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Moneta Deficit & Fantasia

December 5th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ogni tanto faccio qualche controllo più o meno casuale su quel che viene pubblicato su SSRN.com; il vantaggio principale è che per lo più i paper sono gratis, e l’assenza di revisori (cioè di sacerdoti della verità con i paraocchi) permette di far passare intuizioni interessanti ed eterodossi così come, purtroppo, assolute stronzate.

Sorvolando, mi imbatto in un The European monetary crisis explained, titolo alquanto pretenzioso della serie “vieni da tato, ché ti spiego io come va il mondo” e contenente già un primo indizio di errore, la “crisi monetaria europea”: chi mi segue sa bene che i problemi europei sono alquanto “fondamentali” ed insiti nel suo Stato sociale, e pure condivisi con gli USA. La mia curiosità ha comunque vinto, e ho letto il paper.

 

Il paper (paperino: neppure sette pagine) è un excursus rapidissimo della storia fiscale attorno alla Grecia ai tempi dell’euro cercando qua e là (incompleti) paralleli. A parte la nota en passant sulla caracollante Francia, il punto del lavoro di Cabannes (di Stanford, mica della Pinzimonio University di Selvatelle) è che i problemi macroeconomici siano causati dal disporre di una unica moneta per gli scambi domestici e per quelli internazionali. In particolare il problema della Grecia deriverebbe dal persistente deficit commerciale che drena via gli euro, per cui i greci si troverebbero con meno moneta per fare transazioni facendo così “ingrippare” la loro economia; la fantastica (cioè “di fantasia”) soluzione di Cabannes (dottore, mica un usciere qualunque) è che la Banca Centrale greca emetta eurodracme (€D) che girino solo come moneta domestica greca, solo per gli scambi interni, mentre l’euro () emesso dalla BCE andrebbe a regolare solo gli scambi internazionali.

A me sembra una delle più qualificate sciocchezze mai partorite.

 

Avevo già parlato della possibilità – se non necessità – di un’economia multi-monetaria (tempo fa ho addirittura sostenuto che l’Italia, prima di dotarsi dell’euro, avrebbe dovuto pensare a un Calabro), quindi il problema non sta qui, bensì nell’origine della eurodracma, ennesimo monopolio statale oltretutto dalla circolazione limitata, pertanto senza la minima garanzia della sua opportunità per l’economia (è una moneta semplicemente imposta dall’alto e non liberamente scelta dagli operatori). Non è poi chiaro come verrebbe gestita questa doppia circolazione dal cambio regolarmente fissato a €1=€D1: il travaso di moneta dagli esportatori agli operatori domestici (venduta una merce all’estero in euro, vorrei poi spendere la somma per comprarmi due etti di feta in eurodracme, no?) deve essere automatico, altrimenti avremmo una classe di esportatori che può consumare solo merci importate (in quanto denominate appunto negli euro ricavati attraverso le esportazioni); il travaso inverso deve essere parimenti libero, se non si vuole che il lavandaio di Sparta non abbia più accesso alle arance siciliane. O forse si vuol creare un ristretto numero di “primary dealer” autorizzati allo scambio di euro con eurodracme?

Solo bloccando la conversione tra le due monete si può ovviare il supposto problema di scarsità di moneta per le transazioni domestiche, qualsiasi soluzione diversa – cambio fisso o variabile, libero su licenza – comporta comunque flussi e deflussi di eurodracme, e in particolare una loro “carenza” in caso di persistenti deficit commerciali. Cabannes si inserisce chiaramente nella deriva mentale socialista che vuol cancellare la libera scelta e imporre dall’alto comportamenti e decisioni. Forse si può costringere il greco a consumare solo “greco”, ma per lui il risultato sarà sub-ottimale visto che finora preferiva prodotti di altri paesi; al massimo tutto questo è utile a qualche produttore spiazzato dalla concorrenza estera – quindi è un “regalo imposto” – ma negando la specializzazione del lavoro questo si risolve in un danno per l’economia.

 

E poi, basta con ‘sta storia della moneta che manca! È una idiozia bella e buona! Se fosse questo il problema, allora dovrebbero calare consumi e import con un effetto chiaro di ribasso almeno dei prezzi in Grecia, e invece i prezzi salgono sempre, segno che il problema della scarsità di moneta non esiste e/o il problema maggiore riguarda la struttura produttiva insufficiente (e per una volta tralascio le spiegazioni più austriache sulla fiat money).

