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	<title>Comments on: Scusi Professor DeLong, Non Capisco&#8230;</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/scusi-professor-delong-non-capisco/leo</link>
	<description>Yes, we definitely think they do...</description>
	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 15:37:03 +0000</pubDate>
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		<title>by: Tommaso</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/scusi-professor-delong-non-capisco/leo#comment-20797</link>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 11:53:39 +0000</pubDate>
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					<description>Il capitale che serve all'investimento in parte è esistente, ma in parte è fornito dalle istituzioni finanziarie. Quindi da un lato vi è del risparmio che si traduce o direttamente in investimento oppure indirettamente in esso (investimenti finanziari). Ma l'anima di tutto è l'aspettativa di profitto che anima qualsiasi azione.

Una repplica:I" capitali si muovono in ragione del profitto, e le possibilità di profitto dipendono dalla struttura dei vantaggi comparati e dalle possibilità del loro struttamento, a loro volta condizionate da certezza del diritto e tutela della proprietà". Il primo paragrafo è a mio avviso un retaggio degli anni '50. I capitali affiorano laddove esiste una credibile e invitante idea di business. Poi che siano le ragioni di scambio piuttosto che un'ottima strategia di marketing in grado di stravolgere un mercato, ciò non conta più di tanto. Profitti attesi, ecco il tutto, non i modelli neoclassici di sviluppo...

Per il resto concordo pienamente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitale che serve all&#8217;investimento in parte è esistente, ma in parte è fornito dalle istituzioni finanziarie. Quindi da un lato vi è del risparmio che si traduce o direttamente in investimento oppure indirettamente in esso (investimenti finanziari). Ma l&#8217;anima di tutto è l&#8217;aspettativa di profitto che anima qualsiasi azione.</p>
<p>Una repplica:I&#8221; capitali si muovono in ragione del profitto, e le possibilità di profitto dipendono dalla struttura dei vantaggi comparati e dalle possibilità del loro struttamento, a loro volta condizionate da certezza del diritto e tutela della proprietà&#8221;. Il primo paragrafo è a mio avviso un retaggio degli anni &#8216;50. I capitali affiorano laddove esiste una credibile e invitante idea di business. Poi che siano le ragioni di scambio piuttosto che un&#8217;ottima strategia di marketing in grado di stravolgere un mercato, ciò non conta più di tanto. Profitti attesi, ecco il tutto, non i modelli neoclassici di sviluppo&#8230;</p>
<p>Per il resto concordo pienamente
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		<title>by: libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/scusi-professor-delong-non-capisco/leo#comment-19006</link>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 07:45:00 +0000</pubDate>
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					<description>ihih... di DeLong lessi un paper veramente delirante, in cui criticava la teoria austriaca del ciclo... analizzando però le teorie di Schumpeter. Non mi stupisco che un tipo del genere non sia in grado di interpretare le teorie classiche... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ihih&#8230; di DeLong lessi un paper veramente delirante, in cui criticava la teoria austriaca del ciclo&#8230; analizzando però le teorie di Schumpeter. Non mi stupisco che un tipo del genere non sia in grado di interpretare le teorie classiche&#8230; <img src='http://ideashaveconsequences.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />
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