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Lo Stato Ci Salverà… Come Sempre

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May 19th, 2008 by Leonardo

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di Leonardo, Ihc

 

Più la congiuntura si fa negativa, più i problemi emergono e si annodano, e più fantasmagoriche diventano le idee per uscirne fuori, pretendendo di riuscire a risolvere in un colpo solo qualsiasi difetto (o supposto tale) dei sistemi finanziari e industriali odierni.

 

Con i commenti al “Disegno di Legge per la protezione dei proprietari di case e delle banche” e “alla Legge per la Ripresa Economica” proposti dal “Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà” intendo chiudere il discorso su quanto proposto dal sito www.movisol.org, portavoce in Italia delle idee dell’americano LaRouche e del suo populismo elettorale economicamente “bislacco” (secondo me, chiaramente).

 

Del “Disegno di Legge per la protezione dei proprietari di case e delle banche” (Homeowners and Bank Protection Act nell’originale) voglio commentare i primi due punti, che mi sembrano più che sufficienti.

 

1) “Il Congresso costituisca un’agenzia federale allo scopo di proteggere tutte le banche con riconoscimento federale o statale, congelando tutti i mutui esistenti per il periodo necessario [a] riportare il prezzo delle case a livelli ragionevoli; ristrutturare i mutui esistenti fissando dei tassi di interesse adeguati; e cancellare […] i derivati […]”.

- Esistono, in altri termini, delle riserve di discrezionalità su quali banche debbano essere salvate (il che attirerà “sostegni” da tutte pur di ingraziarsi il legislatore), e su quale debba essere il livello di tasso “adeguato”, e questo dopo che la Fed ha pilotato a piacimento i tassi, chiaramente verso il basso; quindi dov’è la novità? Oltre a questo si vuol aspettare che i prezzi delle case scendano a livelli ragionevoli, ma quale è il livello di ragionevolezza? E come la mettiamo con il fatto che attendere tale discesa significa aspettare di avere prestiti non più coperti da dovute garanzie reali? E come si concilia con il fatto che i tassi bassi creano domanda sugli immobili facendone crescere il prezzo? Mettiamo (per legge) i lucchetti ai portafogli allora?

Questa proposta ha in sé elementi di contraddizione (che però sono molto attraenti a livello politico e elettorale contemporaneamente sia per le banche che per i debitori) a meno che non si intenda conferire allo Stato (che con la Fed ha fatto abbastanza danni) un potere discrezionale pure sul mercato immobiliare.

Tralasciamo la proposta di cancellare i derivati, che oltre ad essere lesiva della volontà di due parti che possono essere pure coscienti e consenzienti (mai sfiorata l’idea?) è anche stupida, perché in caso di crac delle controparti i derivati si azzerano da soli; chiediamoci chi pagherà la “protezione” alle banche per la revisione dei termini di finanziamento e dei contratti in derivati: l’agenzia federale, cioè lo Stato, cioè i contribuenti, e in particolare i contribuenti che non avranno bisogno di “salvataggio”. Chi si è comportato virtuosamente, cioè senza incorrere in debiti che non avrebbe sostenuto, pagherà comunque il salvataggio dei viziosi; questa sì che è solidarietà e innovazione del sistema finanziario!

 

2) “[…] Verranno congelati tutti i pignoramenti […] Le rate mensili, che fungeranno da canone di affitto, saranno corrisposte a certe banche prescelte, che potranno poi utilizzare quei fondi come garanzia per emettere altri crediti in modo regolare, e così ricapitalizzare il sistema bancario […] Le banche federali e statali saranno protette in modo da poter riprendere a svolgere la loro funzione tradizionale”.

- Oltre ad implicare un bail-out dei debitori dissennati dal dubbissimo valore sia economico che (visto che movisol.org se ne vuol far campione) morale, è da sottolineare la discrezionalità statale a favore di “alcuni istituti”, come già nel punto 1).

In più c’è da ricordare che “ricapitalizzare” significa far tirare fuori i soldi ai banchieri, e non far affluire loro soldi di terzi, sia originati da debiti che dal servizio del debito, soprattutto se i terzi sono i contribuenti più finanziariamente morigerati; la presenza di questo equivoco (che fa sdegno a qualsiasi distinzione aziendalistica tra equilibrio patrimoniale e equilibrio finanziario) a parer mio dice molto sulla qualità dell’analisi economica sottostante.

Una cosa interessantissima è utilizzare i flussi derivanti dai mutui, qualificati come canoni d’affitto(il che però sottintende che le case non saranno più di proprietà del mutuatario… ma di chi allora? Non c’è pignoramento perché la casa è ormai già di qualcun altro, ad esempio della banca o peggio dello Stato?) quale “garanzia per emettere altri crediti”. Ora, l’utilizzare flussi derivanti da una operazione finanziaria come garanzia per altre operazioni è semplicemente il meccanismo della cartolarizzazione (come ho ricordato qui), e mi pare intellettualmente disonestissimo chiedere la cancellazione per decreto dei derivati per poi proporre nei fatti dei “derivati di Stato”. Ma si sa, gli elettori in difficoltà non hanno generalmente la cultura economico-finanziaria per capire questo, quel che vedono è solo “non perdere la casa” e “nessun pignoramento”, e non comprendono (o nel momento di difficoltà non interessa) cosa distingue la rata di un mutuo da un canone di affitto. Concludo con una domanda: chi paga la protezione delle banche durante il loro ritorno all’operatività normale? Vedere il punto 1), please.

