Lode al Risparmio (Firmato: Ben Bernanke)
September 18th, 2007 by Leonardo
In questo sito si è ampiamente discusso, con costante riferimento all’impostazione Austriaca ed in contrasto con la visione socialista, di come la politica monetaria possa rompere l’equilibrio tra risparmio consumo e investimenti, portando nell’economia fenomeni di consumismo e sottoinvestimento,
Sempre su questo sito si è più volte sottolineato come nell’ultima decade le principali Banche Centrali abbiano nei fatti aderito ad una impostazione essenzialmente socialista dello Stato e dell’economia, espandendo moneta ed abbassando i tassi di interesse in una continua corsa allo stimolo dei consumi che avrebbero, secondo la fallacia keynesiana, stimolato la produzione e quindi la crescita economica.
Non voglio farla lunga, se si è interessati si vadano a leggere tutti gli articoli di economia qui pubblicati (segnalo specificatamente solo “Ideologie del Consumo, ovvero: Lode al Risparmio”, capirete subito perché), e si avrà spero chiara la meccanica di fondo.
Dopo aver studiato, anche grazie a questo sito, l’impalcatura economica che va da Wicksell a Hayek ed aver imparato ad additare in primis la Federal Riserve USA come causa di uno sciacquone di liquidità che ha socialisticamente creato un occidente consumista, indebitato, con Stati dal tenore di vita spregiudicatamente di là dalle proprie possibilità reali e ormai inclini alla deindustrializzazione, capirete come ho riso leggendo su LiberoMercato del 13/09 u.s. i seguenti occhiello titolo e sottotitolo: “Il presidente Fed – Lode al risparmio. Torna di moda la parca formica – L’economia ha fame di cash. E Bernanke chiede politiche che stimolino l’accumulo”. “Ben Bernanke” e “Lode al risparmio” (capita l’autocitazione?) non credevo fossero concetti accostabili, eppure…
… E infatti il nostro Ben, come si capisce nell’articolo, ha colto l’occasione di una conferenza per praticamente incolpare il sistema bancario di aver troppo facilmente dato credito ai privati minandone la sana parsimonia, riducendo quindi il risparmio che serve a sostenere gli investimenti, che a loro volta di conseguenza sono venuti a scarseggiare rendendo “l’occidente” debole di fronte al laborioso ed accorto “oriente”.
Se il giornalista è stato onesto, Ben non ha menzionato il fatto che all’origine c’è stata l’inondazione monetaria e la falciata dei tassi (che debba ripassarsi un po’ di microeconomia?) operate dall’osannato (o famigerato?) Greenspan, a cui fino Ben si è sostanzialmente accodato. Cattive le banche che hanno dato via soldi facili “solo” perché la Fed da parte sua quasi li regalava loro, dunque!
Sembra quasi inoltre che Ben voglia incolpare anche “l’oriente”, reo di aver risparmiato troppo e aver quindi “foraggiato” il consumo occidentale creando “una situazione artificiale alla lunga insostenibile” (che quando è stato sostenuto su questo ed altri siti, sembravano deliri di pretenziosi economisti antagonisti). Peccato che il risparmio “orientale” sia derivato dalla domanda di beni (tra cui il petrolio) gonfiata dalla moneta creata dalla Fed (tra l’altro, il petrolio è quotato massimamente in dollari USA, il che lo rende molto “sensibile” ala quantità di dollari in circolazione), e peccato che la rilocazione della produzione a favore “dell’oriente” fosse una necessità indotta proprio dallo stimolo della Fed a favore del consumo ed a scapito del risparmio (e degli investimenti).
A parte l’assenza di autocritica per lo meno dell’istituzione, forse c’è da sperare in un sostanziale ripensamento dell’operato della Fed (e per trascinamento di quello della BCE); ma per me sono speranza vane, perché probabilmente si tratta di un avvertimento ai vari operatori su una pur non immediata inversione di rotta riguardo la stance monetaria (in pratica: freno sull’offerta di moneta e rialzo dei tassi di interesse), ma resta intanto invariata l’impostazione interventista che pretende ad esempio di conoscere il tasso di interesse “giusto”, e lo impone senza considerazione alcuna del tasso che il mercato, sulla spinta delle preferenze ed esigenze espresse direttamente dagli individui, determinerebbe da sé. “Prezzo amministrato” era e tale rimane, cambia solo il livello, eventualmente.
