In Lasagna Veritas (gli Stipendi dei Manager)
May 11th, 2009 by Leonardo
L’uomo è fondamentalmente avido e tirchio; lo siamo in modi diversi tutti e magari siamo più generosi con persone che ci sono care, ma per il resto preferiamo certamente “non dare soldi” al “darne a volontà”. Nel mezzo ci sta il “darne quanti servono” quel minimo che compensa ciò che riceviamo in cambio (d’altra parte i soldi non scendono con la pioggia). Per questo “in lasagna veritas”, quanto io mi privi del mio piatto di lasagne quotidiano (elargendo soldi) indica il mio riconoscimento di un valore dall’altra parte (a meno di costrizioni, chiaramente).
Ora che abbiamo un legame stabile e incontrovertibile tra denaro e lasagne, chiediamoci “quante lasagne fanno un manager?”. Mi pongo la domanda a causa del continuo parlare della sproporzione crescente dei loro compensi rispetto agli stipendi dei subalterni, dei super-buonuscita riconosciuti da imprese fallimentari, e del sacro fuoco etico che spinge per una “legge” calmieratrice.
Una legge per fissare i compensi dei manager. Il discorso, tutto etico e quindi politico e quindi assolutamente manipolabile e manipolato ad uso del popolo ebete, si fonda per lo più nello schiaffo morale ai vari lavoratori dato da aziende che sembrano “premiare” manager apparentemente (guardando gli utili, per lo meno) incapaci. In effetti la cosa fa girare le scatole. Sembra che i manager si diano gli stipendi da soli, e gli azionisti con il CdA che ne è espressione un branco di ebeti.
Anzitutto escludo che un qualsiasi manager possa essere un organo autocratico. In un certo senso è un Co.Co.Pro. e almeno un paio di volte l’anno rende conto ai suoi “capi” del lavoro svolto. Possibile che in tutto il mondo gli azionisti siano i soli a non essere tirchi e avidi? Proprio coloro che sono espressione di quel capitalismo vorace e spregiudicato additato come fonte di tutti i mali economici e non? Forse disprezzano le lasagne?
Proprio una “legge” su questo è come dire che “gli azionisti sono ebeti (o forse a dieta?) e dobbiamo aiutare gli azionisti in puro spirito solidaristico” (in realtà si cavalca la solita invidia sociale, chiaramente). Oppure semplicemente gli azionisti si sbagliano, non sanno cosa succede, e riconoscono un valore “sbagliato” ai manager. Risposte precise dai difensori della libertà dell’azienda di pagare i propri dipendenti e manager quanto pare a lei, non ne ho sentite molte; un po’ ci si trincera dietro la contrattualistica firmata in tempi migliori (che ha certo un senso, però nel progredire del tempo gli accordi hanno un turn-over) e un po’ si risponde sulle conseguenze (quindi non nel merito) di una legge che può ben incentivare l’emigrazione dei cervelli migliori (cioè, o tutto il mondo calmiera i compensi, oppure l’Italia si espone da sola ad accontentarsi degli scarti).
Mi scuso se del corrente dibattito mi sia sfuggito qualcosa, ma io non ho sentito nessuno dire “se sono così pagati è perché l’azienda sa razionalmente che così valgono”. Cioè, quelle lasagne sono tutte meritate, e le aziende sanno di aver ricevuto qualcosa che vale tale dolorosa privazione. In lasagna veritas. Allora è da capire cosa questi strapagati manager abbiano portato.
Facciamo un passo indietro. Politicamente il problema è più nella sproporzione tra manager e dipendenti. Nessuno vi ha detto, forse, che i mercati sono stati aperti a livello mondiale? Bene, questo implica che beni servizi e lavoro vanno in competizione, per lo meno se in qualche modo fungibili e di qualità simile. Il valore aggiunto di un lavoratore occidentale, in specie italiano, in molti settori non è significativamente superiore a quello di un asiatico, e visto che i nuovi entranti sono i meno cari asiatici si formano pressioni al ribasso sugli stipendi sfociate per lo meno nel rallentamento della loro crescita.
Nel frattempo lavori con più elevata specializzazione e valore aggiunto, quelli che presuppongono competenze più “elevate” e minor sostituibilità, hanno acquisito “valore” un po’ perché si è allargata la base su cui “spiccano” e un po’ perché spesso sono ruoli che gestiscono risorse, tra cui i lavoratori, e quindi ai fini del risultato si avvantaggiano dei relativi minori costi. Cioè la crescente sproporzione tra retribuzioni deriva sia da una crescita di quelle dei manager che da uno stallo di quelle dei dipendenti (inutile arrabbiarsi contro l’economia, è il prezzo delle passate protezioni: i trentenni se la prendano con i loro genitori e nonni).
Torniamo ora alle lasagne manageriali. Se le aziende, i loro azionisti, pagano di più i manager ci deve essere un motivo. In lasagna veritas: la rinuncia ha una compensazione. L’operatività passa da locale a (tendenzialmente) globale, quindi cresce il suo valore… Ops, ci sono manager che forse hanno ristretto questo ambito di operatività, hanno mandato imprese in perdita, e guadagnano ben più di prima? In Italia? Ah, e non si tratta di strascichi contrattuali, dite? Oh, ma allora le regole dell’economia non funzionano? Eh no, le regole funzionano di sicuro se logiche e teoricamente rigorose; quando la realtà si ostina ad esser diversa è perché ci sono elementi nuovi.
Essendo in Italia e guardando la classe manageriale mi viene da pensare che il problema stia nel “servizio politico” di certi manager: il manager prende decisioni, gestisce risorse… ed ha contatti. Tenere a lungo un ruolo in Italia significa intrecciare rapporti magari a livello politico, significa avere “agganci” utilissimi per fare o bloccare o sapere qualcosa. Tutto questo ha un valore, non c’è dubbio. La stessa capacità di alcuni di “fregare” il sistema è un valore (capire le debolezze del sistema, saper chi contattare), se ad esempio ricordate il caso Parmalat.
Ma allora si può ben dire che esiste un “servizio” che va oltre il risultato economico immediato della singola impresa considerata, e questo deve venir remunerato. Se qualcuno paga, non lo fa per nulla, allora chiediamoci il perché prima di sventolare bandiere rosse.
Se i top manager sono sempre i soliti ci sarà un motivo, Se li pagano sempre e comunque ci sarà una ragione. In lasagna veritas.



Strababaus Says
Infatti mica capisco sti socialisti che vogliono tagliare gli stipendi.
May 11th, 2009 at 2:36 pm
Leonardo, IHC Says
IH IH
May 11th, 2009 at 3:14 pm