Forse Cabannes viene dalla scuola del MET o qualche esotica “nuova” teoria, pertanto confonde del tutto la moneta come supporto fisico dello scambio con la moneta come segno contabile dei rapporti di credito/debito tra gli operatori (in realtà in molti, a parte V.Smith, non lo capiscono), e dimentica pure che il deficit commerciale per esistere deve essere necessariamente accoppiato con un surplus di bilancia dei capitali, cioè finanziamento dall’estero, che ricostituisce la disponibilità di mezzi di pagamento (spesso la circolazione comporta il rientro dei fondi attraverso titoli di Stato sul crescente debito domestico, come è stato chiarissimo nel caso USA-Cina) – in caso contrario semplicemente si fermerebbe tutto il commercio.

Nemmeno Keynes si sarebbe dimenticato che il deficit commerciale ha una ragione in un eccesso di import, e questo discende o dal crescente reddito o da una maggior disponibilità di credito (moneta) rispetto alle merci prodotte in loco (animal spirit a parte). Cabannes si dimentica questo e pure le differenze qualitative tra le merci che danno spazio a diversificazioni internazionali di domanda e offerta.

 

È un po’ lo sport di molti intellettuali, quello di disquisire sulla gestione degli effetti invece di incidere sulle cause, nonché di ragionare di sistemi monetari alternativi (sempre imposti dall’alto) omettendo di ammettere che la gestione fiscale, il welfare, e la politica industriale degli ultimi decenni sono state profondamente sbagliate.


3 Responses to “Moneta Deficit & Fantasia”

  1. 1

    Ferdinando Prevete Says

    Bravo.

    Bravo, Bravo…
    Ma quando si va a cena Stronzone?!
    By Ferdy.

  2. 2

    Stephen Says

    non credo sia una sciocchezza totale, anzi. É vero che non é la soluzione, ma che sia un passaggio possibile per uscire dall’euro, quello sí.
    Pur rimanendo molti problemi insiti nella moneta fiat, risolverebbe alcuni problemi dell’euro, permettendo una transizione piú facile.
    In particolare il riappropriarsi della sovranitá monetaria da parte della GRecia, la possibilitá di finanziare la spesa corrente interna, la svalutazione progressiva (perché il cambio dovrebbe essere flessibile), la concorrenza tra le due valute avrebbe implicazioni positive.
    Il mantenimento anche dell’euro salvaguarderebbe il risparmio, che verrebbe alimentato nella nuova valuta (in progressiva svalutazione), con un piú fluido riassestamento nella struttura dei consumi, rilanciando l’economia interna, senza bloccare il consumo interno ecc…
    Infine l’emissione da parte dello Stato (e non da parte della banca centrale) porterebbe ad una progressiva contrazione del debito senza default.
    l’analisi delle implicazioni sarebbe interessante, magari in sedi appropriate che spero organizzerete.
    Saluti
    step.

  3. 3

    Leonardo, IHC Says

    @ferdy
    Quanto prima, ho avuto casino; merdone.

    @Stephen
    Inutile dire che non sono d’accordo con la tua analisi; in particolare ti consiglio di riflettere che non necessariamente una €d restituisce sovranità monetaria, infatti il semplice fine di evitare una presunta “fuga di moneta” creando un circuito chiuso (e ripeto che tecnicamente questo implica una ulteriore serie di forzature in termini di conversione di il paper – chi propone progetti simili – trascura) implicherebbe una quantità di moneta stabile, quindi assenza di politica monetaria; al massimo – con totale convertibilità – l’offerta di €d subirebbe passivamente la politica monetaria della BCE.

    Al massimo, come suggerisci, si può ragionare di un tasso di svalutazione controllato di €d contro euro… ma esperimenti simili sono già stati fatti con lo SME e le debolezze mi pare siano state evidenti.

    Io sono d’accordissimo con te su una competizione monetaria, ma se è lo Stato che impone una doppia circolazione e ne definisce a priori i limiti delle rispettive circolazioni e il tasso di conversione (ripeto: 1€d-1€ senza alcuna flessibilità), non convieni che non si parla di concorrenza ma solo di artifizi burocratici?

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