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	<title>Comments on: Perchè non sono Keynesiano</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Mon, 21 May 2012 17:52:50 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-570</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 13:46:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-570</guid>
					<description>Ottimo... coautorare involontariamente risparmia un sacco di fatica...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo&#8230; coautorare involontariamente risparmia un sacco di fatica&#8230;
</p>
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		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-568</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 08:43:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-568</guid>
					<description>Liberty sarai nei coautori involontari del mio prossimo spero a breve trattatello comparativo di politica monetaria ottimale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Liberty sarai nei coautori involontari del mio prossimo spero a breve trattatello comparativo di politica monetaria ottimale.
</p>
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		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-567</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 08:39:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-567</guid>
					<description>Cooptato una sega! Rimango un discepolo di Friedman, ma certo c'è molto dell'austriaco che mi interessa e per me funziona, e che certo devo imparare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cooptato una sega! Rimango un discepolo di Friedman, ma certo c&#8217;è molto dell&#8217;austriaco che mi interessa e per me funziona, e che certo devo imparare.
</p>
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		<title>by: libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-566</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 07:57:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-566</guid>
					<description>Leonardo: sei stato cooptato Austriaco! Mo' so' cavoli tua...

Non esiste una sola posizione Austriaca, ma almeno due, diciamo anche tre, forse quattro, e se ci si mettono le varianti cinque o sei. Hayek, Rothbard e il giovane Mises avevano tre idee diverse in proposito.

Ieri avevo scritto un lungo sunto bibliografico, ma credo che ho fatto bene a non pubblicarlo. Oggi volevo impostare la questione in maniera piu' concisa ma strutturata.

1. Ogni Austriaco ritiene la moneta non neutrale. Nel breve periodo sono tutti d'accordo, non serve essere Austriaci. Nel lungo periodo la non neutralita' non e' riconosciuta. Pero', se la moneta nel breve termine ha effetti redistributivi e se ha effetti sugli investimenti, e se questi sono di lungo termine e l'equilibrio nella struttura produttiva richiede anni o decenni a parita' di condizioni, la moneta deve essere non neutrale anche nel lungo termine. 

2. La teoria del ciclo Austriaca considera un'espansione monetaria che avviene a livello di credito in grado di creare una struttura produttiva insostenibile che, al terminare dell'effetto stupefacente del credito deve collassare in una recessione, col formarsi di capacita' inutilizzata che, nel caso del capitale, puo' durare a lungo, mentre non e' necessario che lo stesso valga per il lavoro, in quanto fattore non specifico di produzione.

3. Gli Austriaci ritengono che il livello dei prezzi sia ininfluente ai fini della dinamica economica (al di la' della non neutralita' della moneta). Del resto, se CPI e PPI variano assieme, il profitto da investimento non cambia.

4. A questo punto, una distinzione piu' o meno netta si puo' fare tra forme di moneta che non distorcono gli investimenti e forme di moneta che generano malinvestment. L'oro e in generale le monete-merci (riserva intera, moltiplicatore monetario unitario) sono considerati del primo tipo: sono non-neutrali ma non "polarizzati"; i depositi creati dal nulla sono invece considerati distorcenti; le forme di moneta creditizia (cambiali, accettazioni...) non mi e' mai capitato di vederle analizzate in dettaglio, ma secondo me sono neutrali.

5. Da questo punto di vista, la posizione ortodossa e' che la moneta e' l'oro, per minimizzare le fluttuazioni economiche di tipo Austriaco (cioe', quelle legate al ciclo degli investimenti e non a cattivi raccolti o altro). Oro che puo' benissimo essere integrato con forme di pagamento differito per economizzarne l'uso. (il tardo Mises, Rothbard, De Soto)

6. Esiste la possibilita' che un free banking (riserva frazionale senza sospensioni di pagamento, prestatori di ultima istanza e bailout vari) minimizzi l'espansione creditizia e non sia pericolosa per la stabilita' economica. (il giovane Mises, Selgin, White)

7. Esiste la possibilita' che la convertibilita' sia fatta con un paniere scelto contrattualmente, spodestando l'oro. Cio' e' possibile sia con che senza riserve frazionarie. (Hayek, nel caso fiduciario; il caso a riserva intera credo di averlo inventato io in questo momento).

