chiaramente ognuno ha a cuore, anche dalla nostra posizione di "amateurs economiques", il benessere generale.
Le divergenze di opinione stanno essenzialmente nei modelli di analisi, quindi nella definizione dei presupposti e nella dinamica dei ragionamenti.
E fuor di dubbio che se si può consumare di più si sta pure meglio (astraendo dal tipo di consumo e dalla presenza di particolari scale di valori), ma quanto contesto io è la spinta ad un consumo non giustificato dalle esigenze e dalle preferenze individuali bensì pianificato. Il consentire la naturale formazione di risparmio (quindi senza forzare nessuno neppure a risparmiare) non implica impoverire la società, ma creare le risorse da impiegare in produzioni che rientreranno o con qualità o in quantità maggiore nel futuro. Lasciare che il sistema trovi un equilibrio non arbitrariamente imposto è quanto io considero la cosa migliore, e questo almeno da parte mia è affermare un primato dell'individuo sullo Stato non una loro mutua esclusione.

Da parte mia una analisi "liberale", quindi di marca monetarista classica o austriaca, ha un punto di favore rispetto a quella keynesiana da cui, per quanto ho sostenuto nell'articolo limitatamente all'analisi di una delle forme del consumismo, derivano scompensi nell'economia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Tommaso,<br />
chiaramente ognuno ha a cuore, anche dalla nostra posizione di &#8220;amateurs economiques&#8221;, il benessere generale.<br />
Le divergenze di opinione stanno essenzialmente nei modelli di analisi, quindi nella definizione dei presupposti e nella dinamica dei ragionamenti.<br />
E fuor di dubbio che se si può consumare di più si sta pure meglio (astraendo dal tipo di consumo e dalla presenza di particolari scale di valori), ma quanto contesto io è la spinta ad un consumo non giustificato dalle esigenze e dalle preferenze individuali bensì pianificato. Il consentire la naturale formazione di risparmio (quindi senza forzare nessuno neppure a risparmiare) non implica impoverire la società, ma creare le risorse da impiegare in produzioni che rientreranno o con qualità o in quantità maggiore nel futuro. Lasciare che il sistema trovi un equilibrio non arbitrariamente imposto è quanto io considero la cosa migliore, e questo almeno da parte mia è affermare un primato dell&#8217;individuo sullo Stato non una loro mutua esclusione.</p>
<p>Da parte mia una analisi &#8220;liberale&#8221;, quindi di marca monetarista classica o austriaca, ha un punto di favore rispetto a quella keynesiana da cui, per quanto ho sostenuto nell&#8217;articolo limitatamente all&#8217;analisi di una delle forme del consumismo, derivano scompensi nell&#8217;economia.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: La società dei consumi, ovvero la commedia umana at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-504</link>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 09:28:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-504</guid>
					<description>[...] &#160;  Vorrei cogliere l&#8217;occasione per replicare ad alcune affermazioni che ho avuto modo di leggere nell&#8217;articolo &#34;Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio&#34; dell&#8217;amico Leonardo. Oltre a ci&#242;, vorrei proporre ai lettori una disputatio su argomenti di pi&#249; larga portata, partendo da un piano &#34;scientifico&#34; riguardante il funzionamento dei sistemi economici, per poi passare ad un livello &#34;filosofico&#34;, ossia all&#8217;amore sempiterno verso tutto ci&#242; che &#232; voluttuario. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &nbsp;  Vorrei cogliere l&#8217;occasione per replicare ad alcune affermazioni che ho avuto modo di leggere nell&#8217;articolo &quot;Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio&quot; dell&#8217;amico Leonardo. Oltre a ci&ograve;, vorrei proporre ai lettori una disputatio su argomenti di pi&ugrave; larga portata, partendo da un piano &quot;scientifico&quot; riguardante il funzionamento dei sistemi economici, per poi passare ad un livello &quot;filosofico&quot;, ossia all&#8217;amore sempiterno verso tutto ci&ograve; che &egrave; voluttuario. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Tommaso Sardelli</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-499</link>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 11:51:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-499</guid>
