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	<title>Comments on: La Repubblica degli Evasori</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:14:48 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-46231</link>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:25:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-46231</guid>
					<description>Ciao Leo,

il progetto openbook è live: http://www.pascar.com/openbook

Contributi, suggerimento e soprattutto critiche sono benvenute...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Leo,</p>
<p>il progetto openbook è live: <a href="http://www.pascar.com/openbook" rel="nofollow">http://www.pascar.com/openbook</a></p>
<p>Contributi, suggerimento e soprattutto critiche sono benvenute&#8230;
</p>
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		<title>by: L&#8217;acume del Lemming &#171; Working Ideas</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44702</link>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:43:19 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] PDRTJS_settings_663183_post_1324 = { &#8220;id&#8221; : &#8220;663183&#8243;, &#8220;unique_id&#8221; : &#8220;wp-post-1324&#8243;, &#8220;title&#8221; : &#8220;L%27acume+del+Lemming&#8221;, &#8220;item_id&#8221; : &#8220;_post_1324&#8243;, &#8220;permalink&#8221; : &#8220;http%3A%2F%2Fworkingideas.wordpress.com%2F2010%2F02%2F27%2Flacume-del-lemming%2F&#8221; }  Oggi faccio un po&#8217; di &#8220;blog-quoting&#8221; dall&#8217;ottimo IHC. Interessante il pezzo, che riporto per interno, ed i commenti. In particolare dal commento dal primo commento: Raffigurare la realtà in questo modo è un villipendio all’opinione comune oppure è semplicemente un modo più corretto di dire le cose come stanno? [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>by: Prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44701</link>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:27:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44701</guid>
					<description>Ciao Leo,

il progetto OpenBook procede... un po' lentamente, ma procede. Sto facendo un po' di test con una piattaforma online per lo sviluppo opensource. Non è che sia esattamente l'ideale per scrivere un libro, però... è gratis e cooperativo.

Sono molto contento che vi vada di parteciparvi!

Appena si possa vagamente definire pronta la metto online e vi mando link e credenziali di accesso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Leo,</p>
<p>il progetto OpenBook procede&#8230; un po&#8217; lentamente, ma procede. Sto facendo un po&#8217; di test con una piattaforma online per lo sviluppo opensource. Non è che sia esattamente l&#8217;ideale per scrivere un libro, però&#8230; è gratis e cooperativo.</p>
<p>Sono molto contento che vi vada di parteciparvi!</p>
<p>Appena si possa vagamente definire pronta la metto online e vi mando link e credenziali di accesso!
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44639</link>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 08:00:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44639</guid>
					<description>Ciao Prometeo!

Rispondo io per Silvano. Puoi fare quel che ti pare con i pezzi: come è su disclaimer &#38; copyright, basta citare la fonte poi facci tutto quel che ti pare, anzi direi che ci fa piacere se proprio tu ci quoti!

p.s.: siccome usemlab naufraga, se volessi comunque portare avanti l'idea di un "open book" con contributi anche miei e di Silvano non credo che ci sottrarremmo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Prometeo!</p>
<p>Rispondo io per Silvano. Puoi fare quel che ti pare con i pezzi: come è su disclaimer &amp; copyright, basta citare la fonte poi facci tutto quel che ti pare, anzi direi che ci fa piacere se proprio tu ci quoti!</p>
<p>p.s.: siccome usemlab naufraga, se volessi comunque portare avanti l&#8217;idea di un &#8220;open book&#8221; con contributi anche miei e di Silvano non credo che ci sottrarremmo.
</p>
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	<item>
		<title>by: Prometeo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44623</link>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 19:12:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44623</guid>
					<description>Concordo perfettamente, pezzo davvero eccellente.

Posso "quotarti" su workingideas in caso ci fosse qualche lettore di WI che non legge IHC?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo perfettamente, pezzo davvero eccellente.</p>
<p>Posso &#8220;quotarti&#8221; su workingideas in caso ci fosse qualche lettore di WI che non legge IHC?
</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44606</link>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:52:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44606</guid>
					<description>La tua ultima riflessione su buoni-cattivi tra l'altro è suggestiva. Potremmo infatti  tornare alla dicotomia diritto privato - diritto pubblico, per cui i lavoratori dipendenti sottostanno in misura maggiore al secondo, perciò trovano ridotti maggiori spazi di libertà, il che si traduce in una più stretta sudditanza fiscale.