PS Del resto, la "prova" della neutralita' di lungo termine nell'economia ortodossa e' che la risposta impulsiva della politica monetaria sull'output e' finita... ho una mezza idea che cio' non riguardi la posizione Austriaca perche' non considera la struttura produttiva. Attendere miei studi di econometria per maggiori dettagli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo: sei stato cooptato Austriaco! Mo&#8217; so&#8217; cavoli tua&#8230;</p>
<p>Non esiste una sola posizione Austriaca, ma almeno due, diciamo anche tre, forse quattro, e se ci si mettono le varianti cinque o sei. Hayek, Rothbard e il giovane Mises avevano tre idee diverse in proposito.</p>
<p>Ieri avevo scritto un lungo sunto bibliografico, ma credo che ho fatto bene a non pubblicarlo. Oggi volevo impostare la questione in maniera piu&#8217; concisa ma strutturata.</p>
<p>1. Ogni Austriaco ritiene la moneta non neutrale. Nel breve periodo sono tutti d&#8217;accordo, non serve essere Austriaci. Nel lungo periodo la non neutralita&#8217; non e&#8217; riconosciuta. Pero&#8217;, se la moneta nel breve termine ha effetti redistributivi e se ha effetti sugli investimenti, e se questi sono di lungo termine e l&#8217;equilibrio nella struttura produttiva richiede anni o decenni a parita&#8217; di condizioni, la moneta deve essere non neutrale anche nel lungo termine. </p>
<p>2. La teoria del ciclo Austriaca considera un&#8217;espansione monetaria che avviene a livello di credito in grado di creare una struttura produttiva insostenibile che, al terminare dell&#8217;effetto stupefacente del credito deve collassare in una recessione, col formarsi di capacita&#8217; inutilizzata che, nel caso del capitale, puo&#8217; durare a lungo, mentre non e&#8217; necessario che lo stesso valga per il lavoro, in quanto fattore non specifico di produzione.</p>
<p>3. Gli Austriaci ritengono che il livello dei prezzi sia ininfluente ai fini della dinamica economica (al di la&#8217; della non neutralita&#8217; della moneta). Del resto, se CPI e PPI variano assieme, il profitto da investimento non cambia.</p>
<p>4. A questo punto, una distinzione piu&#8217; o meno netta si puo&#8217; fare tra forme di moneta che non distorcono gli investimenti e forme di moneta che generano malinvestment. L&#8217;oro e in generale le monete-merci (riserva intera, moltiplicatore monetario unitario) sono considerati del primo tipo: sono non-neutrali ma non &#8220;polarizzati&#8221;; i depositi creati dal nulla sono invece considerati distorcenti; le forme di moneta creditizia (cambiali, accettazioni&#8230;) non mi e&#8217; mai capitato di vederle analizzate in dettaglio, ma secondo me sono neutrali.</p>
<p>5. Da questo punto di vista, la posizione ortodossa e&#8217; che la moneta e&#8217; l&#8217;oro, per minimizzare le fluttuazioni economiche di tipo Austriaco (cioe&#8217;, quelle legate al ciclo degli investimenti e non a cattivi raccolti o altro). Oro che puo&#8217; benissimo essere integrato con forme di pagamento differito per economizzarne l&#8217;uso. (il tardo Mises, Rothbard, De Soto)</p>
<p>6. Esiste la possibilita&#8217; che un free banking (riserva frazionale senza sospensioni di pagamento, prestatori di ultima istanza e bailout vari) minimizzi l&#8217;espansione creditizia e non sia pericolosa per la stabilita&#8217; economica. (il giovane Mises, Selgin, White)</p>
<p>7. Esiste la possibilita&#8217; che la convertibilita&#8217; sia fatta con un paniere scelto contrattualmente, spodestando l&#8217;oro. Cio&#8217; e&#8217; possibile sia con che senza riserve frazionarie. (Hayek, nel caso fiduciario; il caso a riserva intera credo di averlo inventato io in questo momento).</p>
<p>PS Del resto, la &#8220;prova&#8221; della neutralita&#8217; di lungo termine nell&#8217;economia ortodossa e&#8217; che la risposta impulsiva della politica monetaria sull&#8217;output e&#8217; finita&#8230; ho una mezza idea che cio&#8217; non riguardi la posizione Austriaca perche&#8217; non considera la struttura produttiva. Attendere miei studi di econometria per maggiori dettagli.
</p>
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	<item>
		<title>by: Tommaso Sardelli</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-565</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 07:05:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-565</guid>
					<description>Buongiorno a tutti, il tema dell'inflazione e dello sviluppo mi sono molto cari.
Come suggerito da uno di voi, cercherò di sistematizzare il tutto in un nuovo articolo, stavolta però sarà di stampo "scientifico". Cercherò di non essere troppo tecnico, ma per essere più credibile in certe argomentazioni, oltre alla logica e al buon senso, dovrò ricorrere a dati concreti e talvolta anche alla teoria. Impegni lavorativi permettendo, mi metterò all'opera per farvi avere un sintesi delle mie raccomandazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, il tema dell&#8217;inflazione e dello sviluppo mi sono molto cari.<br />
Come suggerito da uno di voi, cercherò di sistematizzare il tutto in un nuovo articolo, stavolta però sarà di stampo &#8220;scientifico&#8221;. Cercherò di non essere troppo tecnico, ma per essere più credibile in certe argomentazioni, oltre alla logica e al buon senso, dovrò ricorrere a dati concreti e talvolta anche alla teoria. Impegni lavorativi permettendo, mi metterò all&#8217;opera per farvi avere un sintesi delle mie raccomandazioni.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Jacopo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-562</link>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 16:19:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-562</guid>
					<description>&lt;I&gt;Ma tu ci vai a votare oppure non riconosci la legittimità di uno Stato?&lt;/i&gt;

