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Invidiosa Nemesi Grilliana

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May 5th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

Grillo non è la via ‘all’antimateria’; purtroppo nemmeno è uno scienziato della ‘materia’, e temo che la ‘materia’ già esistente costituisca di per sé la sua nemesi”. Questo è apparso scritto ad ottobre su IHC, come valutazione finale dell’opera dell’anti-politico Grillo.

Nell’articolo di allora sostenevo che Grillo fosse lungi dal portare un vero contenuto anti-politico o alternativamente politico con le proprie iniziative, facendosi in realtà latore di un nuovo “metodo” politico, eventualmente organico alla Politica pre-esistente. La forza del suo messaggio era data dalla capacità del comico di farsi catalizzatore di un vasto malcontento, e del riuscire a renderlo tangibile in piazza.

 

Grazie alla trovata (non so se più scandalosa illegale o idiota) di Visco del pubblicare i redditi di tutti gli italiani, Grillo si è visto assalito dai suoi stessi Grillini a causa dei dichiarati oltre 4 milioni di euro. Ma perché prendersela con Grillo e i suoi milioni? Sono redditi legali, denunciati e tassati, raccolti con la sua attività di cabarettista, con la vendita dei suoi articoli, con il suo ruolo di testimonial, con le vendite di libri e gadget, con le pubblicità sul suo sito di rilevanza internazionale… Sono soldi che ha guadagnato grazie alla risonanza mediatica consentitagli dal suo ampio seguito di Grillini, se non soldi spesi proprio dai Grillini! I Grillini hanno fatto grande Grillo, e ora protestano per quella grandezza?

 

Al tempo pensavo che Grillo semplicemente cavalcasse uno scontento popolare verso la Politica; viste le reazioni attuali, credo che lo scontento abbia assunto caratteri molto più specifici: i Grillini (ma questo vale in generale per gli italiani) non soffrono per la mala-politica italiana, soffrono di “invidia sociale”! Il problema non è lo spreco di denaro pubblico o l’inettitudine dei politici, e nemmeno è l’indole italiana a criticare qualsiasi cosa o il bisogno di identificarsi “nell’anti-qualcosismo” più à la page, bensì è la ricerca di uno sfogo contro quelli “che possono” e “che hanno”! O peggio, il problema è il non riuscire a partecipare alla divisione della torta.

Che senso ha assaltare il blog di Grillo solo perché è ricco? Che senso ha assaltarlo perché TU lo hai reso ricco?

Forse qualcuno si è risentito perché si credeva “rappresentato” da un suo “pari”, intendendo per “pari” non qualcuno che non si avvantaggiasse degli appoggi politici, bensì qualcuno che appartenesse al suo ceto; forse in Italia si percepisce (non del tutto a torto) che i soldi si fanno solo tradendo ideali di legalità correttezza e onestà intellettuale, e non si può essere ricchi perché lo si meriti imprenditorialmente; forse qulacuno si è reso conto di essere parte inconsapevole della Grillo Spa (era ora); forse è solo invidia sociale.

 

Sottolineo la possibilità che alla base dell’iniziale adesione al fenomeno Grillo vi fosse solo “invidia sociale” verso i politici, la stessa invidia sociale che ora si scaglia contro lo stesso Grillo, perché tra tutti i moventi dell’indignazione popolare è quello che ha economicamente maggiori riscontri. Vari studi macroeconomici, partendo dalla definizione di una generica funzione di utilità individuale, hanno cercato di calcolare il risk premium teorico per alcune classi di titoli, definendolo come la differenza tra il rendimento atteso dal titolo e quello di un titolo senza rischio (il famoso tasso risk free). I risultati sovrastimano regolarmente il tasso risk free e quindi sottostimano il risk premium. Per ottenere risultati più aderenti alla realtà, una delle soluzioni (forse malamente euristica, ma fidiamoci) è stata introdurre un parametro definito “catching up with the Joneses(in italiano sarebbe come dire “stare al passo coi vicini”), che implica la valutazione individuale dei propri consumi nei termini della distanza rispetto al livello dei consumi degli altri; in pratica pare dimostrato come rilevante non tanto lo standard assoluto di vita condotto, quanto il suo confronto con lo standard circostante, il che significa dimostrare come rilevante per le proprie scelte di consumo e risparmio un certo gradi di “invidia” (che diventa imitazione o anelito, e quindi causa di frustrazione) che nel caso è corretto definire “sociale”.

In mancanza di prove formali sul peso dell’idealismo nelle decisioni economiche, e visto che sul tavolo c’è la questione del reddito di Grillo, non mi pare folle (cioè mi pare ragionevole) pensare che l’indignazione dei Grillini sia riferibile alla stessa base del sopra riportato risk premium puzzle, e cioè ad una questione di invidia sociale.

 

Parafrasandomi: Grillo non è la via “all’antimateria” (cioè non è lo strumento per concretizzare le volontà di contestazione alla mala-politica del suo seguito); purtroppo nemmeno è uno scienziato della “materia” (non è uno statista, economista o politico, estraneo all’oggetto della contestazione, che si parli di processo politico o articolazione economica, e cioè non è un soggetto che oltre a catalizzare uno scontento popolare sia in gradi di gestirlo e canalizzarlo verso un fine o un progetto risolutivo), e temo che la “materia” già esistente (a questo punto rivelatasi in termini non trascurabili come “invidia sociale”) costituisca di per sé la sua nemesi (l’invidia sociale che si scarica su Grillo stesso, benché fino a prova contraria questi sia un cittadino tributariamente onesto, delegittimandolo).

 

Tristemente, se così stanno le cose, in troppi criticano il ceto senza pensare all’eventuale merito, e le spinte sedicenti “anti-politiche” sono alimentate da moventi “equalitaristici” che ben poco hanno a che vedere con il liberalismo.

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3 Responses to “Invidiosa Nemesi Grilliana”

  1. 1

    Prometeo Says

    Quoto.

  2. 2

    Leonardo, Ihc Says

    grazie!

  3. 3

    lolli gabriele Says

    ora che sono trascorsi alcuni anni dal attentato di new york ho deciso di raccontare alcuni fatti avvenuti tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90.quando frequentavo le scquole medie parlai casualmente in classe del inizio della 4 guerra mondiale,nel settembre 2001,ed inviarono 2 esperti che manifestarono scetticismo l’uno livore l’altro,che diceva di collaborare con i servizi segreti.successivamente quando frequentavo le scquole superiori un prof ex poliziotto,mi propose a nome del questore ,di infiltrarmi nei black block,che sapevano gia di li a venire,non se ne fece niente,ma mi chiesero informazioni sulla banda della uno bianca,e gli dissi che era formata da poliziotti,come avevo apreso da un ragazo di bologna un sabato sera,presero molto a male quello che gli dissi e per rivalsa mi segnalarono al ministero del interno,che apri un fascicolo su di me,in seguito arrestarono i savi.iniziarono cosi a considerarmi un loro confidente ed a interessarsi a quello che avevo scoperto,dissi loro che nel settembre 2001 dei terroristi di area saudita avrebbero dirottato degli aerei di linea e avrebbero schiantati sulle twin tower,che in seguito ci sarebbero stati altri attentati,tra cui la stazione di madrid e il metro di londra.successivamente mi dissero che non si sarebbe fatto nulla in proposito.

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