E questo non è dividere tra buoni e cattivi, ma apre la strada a due soluzioni: parificare lo stato di sudditanza degli autonomi a quello dei dipendenti, o l'inverso per lo stato di libertà. Questa riflessione che mi hai stimolato mi fa vedere in modo diverso il dibattito pubblico sull'evasione: pretesa politica di eliminare i maggiori spazi di libertà degli autonomi. Mai che si parli invece di alzare il livello di libertà per tutti, chiramente; d'altra parte chi fa le leggi è quello che incassa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tua ultima riflessione su buoni-cattivi tra l&#8217;altro è suggestiva. Potremmo infatti  tornare alla dicotomia diritto privato - diritto pubblico, per cui i lavoratori dipendenti sottostanno in misura maggiore al secondo, perciò trovano ridotti maggiori spazi di libertà, il che si traduce in una più stretta sudditanza fiscale.</p>
<p>E questo non è dividere tra buoni e cattivi, ma apre la strada a due soluzioni: parificare lo stato di sudditanza degli autonomi a quello dei dipendenti, o l&#8217;inverso per lo stato di libertà. Questa riflessione che mi hai stimolato mi fa vedere in modo diverso il dibattito pubblico sull&#8217;evasione: pretesa politica di eliminare i maggiori spazi di libertà degli autonomi. Mai che si parli invece di alzare il livello di libertà per tutti, chiramente; d&#8217;altra parte chi fa le leggi è quello che incassa.
</p>
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	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44605</link>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:48:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44605</guid>
					<description>Mister

in realtà quei punti erano secondo me chiarissimi, non li ho ripresi perché mi pareva parlassero da soli.
Anche io ho enormi dubbi su come si possa stimare il nero; posso solo pensare a quella voce "errori e omissioni" che viene fuori quando compilano ad esempio la bilancia dei pagamenti: poste che non si pareggiano e che fanno pensare a fenomeni di evasione cioè attività economiche non denunciate. Riuscire a dimostrare ciò che non puoi vedere è di per sé "complottismo", perché in ciò che non vedi ci sta un po' tutto (e se ci si aggiunge anche la stocasticità di certi numeri, si va sulla luna).
La tua "massima" su una economia che altrimenti coinciderebbe con il perimetro ministeriale mi sembra troppo forzata, ma il senso che sottintendevi è chiaro.

Che poi lo Stato vada a prendere dove può con minor fatica, è lapalissiano. Il merito del tuo pezzo non è di ripetere a pappagallo questa banale verità, è l'aver mostrato vari meccanismi da cui deriva l'applicazione pratica. ottimo lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mister</p>
<p>in realtà quei punti erano secondo me chiarissimi, non li ho ripresi perché mi pareva parlassero da soli.<br />
Anche io ho enormi dubbi su come si possa stimare il nero; posso solo pensare a quella voce &#8220;errori e omissioni&#8221; che viene fuori quando compilano ad esempio la bilancia dei pagamenti: poste che non si pareggiano e che fanno pensare a fenomeni di evasione cioè attività economiche non denunciate. Riuscire a dimostrare ciò che non puoi vedere è di per sé &#8220;complottismo&#8221;, perché in ciò che non vedi ci sta un po&#8217; tutto (e se ci si aggiunge anche la stocasticità di certi numeri, si va sulla luna).<br />
La tua &#8220;massima&#8221; su una economia che altrimenti coinciderebbe con il perimetro ministeriale mi sembra troppo forzata, ma il senso che sottintendevi è chiaro.</p>
<p>Che poi lo Stato vada a prendere dove può con minor fatica, è lapalissiano. Il merito del tuo pezzo non è di ripetere a pappagallo questa banale verità, è l&#8217;aver mostrato vari meccanismi da cui deriva l&#8217;applicazione pratica. ottimo lavoro.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44590</link>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 21:54:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44590</guid>
					<description>@Leonardo: hai colto bene il senso dei meccanismi distorsivi che la fiscalità induce. Quello che però forse non mi è riuscito comunicare bene sono due punti importanti:

 - per come è lo stato nella sua prassi politica è difficile quantificare il perimetro dell'evasione fiscale o del sommerso così come di fronte ad un governo che pretendesse di fissare per legge tutti i prezzi per decreto avrebbe poco senso definire le dimensioni del mercato nero;
 - non ho letto molto sulla public choice theory, ma sempre per come è lo stato nella sua prassi politica, questo tenderà ad applicare l'imposizione fiscale secondo la logica dello sfondamento della porta aperta: tanto più è facile passare tanto più larga sarà la base imponibile (non so se l'esempio della miniera ha reso bene l'idea, forse si può trovare di meglio). Anche i politici hanno un loro ordine di preferenza nell'attingere alle fonti di finanziamento e nello spalmare la spesa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Leonardo: hai colto bene il senso dei meccanismi distorsivi che la fiscalità induce. Quello che però forse non mi è riuscito comunicare bene sono due punti importanti:</p>
<p> - per come è lo stato nella sua prassi politica è difficile quantificare il perimetro dell&#8217;evasione fiscale o del sommerso così come di fronte ad un governo che pretendesse di fissare per legge tutti i prezzi per decreto avrebbe poco senso definire le dimensioni del mercato nero;<br />
 - non ho letto molto sulla public choice theory, ma sempre per come è lo stato nella sua prassi politica, questo tenderà ad applicare l&#8217;imposizione fiscale secondo la logica dello sfondamento della porta aperta: tanto più è facile passare tanto più larga sarà la base imponibile (non so se l&#8217;esempio della miniera ha reso bene l&#8217;idea, forse si può trovare di meglio). Anche i politici hanno un loro ordine di preferenza nell&#8217;attingere alle fonti di finanziamento e nello spalmare la spesa.
</p>
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	<item>
		<title>by: silvano</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44589</link>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 21:34:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44589</guid>
					<description>Intanto mi fa piacere che il pezzetto abbia stimolato osservazioni e che aiuti a esternare alcuni "non detti" in campo fiscale. Lo scopo non è dividere la popolazione in buoni e cattivi (si potrebbe sprecare altrettanto inchiostro per i liberi professionisti protetti da ordinamenti corporativi così come per gli imprenditori sussidiati dallo stato o dalla comunità europea). Sicuramente però è necessario togliere quella patina di superiorità etica al "buon contribuente" che è tale semplicemente perchè non può fare altrimenti. Questo tipo di lodi profuse da politicanti e giornalisti nei salotti televisivi assomigliano alle carezze che si fanno a quei bei gattoni siamesi castrati che se ne dormono tranquilli sul divano di casa e non escono mai ad azzuffarsi con gli altri rumorosi micioni nei periodi di accoppiamento. L'evocare il virtuoso rispetto delle leggi, dell'apporto alla comunità in contrapposizione a chi fa del proprio meglio per contribuire il meno possibile al sostentamento di questo stato parassitario è funzionale alla classe politica e a tutti quelli che in qualche modo sono in grado di inciuciarsi con essa. Dividi et impera. Senza necessariamente americanizzarsi, dovremo nutrire una sana sfiducia verso chi promette pasti gratis, dovremo chiederci sempre chi paga il conto ed evitare di pensare che ciò sia giusto solo perché non ci tange o per un soggettivo senso di giustizia distributiva.
L'assunto alla base del mito del buon contribuente - samaritano è che rispettare la legge anche quando non ci piace significa essere onesti e pertanto il non farlo è sintomo di disonestà (quindi l'evasore è un disonesto per antonomasia). Obbedire agli ordini è un'argomentazione che già a Norimberga non ha funzionato. Sotto il profilo etico si può tranquillamente affermare anche l'opposto: non finanziare questi politicanti da quattro soldi che si comprano il consenso distribuendo mance con i quattrini degli altri è un dovere morale, non finanziare governi guerrafondai è un dovere morale, non finanziare gli amici degli amici è un dovere morale, non finanziare fancazzisti messi lì da chissà chì per chissà quanto è un dovere morale. Non è possibile definire un etica oggettiva (menchemeno in campo tributario) e