Io vado a votare ma non riconosco la leggittimità dello stato. Per farlo mi dovrebbero far votare almeno due o tre volte al giorno non una volta ogni 5 anni.

ps. a spese di Giordano, PrC.

pps. Ieri bellissimo articolo su La Stampa (mettete da parte il pregiudizio contro il giornale, se c'è) sugli sprechi dello Stato. Tra le chicche più belle v'era la seguente:
fino al 1985 si è pagato una pensione-indennizzo ai nipoti dei morti nei moti per l'indipendenza del 1848. Un vitalizio di circa 30 euro al mese. Il giornalista attesta che costava più l'impiegato che teneva il registro genealogico che il vitalizio stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><I>Ma tu ci vai a votare oppure non riconosci la legittimità di uno Stato?</i></p>
<p>Io vado a votare ma non riconosco la leggittimità dello stato. Per farlo mi dovrebbero far votare almeno due o tre volte al giorno non una volta ogni 5 anni.</p>
<p>ps. a spese di Giordano, PrC.</p>
<p>pps. Ieri bellissimo articolo su La Stampa (mettete da parte il pregiudizio contro il giornale, se c&#8217;è) sugli sprechi dello Stato. Tra le chicche più belle v&#8217;era la seguente:<br />
fino al 1985 si è pagato una pensione-indennizzo ai nipoti dei morti nei moti per l&#8217;indipendenza del 1848. Un vitalizio di circa 30 euro al mese. Il giornalista attesta che costava più l&#8217;impiegato che teneva il registro genealogico che il vitalizio stesso.
</p>
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	<item>
		<title>by: Jacopo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-561</link>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 16:13:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-561</guid>
					<description>Sono convinto che nella posizione austriaca la riserva bancaria non debba per forza di cose essere obbligatoria. Si potrebbero configurare situazioni nelle quali le diverse monete emesse dalle banche si fanno concorrenza da loro. Monete che sarebbero confrontabili nel costo e nel rischio che rappresentano.
Ma lasciamo perdere la visione austriaca chè troppo estrema e ben poco realista e attuale.

LaMiaDestra:

&lt;I&gt;mi pare che avere una regola vincolante (che in passato è stato per breve tempo un monetary target, ora un inflation target, domani chissà) sia preferibile che un governo totalmente discrezionale, dato che il controllo sulla moneta è in mani pubbliche.&lt;/i&gt;

Concordo con Tommaso quando dice che questa è bella e buona la situazione che abbiamo oggi con la ECB. Il passo in avanti rispetto al signorotto che spuntava le monete d'oro a suo piacimento è grande.. ;-)
C'è più controllo, ma soprattutto questa cura si riversa sulla sanità delle politiche di bilancio nazionali. E' in questi termini che, a mio avviso, l'unione europea e l'euro può essere ben vista anche da un liberale. Purtroppo i pregi si fermano qui.. o più precisamente si fermano nell'ambito strettamente monetario.

