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	<title>Comments on: La leggenda del santo bevitore (Parte I)</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/la-leggenda-del-santo-bevitore-parte-i/jacopo</link>
	<description>Yes, we definitely think they do...</description>
	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 01:31:58 +0000</pubDate>
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		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-leggenda-del-santo-bevitore-parte-i/jacopo#comment-161</link>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 16:50:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-leggenda-del-santo-bevitore-parte-i/jacopo#comment-161</guid>
					<description>Ottimo Alessandro,

se con Dio intendi Bush, forse il tutto potrebbe apparire un po' più coerente; il tuo articolo però sembra riconoscere per lo meno la buona fede dei Banchieri Centrali, rendendoli in tal caso il loro stesso Dio.

La tua critica alla "matematicizzazione" dell'economia (al pari dell'ultimo lavoro del mio caro Jacopo), si adatta ottimamente all'utilizzo di una Taylor Rule, molto sostenuta negli ambienti accademici. Ora, se Greenspan di notte tirasse via qualche derivata, non lo so, ma per quanto ne so (e se sbaglio, perdonami) il G non utilizzava riferimenti quantitativi espliciti ma lasciava che le intuizioni sui tassi uscissero dalla scatola nera del suo cranio (cosa che lo contrappone direttamente al tecnicissimo inflationtargettaro Bernanke).

Insomma, per come la vedo io, forse il vero problema è un genuino senso di onnipotenza e onniscenza più che una presunta/presumibile pretesa capacità di fine-tuning matematico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo Alessandro,</p>
<p>se con Dio intendi Bush, forse il tutto potrebbe apparire un po&#8217; più coerente; il tuo articolo però sembra riconoscere per lo meno la buona fede dei Banchieri Centrali, rendendoli in tal caso il loro stesso Dio.</p>
<p>La tua critica alla &#8220;matematicizzazione&#8221; dell&#8217;economia (al pari dell&#8217;ultimo lavoro del mio caro Jacopo), si adatta ottimamente all&#8217;utilizzo di una Taylor Rule, molto sostenuta negli ambienti accademici. Ora, se Greenspan di notte tirasse via qualche derivata, non lo so, ma per quanto ne so (e se sbaglio, perdonami) il G non utilizzava riferimenti quantitativi espliciti ma lasciava che le intuizioni sui tassi uscissero dalla scatola nera del suo cranio (cosa che lo contrappone direttamente al tecnicissimo inflationtargettaro Bernanke).</p>
<p>Insomma, per come la vedo io, forse il vero problema è un genuino senso di onnipotenza e onniscenza più che una presunta/presumibile pretesa capacità di fine-tuning matematico.
</p>
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