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Pecunia Non Olet – Dalla Cina coi Soldoni

October 14th, 2010 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

E chi se l’aspettava? La Cina, il più grande opificio del mondo, il più grande detentore di riserve in dollari e sottoscrittore principale del debito dei “downturned” USA, il Paese emergente tanto emerso ormai che va a contendere il primo posto nei PIL mondiali… i primi fornitori di immigrati a Prato… quella Cina il 3 ottobre ha annunciato che sosterranno le prossime emissioni di titoli Greci, e che già ne hanno sottoscritto una parte!

I cinesi finanziano un Paese europeo in difficoltà. Chi l’avrebbe mai detto? Ad esempio noi, qui poi ripreso qui. Diciamo che è una non-notizia.

 

Come già detto al tempo, in occasione dell’intervento cinese sui titoli spagnoli, si sta riproponendo lo schema Cina-USA messo in piedi durante il precedente boom. L’occidente vuol mantenere certi livelli di consumo ma non ha struttura produttiva sufficiente e abbastanza risparmio per coprire l’alternativa spesa pubblica; la Cina può fornire merci a prezzi più bassi e usare il suo elevato risparmio per sottoscrivere titoli di Stato occidentali (un po’ come la banca di Wicksell (1898) che può creare quanta moneta o credito voglia, tanto le ritorna tutto come depositi…). Il contenimento dei prezzi permesso dalla Cina dà inoltre spazio per allargare la base monetaria occidentale, molto utile per salvare le proprie banche e stimolare l’economia (s’è visto come ha funzionato…) ma soprattutto per far affluire altra moneta in Cina e farla tornare come acquisto di treasury. Davanti a un palese eccesso di spesa, invece di tirare la cinghia, si vende l’anima alla Cina: pecunia non olet.

Lo scenario di un’Europa convertita a consumatore globale davanti alla Cina produttore mondiale è relativamente vecchio su IHC. Come nei pezzi richiamati sopra, la realtà è più composita e sfumata, ma quest’ultima non-notizia della Cina al soccorso della Grecia è coerente con il progetto di finanziare i Governi europei, chiaramente partendo dai periferici più in difficoltà, dando loro la liquidità necessaria per acquistare merci a buon prezzo della stessa Cina. Prima la Spagna, poi la Grecia… poi il Portogallo, il Belgio? Parta il conto alla rovescia!

Ma questa non è la sola notizia. L’altra è che nel porto di Atene, Cina e Grecia stanno costruendo il più grande centro di distribuzione e transito commerciale tra Asia e Europa. Qualcosa di analogo si ha pure in Turchia. Questo si sposa troppo bene con il piano che suppongo la Cina stia perseguendo: finanza & commercio. Che poi la non-notizia arrivi giusto un paio di giorni dopo l’annuncio europeo di concedere due seggi del FMI agli emergenti suona interessante. Se questo fosse uno scambio, tradirebbe un interesse un pochino più vasto di quello dei soli “periferici” europei (benché non credo che i seggi individuali di Germania, Francia, e UK siano in discussione, quanto quelli a “rotazione” dei Paesi “minori”).

 

La Cina fa comodo ai Governi e i soldi non puzzano di soya. Il resto è cabaret.

 


7 Responses to “Pecunia Non Olet – Dalla Cina coi Soldoni”

  1. 1

    Biagio Muscatello Says

    Con l’attivo della loro bilancia commerciale possono comprarsi tutto: l’anima fatiscente di Obama e i porti greci; poi le infrastrutture logistiche spagnole e quelle italiane (e i camalli – per fare un esempio – si adatteranno a lavorare senza sindacati).
    E potrebbero arrivare a finanziare anche le università in default: strutture di ricerca a prezzi stracciati (dove, oltretutto, avrebbero benevola accoglienza per “affinità ideologiche”, I suppose).

    Tutto C.V.D.
    Possiamo inventarci tutte le strutture finanziarie che vogliamo. Quello che conta – al tirar delle somme – è la produzione di merci e servizi in modo più efficiente rispetto ai concorrenti (Hayek).

    P.S.
    Non hanno potuto comprarsi la Commissione per l’assegnazione dei Nobel: notoriamente, Oslo non ha bisogno degli Yuan, con il petrolio che si ritrova in casa.

  2. 2

    Massimo Says

    Concordo complessivamente con l’articolo, ma credo che gli investimenti cinesi in titoli greci , siano semplicemente una giusta diversificazione di portafoglio. Mi spiego: i rendimenti dei titoli di stato dei paesi principali sono ai minimi. La Cina quindi si trova con i beneamati titoli di stato americani al 2,7% con rischio cambio ( chechè ne dicano ) . Quindi puntano su stati con rendimenti più alti. La Grecia , perlomeno per le scadenze più brevi , và benissimo, in quanto offrono rendimenti molto alti e per ora sono coperti dagli altri paesi europei. Non dico che sia un pasto gratis ( per la Cina ) , ma non ci siamo distanti.

  3. 3

    Vittorio Silva Says

    Non so dove sia apparsa questa notizia, però val la pena tenerla in considerazione…

    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/10/default-cina.html

    Tojo

  4. 4

    saldisaldi Says

    “”…… i primi fornitori di immigrati a Prato….””

    Non rigiriamo il coltello nella piaga…

  5. 5

    Leonardo, IHC Says

    @Biagio
    Ricordo di aver fatto anni fa un pezzo sulla “valuta della cultura”. Si dovrebbe accordare bene con la tua osservazione del Nobel.

    @Massimo
    Negli articoli precedenti sull’argomento, ho già curato anche io di sottolineare quanto tu hai detto; però mi piace anche immaginare qualcosa che vada oltre la spiegazione apparentemente più logica.

    @Vittorio
    Ora me la guardo, grazissime.

    @Saldisaldi
    hai abboccato come un tòtano ahahahahah volevo vedere se c’eri ancora. Ciao mister!!!

  6. 6

    saldisaldi Says

    Che buaiolo !
    Comunque, come vedi, di tanto in tanto riesco a seguire anche te.

  7. 7

    Leonardo, IHC Says

    una fantastica notizia del sole24ore che rindonda appena appena con quello che IHC vi propone da MESI
    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-11-09/cina-confina-grecia-portogallo-084449.shtml?uuid=AYIouFiC

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