Ahimè l'Inflation Targeting non risolve certamente il problema ben più sistemico e strutturale dell'inflazione. Ed è lì che per forza di cose spunta l'unica risposta sensata... l'AE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono convinto che nella posizione austriaca la riserva bancaria non debba per forza di cose essere obbligatoria. Si potrebbero configurare situazioni nelle quali le diverse monete emesse dalle banche si fanno concorrenza da loro. Monete che sarebbero confrontabili nel costo e nel rischio che rappresentano.<br />
Ma lasciamo perdere la visione austriaca chè troppo estrema e ben poco realista e attuale.</p>
<p>LaMiaDestra:</p>
<p><I>mi pare che avere una regola vincolante (che in passato è stato per breve tempo un monetary target, ora un inflation target, domani chissà) sia preferibile che un governo totalmente discrezionale, dato che il controllo sulla moneta è in mani pubbliche.</i></p>
<p>Concordo con Tommaso quando dice che questa è bella e buona la situazione che abbiamo oggi con la ECB. Il passo in avanti rispetto al signorotto che spuntava le monete d&#8217;oro a suo piacimento è grande.. <img src='http://ideashaveconsequences.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
C&#8217;è più controllo, ma soprattutto questa cura si riversa sulla sanità delle politiche di bilancio nazionali. E&#8217; in questi termini che, a mio avviso, l&#8217;unione europea e l&#8217;euro può essere ben vista anche da un liberale. Purtroppo i pregi si fermano qui.. o più precisamente si fermano nell&#8217;ambito strettamente monetario.</p>
<p>Ahimè l&#8217;Inflation Targeting non risolve certamente il problema ben più sistemico e strutturale dell&#8217;inflazione. Ed è lì che per forza di cose spunta l&#8217;unica risposta sensata&#8230; l&#8217;AE.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-560</link>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 16:03:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-560</guid>
					<description>Liberty:
credo tu sia in errore sulla valutazione della politica monetaria ottimale da parte di un monetarista, almeno per quanto ne so io. Darò risposta a te e a Mattia.
Gli austriaci si sono già espressi per un ritorno del Goldstandard (e una R.O. al 100%).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Liberty:<br />
credo tu sia in errore sulla valutazione della politica monetaria ottimale da parte di un monetarista, almeno per quanto ne so io. Darò risposta a te e a Mattia.<br />
Gli austriaci si sono già espressi per un ritorno del Goldstandard (e una R.O. al 100%).
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Lamiadestra</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-559</link>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 15:03:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-559</guid>
					<description>"preferisci perdere in un anno il 4% del potere di acquisto del tuo salario oppure non averlo proprio?"

Risposta provocatoria: secondo la Phillips curve, se perdo il 4% di potere d'acquisto vuol dire che già lavoravo; quindi, la risposta è: vorrei mantenere il lavoro che ho col potere di acquisto che avevo concordato di derivarne. 
Ma al di là della provocazione, ritengo che non hai risposto alla questione se vogliamo "etica": è giusto che al 55% dei cittadini (circa la % di italiani che lavorano) sia imposto di stare un pochino peggio per far stare meglio sì e no il 2%?
A me non piacerebbe sapere che ho un lavoro solo perchè tutti gli altri sono stati imbrogliati deliberatamente. 
Ma soprattutto, chi decide chi e di quanto deve star peggio e chi e di quanto deve star meglio? Sottolineo di nuovo, la tassa da inflazione è figlia di nessuno, non deriva da una legge votata dal parlamento ma dall'aumento della moneta in circolazione: cosa facciamo, introduciamo l'elezione popolare del governatore della BCE? O deleghiamo la scelta a chi non deve render conto a nessuno?

La BCE, occupandosi esclusivamente di prezzi, inflazione e moneta, si occupa solo di variabili nominali; non agisce in alcun modo su variabili reali (o meglio, genera effetti anche reali ma solo in via indiretta). L'intervento governativo ha come obiettivo quello di incidere solamente e direttamente su variabili reali: Pil e occupazione in particolare. Concorderai che è qualcosa di ben diverso.

&lt;i&gt;Ma cosa c’entra poi mischiare l’operato del governo, con quello dei cittadini. I secondi devono agire con la massima libertà possibile.&lt;/i&gt;
Ma se il governo interviene nell'economia, come è possibile che godano della massima libertà possibile? Se il governo attua (attingo dal tuo articolo) "politiche dei redditi", "concertazione", penalizzazioni fiscali contro le imprese che aumentano i prezzi, mi pare evidente che l'operato del governo si mischia, condiziona e limita il libero agire dei cittadini.