È comunque un primo smacco ufficiale all’impostazione socialista che pretende di saper dirigere il sistema economico (intanto non riuscendo, come si ricava dal contesto, a gestire neppure il nesso causale Banca Centrale – credito bancario) spingendo sul consumo, per poi scoprire che la coperta è corta e che si deve tornare ad esaltare il risparmio, come faceva tanto tempo fa Adam Smith!
Il lavoro teorico sviluppato da Wicksell fino a Hayek, qui così spesso richiamato, alla fine sta cominciando a dimostrare tangibilmente la sua portata di fronte all’illusione keynesiana, pure nei suoi più sacri templi.


prometeo Says
Classico “predica bene e razzola male”… Ben Kenobi ha tagliato ancora. Ha salvato gli speculatori, le banche indebitate che così potranno rifinanziarsi, ha salvato i pesci morti all’amo dei sub-prime ecc ecc…
Ben non è meglio di Greenspan. Forse il tuo interessante precedente post doveva intitolarsi “dove arriveremo” invece di “come siamo arrivati fin qui”.
Con questa tattica da parte della FED e l’euro a 1.40 l’UE fa la fine del Giappone. Le premesse ci sono tutte…
Sep 19th, 2007 at 8:33 am
prometeo Says
Dopo questo taglio il valore delle riserve in dollari del Giappone s’è ridotto in poche ore di oltre 100 miliardi, e quasi 5 volte tanto quello Cinese… Non so cosa c’è da augurarsi, che questi paesi reagiscano o se lascino fare… fino a che il valore delle loro riserve sarà talmente basso che anche gettare i dollari nel cestino della spazzatura sarà più vantaggioso che cercare di venderli.
Sep 19th, 2007 at 8:37 am
prometeo Says
Correzione: 10 miliardi non 100.
Sep 19th, 2007 at 8:47 am
Giovanni Says
Off-topic: cari ragazzi di IHC, il Centro Tocqueville-Acton ha da poco dato vita ad una rubrica di recensioni di libri (principalmente di autori cattolico-liberali). Perchè non proponete all’IBL, non di dare vita ad una rubrica, bensì di pubblicare recensioni occasionali (ovvero a scadenze non regolari)di libri liberali, liberisti e libertari?
Ciao
Giovanni
Sep 19th, 2007 at 12:23 pm
L.Baggiani Says
Dear Prometeo,
la mia visione “ottimistica” sul rialzo dei tassi di per sé parlava di una “non immediatezza”; d’altra parte la Fed statisticamente risponde ai dati sull’occupazione, e con questo si spiega anche questo taglio. Chiaramente, se nemmeno al prossimo giro qualcosa cambia, Ben si dimostrerebbe solo un fanfarone, anche se a questo punto non so quanti se ne accorgerebbero.
Dove arriveremo… veramente ho in cantiere un lavoro su questo ma non so se pubblicarlo perché si sconfina tranquillamente in fanta-politica. In ogni caso il Giappone, secondo il mio parere, sta reagendo come da schema dello scorso post: se non si sostiene il dollaro con tassi alti si realizza una fuga dal dollaro stesso e si mina la sua credibilità, il che è impiccarsi da soli.
Mi faccio qualche giorno di vacanza e spero di tornare ben in tiro.
Riguardo la posizione di Giovanni, giro la proposta a Jacopo, in quanto già “collegato” con IBL e in quanto io e il cattolicesimo andiamo poco d’accordo.
Sep 20th, 2007 at 9:47 am
prometeo Says
Caro Leonardo,
magari ce lo scambiamo…
sto scrivendo anche io un pezzo di pura fanta-politica
Vado in vacanza anch’io. 10 giorni tra Val di Chiana e d’Orcia per “risciaquare” il mio italiano.
A presto.
Sep 20th, 2007 at 12:53 pm