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Pronti… Rating… Via!

October 17th, 2012 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Qualcuno si è accorto che i mercati si muovono un po’ troppo velocemente rispetto alle notizie, addirittura in anticipo. La stupefacente scoperta è stata riportata anche sul Sole24Ore (“Rating, ecco le sospette manipolazioni”): i mercati cominciano a tirar su i tassi ben prima dell’annuncio di un declassamento, più precisamente i movimenti si fanno evidenti una mezza giornata prima dell’annuncio cioè più o meno quando la società di rating “avverte preventivamente” il Governo interessato.

La sconvolgente insinuazione è che tale notizia esca dalla riservatezza del Governo – o sia intercettata da qualcuno – e finisca sul desk di qualche malvagio speculatore.

Vado in bagno a ridere e poi torno per finire il pezzo, scusate.

 

Tra il momento in cui una notizia “sensibile” esce dalla mente dell’autore – l’analista della società di rating, o il supervisore che ne definisce il contenuto finale e ne decreta la possibilità di diffusione – e il momento della diffusione ufficiale esiste sempre il rischio di “fughe” e connesso “abuso di mercato”. Questo rischio è tanto maggiore quanto maggiore è il lasso di tempo tra una prima comunicazione “preventiva seppur riservata” e la diffusione ufficiale urbi et orbi; per i rating sovrani si parla di almeno 12 ore, un’eternità per un mercato finanziario! E così qualcuno a cominciato a vedere che i tassi su titoli italiani e spagnoli hanno presentato movimenti significativi in concomitanza del presunto “annuncio preventivo e riservato” ai Governi. Bene, uno legge il commento a questi fatti e cosa trova? Trova un’accusa all’opacità dei mercati che impedisce agli organi di rintracciare chi si è avvantaggiato di queste informazioni riservate, e la solita accusa all’avida speculazione.

Ora, ha un senso porsi il problema di come recuperare le informazioni su transazioni svolte nei vari Over The Counter, ma sinceramente ho qualche dubbio che, profilandosi un caso di abuso di mercato e quindi di reato punibile anche penalmente, le autorità di vigilanza non possano chiedere comunque i dati relativi alle transazioni effettuate in un certo lasso di tempo sospetto. In realtà avrebbe maggior senso porre la questione dell’effettiva necessità della comunicazione preventiva (in teoria serve per permettere al declassato di preparare un contro-comunicato) o della certezza di tale invio (almeno 12 ore prima può significare anche due giorni prima…) oltre che della lunghezza del preavviso (ma 12 ore non sono un po’ troppe?) considerato che alla fine è conosciuto il momento in cui avverrà il comunicato ufficiale (e in quel momento, osservando che qualcuno prende posizioni precise, tutto il mercato lo seguirà “a gregge” ben conscio di non saper il perché ma di seguire chi invece lo sa eccome).

 

Una considerazione brutale: ma visto che la comunicazione è riservata al Governo, e che quindi è da questo che si hanno eventuali fughe di notizie, il problema è il Governo (suoi rappresentanti o collaboratori) o il solito malvagio speculatore che riceve la notizia riservata? Il problema è la pistola o chi preme il grilletto? Ci vuol molto a circoscrivere chi ha la lingua lunga?

 

Anche per questa via, se si vogliono guardare bene le cose, emerge che sono i privilegi di cui gode chi è all’interno dello Stato a creare “asimmetrie” che danno luogo a comportamenti anti-mercato. La prima distorsione è che qualcuno ha un qualche “potere in più” di un altro (in questo caso, il “potere di sapere prima”), non stupiamoci più di tanto se cerca di approfittarsene, e magari ogni tanto evitiamo il teatrino dell’invocazione di provvedimenti a valle quando il marcio – è palese – è lassù in alto.

Se si vuol proteggere il mercato ci si comporti come sul mercato ideale: o nessuno sa nulla o tutti sappiano tutto.

 


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