					<description>caro Leonardo, io sono di un altro parere. Non si tratta tanto di fare appello alle ideologie, ma di capire con la ragione quali interessi si intende anteporre. Ora, fra il fronte "consumi", che fa riferimento indistintamente a tutta la polis, e il fronte "risparmio", ossia la parte di reddito che non alimenta il motore economico, mi sento in dovere di privilegiare il primo, quello che massimizza il benessere della collettività.
Cosa è infatti più desiderabile, un surplus di ricchezza che giace inoperoso, o un suo impiego per migliorare le condizioni di vita dei consociati?
A me risulta naturale propendere per il primo. Perché volere per forza dimenticare l'andamento dell'utilità marginale della ricchezza, proprio oggi, in cui la sperequazione fra nord e sud si sta sempre più facendo aspra nel mondo?
Io non maschererei sotto scadute e manichee livree ideologiche un'istanza sempre più avvertita nel mondo.
Difendo il libero mercato, riconosco nella ricchezza un bene prezioso da coltivare, ma anche da condividere. Platone scrisse che "uno Stato nasce perché ciascuno di noi non basta a se stesso". Non è forse rovinosa una società che regredisce a tal punto da aspirare solo a l'individualismo?
È chiaro che i consumi sono l'aspetto della scienza economica che sta più a cuore ad una politica di sinistra, in quanto riguardano tutta la popolazione, non solo quella più abbiente. 
Io vorrei però superare certi clichés. La vera sfida per gli economisti del futuro non consiste nel tracciare una riga fra una posizione "liberale" ed una "sociale". È invece l'impegno per una maggiore equità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Leonardo, io sono di un altro parere. Non si tratta tanto di fare appello alle ideologie, ma di capire con la ragione quali interessi si intende anteporre. Ora, fra il fronte &#8220;consumi&#8221;, che fa riferimento indistintamente a tutta la polis, e il fronte &#8220;risparmio&#8221;, ossia la parte di reddito che non alimenta il motore economico, mi sento in dovere di privilegiare il primo, quello che massimizza il benessere della collettività.<br />
Cosa è infatti più desiderabile, un surplus di ricchezza che giace inoperoso, o un suo impiego per migliorare le condizioni di vita dei consociati?<br />
A me risulta naturale propendere per il primo. Perché volere per forza dimenticare l&#8217;andamento dell&#8217;utilità marginale della ricchezza, proprio oggi, in cui la sperequazione fra nord e sud si sta sempre più facendo aspra nel mondo?<br />
Io non maschererei sotto scadute e manichee livree ideologiche un&#8217;istanza sempre più avvertita nel mondo.<br />
Difendo il libero mercato, riconosco nella ricchezza un bene prezioso da coltivare, ma anche da condividere. Platone scrisse che &#8220;uno Stato nasce perché ciascuno di noi non basta a se stesso&#8221;. Non è forse rovinosa una società che regredisce a tal punto da aspirare solo a l&#8217;individualismo?<br />
È chiaro che i consumi sono l&#8217;aspetto della scienza economica che sta più a cuore ad una politica di sinistra, in quanto riguardano tutta la popolazione, non solo quella più abbiente.<br />
Io vorrei però superare certi clichés. La vera sfida per gli economisti del futuro non consiste nel tracciare una riga fra una posizione &#8220;liberale&#8221; ed una &#8220;sociale&#8221;. È invece l&#8217;impegno per una maggiore equità.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Jacopo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-290</link>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 12:23:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-290</guid>
					<description>quote:
Cavolo, non posso linkare una cosa che vengo scoperto. 

La colpa non è tua. E' che i post sono aperti a pingback, e cioè ogni volta che vengono linkati da qualche parte compaiono come commenti. 

ps. grazie per i link</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quote:<br />
Cavolo, non posso linkare una cosa che vengo scoperto. </p>
<p>La colpa non è tua. E&#8217; che i post sono aperti a pingback, e cioè ogni volta che vengono linkati da qualche parte compaiono come commenti. </p>
<p>ps. grazie per i link
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Jacopo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-285</link>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 08:46:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-285</guid>
					<description>Scusate se sono sparito ma ho problemi con la linea telefonica e questo non mi permette di aggiornare nè di commentare IHC. Il problema dovrebbe essere risolto entro oggi (spero).