non credo nemmeno che tutti debbano considerare al'unanimità doveri morali ciò che ho appena esemplificato. Una cosa però è necessario fare in questo paese alla faccia del politicamente corretto: buttare nel cesso la mitopoietica del buon cittadino ligio e fiducioso nell'autorità preposta, del "se tutti facessero, se tutti pagassero, se tutti... staremmo meglio che in Germania / Francia / Svezia / Danimarca", l'elogio del gregge ordinato condotto dal buon pastore che protegge le pecorelle dai lupi e dalle intemperie. Questa è soltanto vaselina. "Se tutti si comportassero per bene secondo le (loro) leggi e le (loro) regole" faremmo la fine dei lemmings.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto mi fa piacere che il pezzetto abbia stimolato osservazioni e che aiuti a esternare alcuni &#8220;non detti&#8221; in campo fiscale. Lo scopo non è dividere la popolazione in buoni e cattivi (si potrebbe sprecare altrettanto inchiostro per i liberi professionisti protetti da ordinamenti corporativi così come per gli imprenditori sussidiati dallo stato o dalla comunità europea). Sicuramente però è necessario togliere quella patina di superiorità etica al &#8220;buon contribuente&#8221; che è tale semplicemente perchè non può fare altrimenti. Questo tipo di lodi profuse da politicanti e giornalisti nei salotti televisivi assomigliano alle carezze che si fanno a quei bei gattoni siamesi castrati che se ne dormono tranquilli sul divano di casa e non escono mai ad azzuffarsi con gli altri rumorosi micioni nei periodi di accoppiamento. L&#8217;evocare il virtuoso rispetto delle leggi, dell&#8217;apporto alla comunità in contrapposizione a chi fa del proprio meglio per contribuire il meno possibile al sostentamento di questo stato parassitario è funzionale alla classe politica e a tutti quelli che in qualche modo sono in grado di inciuciarsi con essa. Dividi et impera. Senza necessariamente americanizzarsi, dovremo nutrire una sana sfiducia verso chi promette pasti gratis, dovremo chiederci sempre chi paga il conto ed evitare di pensare che ciò sia giusto solo perché non ci tange o per un soggettivo senso di giustizia distributiva.<br />
L&#8217;assunto alla base del mito del buon contribuente - samaritano è che rispettare la legge anche quando non ci piace significa essere onesti e pertanto il non farlo è sintomo di disonestà (quindi l&#8217;evasore è un disonesto per antonomasia). Obbedire agli ordini è un&#8217;argomentazione che già a Norimberga non ha funzionato. Sotto il profilo etico si può tranquillamente affermare anche l&#8217;opposto: non finanziare questi politicanti da quattro soldi che si comprano il consenso distribuendo mance con i quattrini degli altri è un dovere morale, non finanziare governi guerrafondai è un dovere morale, non finanziare gli amici degli amici è un dovere morale, non finanziare fancazzisti messi lì da chissà chì per chissà quanto è un dovere morale. Non è possibile definire un etica oggettiva (menchemeno in campo tributario) e non credo nemmeno che tutti debbano considerare al&#8217;unanimità doveri morali ciò che ho appena esemplificato. Una cosa però è necessario fare in questo paese alla faccia del politicamente corretto: buttare nel cesso la mitopoietica del buon cittadino ligio e fiducioso nell&#8217;autorità preposta, del &#8220;se tutti facessero, se tutti pagassero, se tutti&#8230; staremmo meglio che in Germania / Francia / Svezia / Danimarca&#8221;, l&#8217;elogio del gregge ordinato condotto dal buon pastore che protegge le pecorelle dai lupi e dalle intemperie. Questa è soltanto vaselina. &#8220;Se tutti si comportassero per bene secondo le (loro) leggi e le (loro) regole&#8221; faremmo la fine dei lemmings.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo, IHC</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44582</link>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:24:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/la-repubblica-degli-evasori/leo#comment-44582</guid>
					<description>Io non sono sicuro che il pezzo debba venir interpretato come una ribaltamento del senso comune, intendo che il dipendente sia solo un "costretto" e "l'autonomo" un povero cristo che non può che fare quel che fa. Se lo fosse peccherebbe di un generalismo pari alla posizione di "senso comune" che vorrebbe abbattere.