Una "richiesta" a Leonardo: se mai avrai voglia e tempo, scriveresti qualcosa su come, nel concreto, vorresti fosse gestita la politica monetaria?
So come la vorrebbe un keynesiano convinto: asservita al fine-tuning.
Un neo-keynesiano non troppo estremista adotterebbe una taylor-rule (semplifico per intenderci in maniera semplice) con un peso importante anche per l'output, seppur minore che per l'inflazione.
Un monetarista (ma credo anche un sostenitore della RBC) vorrebbe una regola di politica monetaria attenta unicamente alla stabilità monetaria e dei prezzi, con scarsa o nulla attenzione all'output.
Un austriaco come vorrebbe cambiare il sistema attuale, nel concreto? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;preferisci perdere in un anno il 4% del potere di acquisto del tuo salario oppure non averlo proprio?&#8221;</p>
<p>Risposta provocatoria: secondo la Phillips curve, se perdo il 4% di potere d&#8217;acquisto vuol dire che già lavoravo; quindi, la risposta è: vorrei mantenere il lavoro che ho col potere di acquisto che avevo concordato di derivarne.<br />
Ma al di là della provocazione, ritengo che non hai risposto alla questione se vogliamo &#8220;etica&#8221;: è giusto che al 55% dei cittadini (circa la % di italiani che lavorano) sia imposto di stare un pochino peggio per far stare meglio sì e no il 2%?<br />
A me non piacerebbe sapere che ho un lavoro solo perchè tutti gli altri sono stati imbrogliati deliberatamente.<br />
Ma soprattutto, chi decide chi e di quanto deve star peggio e chi e di quanto deve star meglio? Sottolineo di nuovo, la tassa da inflazione è figlia di nessuno, non deriva da una legge votata dal parlamento ma dall&#8217;aumento della moneta in circolazione: cosa facciamo, introduciamo l&#8217;elezione popolare del governatore della BCE? O deleghiamo la scelta a chi non deve render conto a nessuno?</p>
<p>La BCE, occupandosi esclusivamente di prezzi, inflazione e moneta, si occupa solo di variabili nominali; non agisce in alcun modo su variabili reali (o meglio, genera effetti anche reali ma solo in via indiretta). L&#8217;intervento governativo ha come obiettivo quello di incidere solamente e direttamente su variabili reali: Pil e occupazione in particolare. Concorderai che è qualcosa di ben diverso.</p>
<p><i>Ma cosa c’entra poi mischiare l’operato del governo, con quello dei cittadini. I secondi devono agire con la massima libertà possibile.</i><br />
Ma se il governo interviene nell&#8217;economia, come è possibile che godano della massima libertà possibile? Se il governo attua (attingo dal tuo articolo) &#8220;politiche dei redditi&#8221;, &#8220;concertazione&#8221;, penalizzazioni fiscali contro le imprese che aumentano i prezzi, mi pare evidente che l&#8217;operato del governo si mischia, condiziona e limita il libero agire dei cittadini.</p>
<p>Una &#8220;richiesta&#8221; a Leonardo: se mai avrai voglia e tempo, scriveresti qualcosa su come, nel concreto, vorresti fosse gestita la politica monetaria?<br />
So come la vorrebbe un keynesiano convinto: asservita al fine-tuning.<br />
Un neo-keynesiano non troppo estremista adotterebbe una taylor-rule (semplifico per intenderci in maniera semplice) con un peso importante anche per l&#8217;output, seppur minore che per l&#8217;inflazione.<br />
Un monetarista (ma credo anche un sostenitore della RBC) vorrebbe una regola di politica monetaria attenta unicamente alla stabilità monetaria e dei prezzi, con scarsa o nulla attenzione all&#8217;output.<br />
Un austriaco come vorrebbe cambiare il sistema attuale, nel concreto? <img src='http://ideashaveconsequences.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: L.Baggiani</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-558</link>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 14:57:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/perche-non-sono-keynesiano/jacopo#comment-558</guid>
					<description>Liberty:
questa posizione monetarista in realtà mi è poco conosciuta, però posso dire che siccome il goldstandard si fonda solo sulla buona fede delle BC e in particolare della FED a stare ai patti e non emettere più carta di quanto oro ci sia in giro, e non essendovi veri strumenti di enforcement, così come è stato nel passato la FED o chi altri avrà sempre modo di andare-nel-culo alle regole e comunque con il passare del tempo la tentazione si farà sempre più forte finché prima o poi il sistema verrà fatto cadere così come è stato.

e' probabile poi, come hai detto tu, che se uno Stato decide di perdere autorità sulla propria moneta non sia disposto a perderla anche sul commercio, per cui di fatto le due cose non sono compatibili politicamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Liberty:<br />
questa posizione monetarista in realtà mi è poco conosciuta, però posso dire che siccome il goldstandard si fonda solo sulla buona fede delle BC e in particolare della FED a stare ai patti e non emettere più carta di quanto oro ci sia in giro, e non essendovi veri strumenti di enforcement, così come è stato nel passato la FED o chi altri avrà sempre modo di andare-nel-culo alle regole e comunque con il passare del tempo la tentazione si farà sempre più forte finché prima o poi il sistema verrà fatto cadere così come è stato.</p>
<p>e&#8217; probabile poi, come hai detto tu, che se uno Stato decide di perdere autorità sulla propria moneta non sia disposto a perderla anche sul commercio, per cui di fatto le due cose non sono compatibili politicamente.
</p>
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