 

Ma l’esempio più limpido della matrice populista e anacronistica sottostante al progetto protezionista di LaRouche (e di chi lo sostiene) è “nella Legge per la Ripresa Economica”.

Qui si predica che occorre fermare lo smantellamento del settore automobilistico e delle macchine utensili, creando un ente federale per controllare e gestire – direttamente o tramite appalto – gli impianti e le attrezzature caduti in disuso nel settore automobilistico e i settori dell’indotto […] si genererebbero milioni di nuovi posti di lavoro, sia nei progetti stessi che nelle manifatture. Cioè si professa una ripresa economica proteggendo i settori in cui l’Asia è entrata (sia per gli USA che per l’Italia), alla faccia di ogni principio economico di specializzazione internazionale, alla faccia di quanto professato sugli stimoli agli investimenti in alta tecnologia (il punto 5) dell’articolo precedente), alla faccia di qualsiasi “ponte di sviluppo eurasiatico” (allora avevo ragione io, che LaRouche vuole solidarmente che i cinesi producano solo scarpe?), e alla faccia dei contribuenti che si troveranno a sostenere una nuova IRI che tenga in vita aziende decotte.

Sì, certo, la nuova IRI darebbe molto lavoro… togliendo risorse da altri settori e cioè tarpando nuove aziende che possono creare più ricchezza e compensare meglio la società sia con gli stipendi che con una nuova offerta di prodotti più avanzati lasciando che i cinesi facciano scendere il prezzo, ad esempio, delle auto.

 

C’è gente che (in buona fede, certamente) importa dagli USA l’idea dell’IRI, che importa il mito di uno Stato regolatore che in Italia già abbiamo avuto e ancora abbiamo, che professa un primato della politica sulla ratio economica che in Italia già regna… Ma gli USA hanno acquistato i diritti del format della mala-politica-economica italiana? Ma come è possibile che si assuma il programma elettorale di un populista americano che fa l’occhiolino contemporaneamente a banche, debitori, palazzinari, e produttori d’auto (l’esperienza Fiat non ha insegnato proprio nulla) senza sentire puzza di bruciato? Ma pensassero a importare giovani bionde californiane invece che vecchie idee nazional-socialiste!

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1 Response to “Lo Stato Ci Salverà... Come Sempre”

  1. 1

    Prometeo Says

    Bastava già “Il Congresso costituisca un’agenzia federale”… :)

    Bisognerebbe ricordare a Larouche e fratelli che fu il congresso a costituire un’altra agenzia federale chiamata FEDR che è complice dei mali.

    Paradossalmente però Larouche in qualche modo cammina sullo stesso sentiero delle BC.
    L’effetto delle politiche Larouchiane sarebbe una socializzazione.
    Le BC di fatto non hanno fatto altro che proteggere banche dai crack in qui esse stesse s’erano cacciate per via del credito facile garantito dalle BC.

    La socializzazione del sistema è in atto ma nessuno lo deve sapere. E’ questo il messaggio delle Banche centrali che hanno deciso di nascondere miliardi di perdite del sistema bancario grazie alla socializzazione delle perdite che stanno attuando con due misure:

    1) Creazione di inflazione

    2) Finanziamenti permanenti alle banche di tutto il mondo garantiti da assets di dubbio valore e di dubbia qualità.

    La stessa BCE si è detta preoccupata (messaggio per i “proles”, quindi in perfetto “doublethink” è orgogliosa) per quello che sta mettendo in pratica la Banca d’Inghilterra. Ricordando quello che si diceva di Allsopp, inizialmente la BOE doveva prestare 50 miliardi di sterline al sistema. E’ notizia di ieri che l’ammontare potrebbe salire fino a 90 miliardi segno che il sistema è sempre più “sociale”. Il tutto garantito da titoli cartolarizzati a rischio detenuti dalle banche inglesi. Ancora una volta il rischio di perdite viene spostato dalle Banche alla comunità, senza dimenticare il “caso” della nazionalizzazione della NorthernRock che da sola è costata il 6% del PIL UK.

    Il sistema è sempre più discrezionale e quindi oligarchico (sempre meno persone decidono chi si salva e come a spese di chi), sempre più “sociali” sono i danni e sempre più “privati” sono gli utili.

    Poi Larouche è pur sempre un politico, quindi un po’ di “panis et figam uribs et orbis” no guasta mai… tipo “dobbiamo fermare lo smantellamento dell’industria” ecc ecc…

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