La milleduesima notte (ovvero del credito espansivo, vero sterco del demonio)
February 13th, 2007 by Admin
Una esemplare introduzione alla teoria austriaca del ciclo economico:
Se infine introduciamo anche l’istituzione bancaria, le possibilità esplodono e i costi si comprimono ancora, migliorando enormemente il sistema del finanziamento: Marcello può vendere ciò che produce e depositare il denaro in cambio di un interesse che la banca gli passa; poi la stessa banca si occupa di valutare (meglio di Marcello che in fondo è un panettiere) i progetti di Enrico e di qualunque altro imprenditore e di finanziarli prendendo un interesse dopo un certo tempo, fornito dal provento delle loro vendite. Anche con l’istituzione bancaria, e anzi a maggior ragione, il progetto di Tina - produrre inutili scarponi - sarebbe rifiutato e quello di Enrico invece finanziato, perché esiste Nicola che preferisce le ciabattine e inorridisce all’idea degli scarponi. Tina, come nei casi precedenti, potrebbe produrre i suoi infami scarponi solo rubando il denaro a coloro che sono stati finanziati, compromettendo la loro produzione. L’introduzione di denaro e banche non cambia la sostanza: solo il risparmio genera sviluppo.
Chi è disposto a scambiare la sua proprietà con l’altrui, esercita il libero diritto di preferire un prodotto a un altro. La preferenza è la guida della funzione imprenditoriale, che è quella di scoprire e soddisfare i bisogni degli altri in cambio di un profitto. Ma le preferenze di chi compra indirizzano anche il risparmio verso il finanziamento di quei progetti imprenditoriali che sono valutati avere buone probabilità di riuscire a soddisfare quelle stesse preferenze. Il risparmio si dispone allora secondo un ventaglio di priorità conforme alle preferenze dei potenziali compratori. E allo stesso modo si orientano i diversi settori produttivi. Se però il risparmio è rubato e impiegato per la produzione di ciò che non è desiderato, quest’armonia si interrompe.
Ora il coup de théâtre.
Marcello vende i pani e deposita gli otto euro in banca. Questa li iscrive a deposito a suo nome, ma magicamente li moltiplica e ne presta in giro sedici (e perché non trentadue?), così paga una volta sola l’interesse a Marcello, ma lo incassa due volte (e perché non tre?) da due prenditori diversi: Enrico e Tina! Ma questo è il punto: se gli otto euro reali risparmiati da Marcello sono prestati a Enrico, egli può comprare a un certo prezzo, materie prime, energia e semilavorati necessari a produrre le ciabattine che Nicola desidera. Se Tina riceve gli altri otto euro magicamente creati dal nulla, questi, per produrre gli scarponi, andranno a comprare le stesse materie prime, la stessa energia e gli stessi beni necessari a Enrico per soddisfare Nicola. I prezzi, con una richiesta doppia a parità degli altri fattori, non potranno che salire, impedendo a Enrico, di realizzare nei tempi, qualità e quantità richiesti, le famose ciabattine che Nicola desidera. Tina, rubando il potere d’acquisto della moneta a Enrico, riuscirà a produrre gli scarponi anche se nessuno li comprerà.
Ecco, in questa semplice rappresentazione, la nascita della bête noir degli economisti: quella che, con pittoresca metafora trigonometrica, è definita ciclo economico.
L’autorità che regola la produzione del denaro creato dal nulla è quella monetaria, che dispone per legge la quantità di riserva frazionaria che le banche devono conservare a fronte del deposito di Marcello. Infatti Marcello potrebbe voler ritirare i suoi soldi. In quel caso le frazioni di depositi degli altri correntisti servirebbero alla restituzione. Se le riserve sono insufficienti, è l’Autorità monetaria che ricompra, con denaro stampato, i titoli di Stato da lei stessa emessi, rimpinguando le casse delle banche. Così le banche possono, senza timori di un clamoroso scoperto, moltiplicare il denaro dal nulla e incassare interessi multipli.
Se ad alcuni pare che il guadagno debba dipendere dal rischio di un’impresa, dalla perizia nel gabbare gli altri, dalla quantità di conoscenza acquisita col duro studio o dalle isterie del dio di Lassalle, agli imprenditori di successo è chiaro invece che la scoperta dei bisogni altrui e il loro soddisfacimento con profitto (necessario a scoprirne di nuovi e soddisfarli ancora) è la chiave per la prosperità. Ma questo speciale talento degli imprenditori è frustrato dai finanziamenti che eccedono il risparmio reale: Tina, in tutti i casi, ruba a Enrico per produrre ciò che Nicola non desidera.
L’espansione monetaria per multipli del reale risparmio, attuata dalle banche commerciali coordinate e finanziate a loro volta dall’Autorità monetaria, è la causa del ciclo economico. Quando il denaro inizia a essere moltiplicato, nasce quello che da tutti è riconosciuto come un boom economico: occupazione, stipendi, PIL, attività finanziarie e benessere, si orientano al vento dell’espansione. In realtà è il potere d’acquisto del risparmio che è sottratto ai legittimi proprietari, mediante la moltiplicazione legale e illegittima della liquidità, associata a bassi tassi d’interesse, anch’essi decisi dall’Autorità monetaria, che stimola tutte le imprese all’investimento. Ma l’investimento deve essere legato alle preferenze di chi compra, attraverso la funzione imprenditoriale di scoperta e soddisfacimento con profitto. Invece quelle imprese, che ai tassi precedenti e senza la liquidità creata dal nulla nessuno avrebbe finanziato con risparmio vero, ottengono ugualmente i finanziamenti, perché mediante la riserva frazionaria le banche possano intascare interessi per multipli.
