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Scorie – Europeismo Sospetto‏

February 29th, 2012 by Leonardo

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di Matteo Corsini

 

"Non serve un economista per capire che occorre più Europa per salvare l’Europa: il conto di questa crisi va pagato da tutti. Perché tutti, chi con eccesso di rigore chi con eccesso di finanza allegra, sono responsabili della crisi. Caricarlo solamente sulle spalle di chi è in crisi è ingiusto oltre che controproducente”. (M. Longo)

Morya Longo scrive sul Sole 24 Ore, e talvolta i capita pure di essere d’accordo con il contenuto dei suoi articoli. Questa volta no.

 

Quando affrontano le questioni inerenti la crisi dell’area euro, molti commentatori si lasciano prendere la mano invocando la solidarietà tra paesi europei, e tacciando di egoismo chi se la passa meglio (o meno peggio) qualora non sia dell’idea di aprire senza limiti i cordoni della borsa per aiutare chi se la passa peggio.

Capita, allora, di leggere cose del tipo “tutti, chi con eccesso di rigore chi con eccesso di finanza allegra, sono responsabili della crisi”. Non si sa bene in base a quali elementi concreti, dato che nessuno dei paesi che hanno un qualche problema di debito è stato costretto a indebitarsi sotto la minaccia dell’invasione da parte di altri Stati.

Tanto per essere chiari, non vedo quale sia la colpa dei tedeschi se in Italia si è fatta aumentare la spesa pubblica accumulando deficit che hanno portato il debito pubblico ai livelli attuali. Una situazione, peraltro, che non è nuova, ma che è deflagrata durante gli anni Ottanta e le cui origini credo vadano fatte risalire almeno al decennio precedente.

 

Ciò non toglie che la Germania abbia effettivamente tratto considerevoli benefici dall’euro, per un mix tra virtù proprie e vizi dei partner europei. Adesso si trova, a livello di sistema, a essere creditrice nei confronti di quei paesi che durante i primi anni di moneta unica hanno aumentato la domanda (importando anche dalla Germania) pompando sul debito che poteva essere accumulato a tassi di interesse mai stati così bassi in quegli stessi paesi nei decenni precedenti.

Come ogni creditore, la Germania sopporta il rischio di insolvenza dei debitori, ma è comprensibile che non voglia fare concessioni senza contropartite. Si dirà che la gestione della crisi non ha finora prodotto risultati soddisfacenti, e che la politica dei piccoli passi, spesso contraddittori, ha ingigantito il problema greco favorendo il contagio ad altri paesi. Credo che i tedeschi ne siano consapevoli e che sia una strategia voluta.

Si tratta di un atteggiamento cinico e controproducente? Probabilmente sì, ma il pulpito dal quale vengono questi lamenti è spesso il meno appropriato.


Generalmente quando un’azienda è ingolfata di debiti e non la si riesce a risanare, entra in amministrazione straordinaria. Non di rado i creditori convertono i loro crediti in capitale, assumendo il controllo dell’azienda. Altrimenti si va al fallimento, e il tasso di recupero per i creditori dipende da quanto si riesce a ricavare dalla procedura di liquidazione.

Pare che la Germania in questo momento sarebbe dell’idea di fornire aiuti, ma solo commissariando la politica fiscale di chi riceve gli aiuti stessi. A questa ipotesi si sono levate reazioni indignate, ma non ci vedo nulla di scandaloso. Anche perché, volendo, ogni Stato è sempre libero di fare default. A quel punto, ognuno assumerebbe la responsabilità dei propri errori, sia esso creditore o debitore.


Con il motto “occorre più Europa per salvare l’Europa”, al contrario, si finisce spesso per invocare una socializzazione dei debiti che porrebbe gli oneri più a carico dei creditori che dei debitori. All’Italia potrebbe fare comodo, ma sarebbe giusto?


3 Responses to “Scorie – Europeismo Sospetto‏”

  1. 1

    Leonardo Says

    La risposta a questo bel pezzo, scritto non molto tempo fa ma rapidamente superato dagli eventi, è in http://ideashaveconsequences.org/grecia-se-questo-non-e-un-fallimento/leo e pezzi richiamati: “Socializziamo, ok, ma allora si sposta anche un po’ di sovranità”, perdendo pure il diritto di lamentarsi.

  2. 2

    Lucio Says

    ciao leonardo

    Non credi che l’operato dell’UE sia dettato più che altro dalle necessità elettorali del governo tedesco? Più gli eventi evolvono più ho l’impressione che l’approccio UE sia dettato dall’egemonia che il governo tedesco riesce ad esercitare sull’UE piuttosto che da necessità di politica economica. Non tutti i PIIGS avrebbero necessità di misure così drastiche(spagna, irlanda) come quelle “consigliate” dall’UE ma la linea del governo tedesco ciò impone.
    Non credi che “se la casa sta bruciando”, perchè il tuo coinquilino è un disgraziato che si è addormentato con la sigaretta accesa, sia meglio prima spegnere l’incendio e poi fargli pagare il conto?

    grazie

  3. 3

    Leonardo, IHC Says

    Gentile Lucio,

    no, non lo credo. Non credo in alcun modo ad una egemonia tedesca, ma certamente credo ad uno scontro per la supremazia tra la fazione francese e quella tedesca, e per la verità finora ho visto una supremazia francese (salvataggi che durano anni, veicoli finanziari ad hoc, acquisti di titoli di Stato da parte della BCE, e ultimo ma non ultimo la conversione di parte del debito greco in debito dell’EFSF, sono strumenti di politica à la francese agli antipodi rispetto ai piani tedeschi).

    Che poi adesso, dopo due anni di questi ignobili “salvataggi” con i soldi degli altri (italiani compresi) si sia arrivati ad una soluzione che, assieme al salvataggio, prevede una qualche austerity (per la verità questo è valso anche negli anni precedenti, solo che la Grecia se ne è bellamente fregata) non direi che è segno di una supremazia tedesca (se vinci una battaglia su dieci è dura dire che stai prevalendo), ma solo che si è al punto che “o abbatti la casa che brucia o questa vien giù da sola”. Insomma, le opzioni erano finite, semplicemente.

    Per stare sulla tua metafora, in questo caso l’incendio è stato provato a spengere a sputi, o se vuoi guardando l’andamento del debito greco a taniche di benzina, quando il “pagare il conto” doveva consistere nel costringerlo a “spengere l’incendio”.

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