Thanks Telecom Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se sono sparito ma ho problemi con la linea telefonica e questo non mi permette di aggiornare nè di commentare IHC. Il problema dovrebbe essere risolto entro oggi (spero).</p>
<p>Thanks Telecom Italia.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-284</link>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 13:33:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-284</guid>
					<description>Lamiadestra:

l'osservazione è giusta, ma non è la prospettiva in cui io parlavo; la mia prospettiva è quella di lungo termine, così come ho anche precisato nel riferimento a keynes (che è una teoria dello squilibrio sul breve termine che però vien spesso utilizzata come fosse sul lungo termine e per questo da me tirata in ballo).

Quanto da te opposto è in effetti la caratteristica di neutralità in "forma debole" della moneta, opposto alla "forma forte" propriamente classica (la moneta come "velo"). Tra l'altro, considerando ad esempio la prospettiva monetarista, lo stimolo di breve termine della politica monetaria passa quasi da un "inganno" del lavoratore che non si accorge del minor salario reale guadagnato; il problema di Lucas riguardava l'inserimento dell'inflazione attesa nella curva di phillips, se non sbaglio, quindi qui lo stimolo passa tramite una "sorpresa" che può essere pure truffaldina) chiamare "stimolo all'economia" una cosa del genere mi pare un po' "scorretto" verso gli operatori dell'economia stessa.

Comunque, io guardavo a effetti di lungo termine, non a temporanee deviazioni dall'equilibrio da cui consegua solo inflazione e quindi distorsione in negativo dell'equilibrio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lamiadestra:</p>
<p>l&#8217;osservazione è giusta, ma non è la prospettiva in cui io parlavo; la mia prospettiva è quella di lungo termine, così come ho anche precisato nel riferimento a keynes (che è una teoria dello squilibrio sul breve termine che però vien spesso utilizzata come fosse sul lungo termine e per questo da me tirata in ballo).</p>
<p>Quanto da te opposto è in effetti la caratteristica di neutralità in &#8220;forma debole&#8221; della moneta, opposto alla &#8220;forma forte&#8221; propriamente classica (la moneta come &#8220;velo&#8221;). Tra l&#8217;altro, considerando ad esempio la prospettiva monetarista, lo stimolo di breve termine della politica monetaria passa quasi da un &#8220;inganno&#8221; del lavoratore che non si accorge del minor salario reale guadagnato; il problema di Lucas riguardava l&#8217;inserimento dell&#8217;inflazione attesa nella curva di phillips, se non sbaglio, quindi qui lo stimolo passa tramite una &#8220;sorpresa&#8221; che può essere pure truffaldina) chiamare &#8220;stimolo all&#8217;economia&#8221; una cosa del genere mi pare un po&#8217; &#8220;scorretto&#8221; verso gli operatori dell&#8217;economia stessa.</p>
<p>Comunque, io guardavo a effetti di lungo termine, non a temporanee deviazioni dall&#8217;equilibrio da cui consegua solo inflazione e quindi distorsione in negativo dell&#8217;equilibrio.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-283</link>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 12:01:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-283</guid>
					<description>Penso l'autore si riferisca al lungo termine, dove il malinvestment conta più dello stimolo alla domanda proveniente dalle politiche monetarie. 

Del resto, se la moneta fosse neutrale anche nel breve termine, non potrebbe esistere malinvestment; ma se esiste malinvestment, il benessere dello stimolo monetario non può che essere soltanto illusorio.

Parafrasando l'autore:

"io non vedo alcuno spazio teorico per un aumento della felicità tramite l'uso di eroina in qualsiasi modo indotto, essendo le conseguenze solo intossicazione"

Questo è vero anche se un secondo dopo l'iniezione si sta da dio... dicono. :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso l&#8217;autore si riferisca al lungo termine, dove il malinvestment conta più dello stimolo alla domanda proveniente dalle politiche monetarie. </p>
<p>Del resto, se la moneta fosse neutrale anche nel breve termine, non potrebbe esistere malinvestment; ma se esiste malinvestment, il benessere dello stimolo monetario non può che essere soltanto illusorio.</p>
<p>Parafrasando l&#8217;autore:</p>
<p>&#8220;io non vedo alcuno spazio teorico per un aumento della felicità tramite l&#8217;uso di eroina in qualsiasi modo indotto, essendo le conseguenze solo intossicazione&#8221;</p>
<p>Questo è vero anche se un secondo dopo l&#8217;iniezione si sta da dio&#8230; dicono. <img src='http://ideashaveconsequences.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Lamiadestra</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-282</link>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 11:06:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ideologie-del-consumo-ovvero-lode-al-risparmio/jacopo#comment-282</guid>
					<description>"Sinceramente io non vedo alcuno spazio teorico per uno stimolo dell’economia tramite il consumismo in qualsiasi modo indotto, essendo le conseguenze solo inflazione."

