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	<title>Comments on: Lode al Consumo</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:27:08 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Ideologie del Consumo, ovvero: lode al Risparmio at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-268</link>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 11:04:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-268</guid>
					<description>[...] Mi inserisco sulla scia di un recente lavoro pubblicato su IHC (Lode al Consumo) per parlare sempre di consumo e di un suo possibile eccesso definito consumismo. Quel che voglio provare a fare non &#232; tanto una difesa o un attacco al consumo in quanto tale (nella prevalente ottica austriaca di questo sito, ma pure da diverse parti della variegata e secondo me scorrettamente e sommariamente definita scuola neoclassica, questo equivarrebbe a questionare la libert&#224; individuale su cosa fare dei propri soldi), ma sottolineare come pochi spunti teorici &#8220;digeriti&#8221; dalla politica possano portare ad &#8220;aberrazioni del consumo&#8221; ed a quasi comiche &#8220;contraddizioni filosofiche&#8221;. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Mi inserisco sulla scia di un recente lavoro pubblicato su IHC (Lode al Consumo) per parlare sempre di consumo e di un suo possibile eccesso definito consumismo. Quel che voglio provare a fare non &egrave; tanto una difesa o un attacco al consumo in quanto tale (nella prevalente ottica austriaca di questo sito, ma pure da diverse parti della variegata e secondo me scorrettamente e sommariamente definita scuola neoclassica, questo equivarrebbe a questionare la libert&agrave; individuale su cosa fare dei propri soldi), ma sottolineare come pochi spunti teorici &ldquo;digeriti&rdquo; dalla politica possano portare ad &ldquo;aberrazioni del consumo&rdquo; ed a quasi comiche &ldquo;contraddizioni filosofiche&rdquo;. [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>by: H.I.M.</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-225</link>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 08:30:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-225</guid>
					<description>Caro Fox, 
nessuno dice che "dobbiamo" tenerci i problemi: certo è che opporsi ad un processo che storicamente ha dimostrato di essere il propulsore del benessere umano non aiuta a prevedere e a correggere tali (eventuali) errori, semmai a crearne di più profondi e pericolosi. Quanto all'ambiente, personalmente ritengo che sarà un ulteriore avanzamento in campo tecnologico a consentirci di contenere gli effetti del progresso sulla natura e non un suo arretramento che invece potrebbe rivelarsi disastroso. Mi pare che l'esempio degli USA i quali, com'é noto, si sono rifiutati di sottoscrivere il "manifesto" di Kyoto, preferendo investire appunto in tecnologia e vedendo così ridurre sensibilmente le così dette "emissioni nocive", sia abbastanza eloquente. Ma questo è un altro argomento che meriterebbe di essere meglio approfondito. Per ora, ti invito a visitare il blog di Carlo Stagnaro (http://happytrails.ilcannocchiale.it/) e quello di Realismo Energetico (http://realismoenergetico.blogspot.com/): ti assicuro che leggendoli avrai senz'altro occasione di farti un'idea più chiara di come stanno le cose in materia di ambiente, non foss'altro perchè potrai sentire anche il suono dell'altra campana.
Per quello che riguarda gli stili di vita, francamente non so che dire: mio bisnonno dicevano fosse un maestro nell'impagliare sedie e ceste di vimini, eppure smise questa sua attività subito dopo la guerra per la scarsa richiesta di quei manufatti. Insomma, se oggi preferiamo sederci su comode poltroncine ergonomiche costruite con materiali ipoallergici anziché su traballanti seggiole di legno e paglia, un motivo ci sarà. 
Del resto, nessuno vuole impedire coercitivamente il recupero di certe tradizioni e se alcuni ritengono vantaggioso un ritorno agli idilli agropastorali di Arminio e Tusnelda -io ne dubito fortemente-, facciano pure. Quello che a me pare immorale, come ho detto nell'articolo, è voler impedire alle persone di godere dei frutti del progresso, della tecnologia e della divisione del lavoro ostacolando in definitiva il miglioramento delle loro condizioni di vita. 
Perchè sai, non sono certo che la tua concezione di vita "piacevole" sia la stessa che hanno le popolazioni del terzo mondo.

Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fox,<br />
nessuno dice che &#8220;dobbiamo&#8221; tenerci i problemi: certo è che opporsi ad un processo che storicamente ha dimostrato di essere il propulsore del benessere umano non aiuta a prevedere e a correggere tali (eventuali) errori, semmai a crearne di più profondi e pericolosi. Quanto all&#8217;ambiente, personalmente ritengo che sarà un ulteriore avanzamento in campo tecnologico a consentirci di contenere gli effetti del progresso sulla natura e non un suo arretramento che invece potrebbe rivelarsi disastroso. Mi pare che l&#8217;esempio degli USA i quali, com&#8217;é noto, si sono rifiutati di sottoscrivere il &#8220;manifesto&#8221; di Kyoto, preferendo investire appunto in tecnologia e vedendo così ridurre sensibilmente le così dette &#8220;emissioni nocive&#8221;, sia abbastanza eloquente. Ma questo è un altro argomento che meriterebbe di essere meglio approfondito. Per ora, ti invito a visitare il blog di Carlo Stagnaro (http://happytrails.ilcannocchiale.it/) e quello di Realismo Energetico (http://realismoenergetico.blogspot.com/): ti assicuro che leggendoli avrai senz&#8217;altro occasione di farti un&#8217;idea più chiara di come stanno le cose in materia di ambiente, non foss&#8217;altro perchè potrai sentire anche il suono dell&#8217;altra campana.<br />
Per quello che riguarda gli stili di vita, francamente non so che dire: mio bisnonno dicevano fosse un maestro nell&#8217;impagliare sedie e ceste di vimini, eppure smise questa sua attività subito dopo la guerra per la scarsa richiesta di quei manufatti. Insomma, se oggi preferiamo sederci su comode poltroncine ergonomiche costruite con materiali ipoallergici anziché su traballanti seggiole di legno e paglia, un motivo ci sarà.<br />
Del resto, nessuno vuole impedire coercitivamente il recupero di certe tradizioni e se alcuni ritengono vantaggioso un ritorno agli idilli agropastorali di Arminio e Tusnelda -io ne dubito fortemente-, facciano pure. Quello che a me pare immorale, come ho detto nell&#8217;articolo, è voler impedire alle persone di godere dei frutti del progresso, della tecnologia e della divisione del lavoro ostacolando in definitiva il miglioramento delle loro condizioni di vita.<br />
Perchè sai, non sono certo che la tua concezione di vita &#8220;piacevole&#8221; sia la stessa che hanno le popolazioni del terzo mondo.</p>
<p>Ciao.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Fox</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-224</link>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 01:21:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#comment-224</guid>
					<description>Complimenti per l'articolo, mi permetto di criticare un momento alcuni punti però.. primo, l'ordine logico - per il quale sembra che se l'interesse individuale ha portato alla globalizzazione dobbiamo tenerci i problemi da essa causati perchè sono nell'interesse del benessere dell'umanità - è perlomeno criticabile.. secondo, progresso è rendersi conto che se si agisce in altro modo si può preservare la salute del pianeta e di coloro che lo abitano (almeno fino a quando non sbarcheremo su Marte).. terzo, sono a rischio estinzione culture e diversità di modi di vita che (sempre fino a quando non sbarcheremo su Marte) rendono la VITA, attraverso il confronto, così piacevole... Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;articolo, mi permetto di criticare un momento alcuni punti però.. primo, l&#8217;ordine logico - per il quale sembra che se l&#8217;interesse individuale ha portato alla globalizzazione dobbiamo tenerci i problemi da essa causati perchè sono nell&#8217;interesse del benessere dell&#8217;umanità - è perlomeno criticabile.. secondo, progresso è rendersi conto che se si agisce in altro modo si può preservare la salute del pianeta e di coloro che lo abitano (almeno fino a quando non sbarcheremo su Marte).. terzo, sono a rischio estinzione culture e diversità di modi di vita che (sempre fino a quando non sbarcheremo su Marte) rendono la VITA, attraverso il confronto, così piacevole&#8230; Grazie
</p>
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