L’espansione del credito oltre il limite del risparmio è dunque la causa del ciclo economico, tra i mali del quale, è appena il caso di ricordare le bolle finanziarie e immobiliari con cambio di proprietà di enormi quantità di denaro, che non è certo bruciato da nessuno, come comunemente detto, ma incamerato da coloro che comprano col denaro nuovo ricevuto.
La scuola economica liberale austriaca ha abbattuto, sul piano teorico, lo storicismo di Marx. Poi la storia ha polverizzato il resto sul piano pratico. In particolare Mises e Hayek (utilizzando le geniali intuizioni di Ricardo sui prezzi e di Wicksell sulla manipolazione del tasso d’interesse spontaneo), hanno fornito questa molto convincente spiegazione dell’origine del malinvestimento che è alla base dell’alternarsi di espansioni e recessioni. Ma le due scuole economiche occidentali dominanti, neokeynesiana e monetarista, che hanno ghettizzato la scuola liberale austriaca, non hanno una vera teoria sull’origine del ciclo economico, l’una perdendosi in elementari equazionismi , l’altra liquidando il ciclo come il frutto di un’improvvisa e ricorrente pazzia collettiva. Di fatto, esse avallano, spesso anche ufficialmente, l’ultimo e più importante dogma delle teorie economiche di Marx, e cioè che il capitalismo è, per via dell’accumulo del capitale e della presunta mancata ridistribuzione, intrinsecamente instabile.
Sul piano teoretico rimane da capire perché, checché se ne dica, Marx è ancora in circolazione.
La risposta è semplice: giustifica l’esistenza dell’Autorità monetaria. A essa è affidato l’obiettivo della stabilità, mentre è, essa stessa, la reale responsabile, mediante l’espansione creditizia, del ciclo economico. Per essere nascosta, la causa dell’instabilità doveva essere spacciata per intrinseca al sistema, così nessuno l’avrebbe cercata; specie coloro che, ferventi credenti di Marx, non solo patiscono in pieno il ciclo economico, ma sono espropriati del potere d’acquisto, sottratto dagli stipendi, dalle pensioni, dai depositi. E’ così che il dogma dell’instabilità intrinseca ha offuscato la comprensione della funzione del risparmio nel mondo occidentale, spianando la strada al mito dell’espansione del consumo e del credito per il bene dell’economia, e reso plausibile l’altra famigerata tesi neo-marxista che sostiene che il capitalismo non implode perché depreda il resto del mondo.
Dicono che uno yuppie, convinto di lanciare una nuova moda, abbia sfoggiato sul bagnasciuga di Bahia un fiammante paio di scarponi da spiaggia, ma dopo due giorni di vesciche e odori nauseabondi li abbia, con rabbia, gettati in mare.
Questo pezzo è stato pubblicato da Ideashaveconsequences.org su gentile concessione degli amici di Usemlab.
E’ una introduzione esemplare alla teoria del ciclo economico Austriaca.


libertysoldier Says
Stupendo. Linko la pagina sul mio blog. Esponi tutto con una chiarezza disarmante. PS Come si investe in oro?
Feb 13th, 2007 at 3:09 pm
jacopo Says
Ti ringrazio per i due link nel giro di pochi giorni.
) ti consiglio la lettura del primo post di questo thread proprio sul forum di usemlab.
Per quanto riguardo l’oro (posto che la tua non fosse una battuta sarcastica
Questo è il post
Scroll down fino alla fine della pagina: quello è il post che devi leggere. Se poi hai tempo anche il resto della discussione è interessante.
Feb 13th, 2007 at 3:51 pm
libertysoldier Says
Grazie. Non è una battuta sarcastica. E approposito. Mi spiace solo avere scoperto il tuo blog solo adesso.
Feb 14th, 2007 at 4:22 pm
jacopo Says
Non ti preoccupare. Non ti sei perso nulla. E’ un mese esatto che siamo online, e se ti interessano le precedenti discussioni puoi scaricare il Pdf quindicinale.
A breve uscirà anche quello con l’archivio relativo ai primi quindici giorni di Febbraio.
Ti consiglio inoltre di guardare la pagina Collabora.
Feb 14th, 2007 at 6:46 pm
rosanna Says
le stesse argomentazioni sono magistralmente esposte anche nel libro “Euroschiavi” edito da Macroedizioni e scritto dall’avv. Marco Della Luna e dal dott. Miclavez. Anche i giudici fanno la loro parte dimostrando di non sapere le fodamentali nozioni economico-finanziarie da voi illustrate e continuano a rafforzare il “sistema creditizio” ricorrendo a equivoci e sotterfugi terminologici emettendo sentenze che legittimano posizioni insotenibili. Vorrei fare anche una precisazione: la riserva frazionaria NON è stabilita per LEGGE ma per accordo di cartello tra banche, ciò in forza di accordi privati (v. Basilea 2).
Mar 6th, 2007 at 5:35 pm
Jacopo Says
Gentile Rosanna,
“Anche i giudici fanno la loro parte dimostrando di non sapere le fodamentali nozioni economico-finanziarie da voi illustrate e continuano a rafforzare il “sistema creditizio””
mi piacerebbe saperne qualche cosa di più. Perché non poni la questione più approfonditamente.
Mar 6th, 2007 at 7:21 pm