Io farei molta attenzione: sia Friedman (monetarista), sia Lucas (new-classical), sia Hayek (austriaco) giungono alla medesima conclusione che "money matters" (seppure, con Lucas, in casi molto ristretti). La politica monetaria può influenzare, ed in effetti influenza il ciclo economico, sia stimolandolo sia deprimendolo. Affermare quindi che non esiste spazio teorico per uno stimolo mi sembra un po' un azzardo. Preferisco dire che dal punto di vista pratico quella possibilità teorica non è sfruttabile.
Perchè, come insegna Hayek, l'espansione monetaria genera malinvestment (in un periodo di espanione economica) ed un successivo inevitabile aggiustamento (crisi economica).
Perchè, come insegna Lucas, solo variazioni inattese della moneta possono avere effetti, e variazioni inattese si hanno solo in due casi: se lo stato ha informazione migliore, ma allora è preferibile divulgare semplicemente quell'informazione invece dell'interventismo; oppure, se la politica monetaria è fatta in maniera casuale, e quindi in modo totalmente inauspicabile.
Perchè, come insegna Friedman, è impossibile che una autorità monetaria possa prevedere con precisione l'andamento economico, e considerati i lag temporali tra il momento in cui si attua la politica e quello in cui ha effetto, nonchè l'impossibilità di conoscere gli esatti meccanismi di trasmissione, vi è il rischio concreto che l'intervento monetario destabilizzi ulteriormente il sistema economico.

E quindi, concludendo, essendo possibile in teoria manipolare il sistema, all'atto pratico qualsiasi manipolazione è impossibile perchè il sistema è infinitamente più complesso di quanto possiamo riprodurre sulla carta, e quindi gli esiti dell'intervento incerti e pericolosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sinceramente io non vedo alcuno spazio teorico per uno stimolo dell’economia tramite il consumismo in qualsiasi modo indotto, essendo le conseguenze solo inflazione.&#8221;</p>
<p>Io farei molta attenzione: sia Friedman (monetarista), sia Lucas (new-classical), sia Hayek (austriaco) giungono alla medesima conclusione che &#8220;money matters&#8221; (seppure, con Lucas, in casi molto ristretti). La politica monetaria può influenzare, ed in effetti influenza il ciclo economico, sia stimolandolo sia deprimendolo. Affermare quindi che non esiste spazio teorico per uno stimolo mi sembra un po&#8217; un azzardo. Preferisco dire che dal punto di vista pratico quella possibilità teorica non è sfruttabile.<br />
Perchè, come insegna Hayek, l&#8217;espansione monetaria genera malinvestment (in un periodo di espanione economica) ed un successivo inevitabile aggiustamento (crisi economica).<br />
Perchè, come insegna Lucas, solo variazioni inattese della moneta possono avere effetti, e variazioni inattese si hanno solo in due casi: se lo stato ha informazione migliore, ma allora è preferibile divulgare semplicemente quell&#8217;informazione invece dell&#8217;interventismo; oppure, se la politica monetaria è fatta in maniera casuale, e quindi in modo totalmente inauspicabile.<br />
Perchè, come insegna Friedman, è impossibile che una autorità monetaria possa prevedere con precisione l&#8217;andamento economico, e considerati i lag temporali tra il momento in cui si attua la politica e quello in cui ha effetto, nonchè l&#8217;impossibilità di conoscere gli esatti meccanismi di trasmissione, vi è il rischio concreto che l&#8217;intervento monetario destabilizzi ulteriormente il sistema economico.</p>
<p>E quindi, concludendo, essendo possibile in teoria manipolare il sistema, all&#8217;atto pratico qualsiasi manipolazione è impossibile perchè il sistema è infinitamente più complesso di quanto possiamo riprodurre sulla carta, e quindi gli esiti dell&#8217;intervento incerti e pericolosi.
</p>
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