Piuttosto si può dire che il sistema tributario è impostato su incentivi (o non-incentivi) ottimi per spingere chi può evadere a farlo (sia che il motivo riguardi la sopravvivenza causa tassazione eccessiva, che riguardi semplicemente un voler massimizzare un guadagno già elevato) e chi dovrebbe arginare questo a fregarsene (chi compra e accetta il ribasso in cambio di pagamento al nero); Silvano dice benissimo questo.

E può essere vero che senza questo "accorgimento evasivo" molte transazioni non avrebbero luogo; dall'altra parte però una diversa distribuzione del carico fiscale (preso il totale come dato, come giustamente ci insegna a vedere Silvano fuori da qualsiasi retorica di "risorse in più" da ottenere dall'evasione) può aprire altri spazi di domanda o di risparmio, significando i secondi finanziamento agli investimenti, quindi una posizione definitiva sull'argomento non può, credo, venir presa. Queste considerazioni seguono dai suoi punti 1 e 3.

Il suo punto 2 sarebbe secondo me interessante, ed indicherebbe secondo me in realtà la distorsione fiscale a danno del lavoratore dipendente. Io non trascurerei il fatto che il guadagno dato dallo stipendo è da paragonare non agli utili di un'azienda bensì ai suoi ricavi, quindi al lordo delle spese di ricostruzione della forza produttiva (lavoro). Vista in questo modo mi torna che esista un incentivo fiscale a prendersi la partita IVA: si sottopone a tassazione una base imponibile minore.

Nelle mie osservazioni non si parla di equità, che è un concetto scivolosissimo e arbitrario. Sicuramente però qualsiasi intervento statale, anche l'imposizione fiscale, implica degli effetti di incentivo, e secondo me il pezzo di Silvano fa vedere che il combinato pubblico-mercato costringe il secondo a cercarsi un suo equilibrio sfruttando gli incentivi (perversi) dello Stato. In altre parole: esiste un problema evasione? La causa è statale, e quel che si osserva è solo il conseguente equilibrio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono sicuro che il pezzo debba venir interpretato come una ribaltamento del senso comune, intendo che il dipendente sia solo un &#8220;costretto&#8221; e &#8220;l&#8217;autonomo&#8221; un povero cristo che non può che fare quel che fa. Se lo fosse peccherebbe di un generalismo pari alla posizione di &#8220;senso comune&#8221; che vorrebbe abbattere.</p>
<p>Piuttosto si può dire che il sistema tributario è impostato su incentivi (o non-incentivi) ottimi per spingere chi può evadere a farlo (sia che il motivo riguardi la sopravvivenza causa tassazione eccessiva, che riguardi semplicemente un voler massimizzare un guadagno già elevato) e chi dovrebbe arginare questo a fregarsene (chi compra e accetta il ribasso in cambio di pagamento al nero); Silvano dice benissimo questo.</p>
<p>E può essere vero che senza questo &#8220;accorgimento evasivo&#8221; molte transazioni non avrebbero luogo; dall&#8217;altra parte però una diversa distribuzione del carico fiscale (preso il totale come dato, come giustamente ci insegna a vedere Silvano fuori da qualsiasi retorica di &#8220;risorse in più&#8221; da ottenere dall&#8217;evasione) può aprire altri spazi di domanda o di risparmio, significando i secondi finanziamento agli investimenti, quindi una posizione definitiva sull&#8217;argomento non può, credo, venir presa. Queste considerazioni seguono dai suoi punti 1 e 3.</p>
<p>Il suo punto 2 sarebbe secondo me interessante, ed indicherebbe secondo me in realtà la distorsione fiscale a danno del lavoratore dipendente. Io non trascurerei il fatto che il guadagno dato dallo stipendo è da paragonare non agli utili di un&#8217;azienda bensì ai suoi ricavi, quindi al lordo delle spese di ricostruzione della forza produttiva (lavoro). Vista in questo modo mi torna che esista un incentivo fiscale a prendersi la partita IVA: si sottopone a tassazione una base imponibile minore.</p>
<p>Nelle mie osservazioni non si parla di equità, che è un concetto scivolosissimo e arbitrario. Sicuramente però qualsiasi intervento statale, anche l&#8217;imposizione fiscale, implica degli effetti di incentivo, e secondo me il pezzo di Silvano fa vedere che il combinato pubblico-mercato costringe il secondo a cercarsi un suo equilibrio sfruttando gli incentivi (perversi) dello Stato. In altre parole: esiste un problema evasione? La causa è statale, e quel che si osserva è solo il conseguente equilibrio.
</p>
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