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Se lo Scellino Somalo Diventa Determinante…

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July 8th, 2011 by Leonardo

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di Leonardo, IHC

 

Ho letto un brevissimo paper di W.J. Luther della George Manson University “Friedman versus Hayek on Private Outside Monies: New Evidence for the Debate”. Il paper descrive molto brevemente la controversia irrisolta tra M. Friedman e F.A. von Hayek sulla possibilità di un sistema concorrenziale privato di emissione di moneta: Hayek sosteneva che lasciando ai privati la possibilità di proporre (e scegliere) più monete tra loro convertibili secondo tassi di cambio variabili, il mercato selezionerebbe quella o quelle migliori, cioè in grado di mantenere un più stabile potere d’acquisto. Per Friedman l’analisi è corretta ma non rilevante perché il ruolo consolidato della moneta già in uso (network effect del preesistente legal tender) crea resistenze superabili solo in casi eccezionali. Il dibattito viene risolto, secondo Luther, dall’esperienza della Somalia.

 

  

Il dibattito è stato finora in stallo. Il sistema di Hayek è una specie di free banking con monete redimibili non in un collateral esterno (riserve di oro) bensì l’una con l’altra e, in un certo senso, ognuna con merci. L’uso stesso della moneta, in questo caso concentrato sull’acquisto di un qualche paniere standard di beni e servizi, fornisce un riferimento (una sorta di CPI) perché gli operatori scelgano il loro medium. Secondo logica, il detentore di moneta preferirà quella più “solida”, che meglio mantiene un certo potere d’acquisto (l’inverso del nostro CPI), e questo progressivamente metterebbe fuori mercato le monete più inflazionate (a maggior tasso di crescita di emissione) selezionando la più stabile (o eventualmente, quella dall’inflazione più prevedibile).

L’opposizione di Friedman verte sul fatto che la moneta già esistente nel sistema economico (magari eredità di una precedente esperienza di Central Banking) gode di alcuni vantaggi, in particolare quella di essere già “conosciuta”, “utilizzata”, capillarmente diffusa e generalmente accettata. Questi network effect sono tali che distinte aree monetarie (franco svizzero, marco tedesco, dollaro USA – le considerazioni di Friedman sono del 1984) permangono nonostante certe valute (dollaro USA) si siano dimostrate meno in grado di mantenere il potere d’acquisto, e potrebbero venir superati da considerazioni sul potere d’acquisto solo in caso di situazioni particolari o “estreme” di stress monetario (iperinflazione).

La replica di Hayek punta il dito sul potere impositivo dello Stato, che appunto fissa sul proprio territorio un preciso legal tender, ed attribuisce a una certa (sua) moneta il potere liberatorio per i pagamenti, prevedendo sanzioni sufficientemente onerose per chi provi a creare sistemi monetari alternativi (qui qualche velocissima riflessione sulle bufale di sedicenti valute alternative nell’area euro). Il dibattito, anche per l’assenza di una fattispecie storica di contesti monetari “liberi” nel senso di Hayek, si è arenata qui.

Luther vede però nell’esperienza della Somalia – da vent’anni in totale confusione politico-legale; praticamente un non-Stato – un esempio di economia senza, soprattutto, autorità monetarie e dal collassato sistema bancario. Pur in assenza di autorità che prevengano l’uso di altre valute, con banconote destinate a deteriorarsi fino a divenire inutilizzabili (quindi perse), e sotto l’attacco massiccio della contraffazione, con un’inflazione dei prezzi a due (se non tre) cifre e un ridicolo valore rispetto al dollaro USA, i somali continuano a operare in scellini somali. Per Luther questa è la prova della schiacciante superiorità dei network effect e quindi della conclusione del dibattito con vittoria di Friedman.

Questo è il sunto delle otto pagine del paper di Luther.

 

Anzitutto evidenzio alcuni veloci spunti.

Hayek parla di un favore naturale (e preponderante) per la valuta con bassa inflazione, o per lo meno con inflazione maggiormente prevedibile. Questa considerazione, trascurata da Luther, secondo me è molto importante: ad esempio, in relazione al grado di avversione al rischio, per qualcuno può essere preferibile una moneta con un’inflazione media dell’8% costante (volatilità nulla) ad una moneta con inflazione media del 5% e importante volatilità (ad es. con σ=4%). Il sistema monetario che può venirne fuori potrebbe venir descritto da qualcosa di simile allo schema di Markowitz per la ricerca del portafoglio di mercato; ma questo è materiale per un altro lavoro.

È anche curioso che la proposta di Hayek in qualche modo ricordi alcuni punti di vista della Monetary Equilibrium Theory che ha come riferimento la stabilità del potere d’acquisto (un certo indice dei prezzi al consumo è utilizzato come target della politica monetaria per ovviare all’assenza di un mercato della moneta). Però Hayek non confonde l’inflazione volgarmente detta (dei prezzi) con quella austro-ortodossa (crescita dell’offerta di moneta), perché in questo contesto si astrae da variazioni dell’offerta di beni e servizi, quindi le due definizioni operativamente coincidono. Anche su questo magari torneremo in un futuro articolo.

 

Adesso commento la qualità della fattispecie richiamata da Luther a chiusura del dibattito tra Friedman e Hayek; una mezza stronzata.

Per la verità Luther stesso sottolinea il caveat della particolare condizione di povertà e disastrosità bancaria e legale della Somalia come talmente “altra” dal normale funzionamento di un’economia da poter essere una prova molto debole se non del tutto inappropriata. Io ritengo che la sua valutazione sottostimi la realtà, per lo meno perché non tiene in dovuto conto del fatto che in un tale scenario di instabilità legale e politica è alquanto improbabile che tra tutte le attività economiche qualcuno si senta adeguatamente protetto per tentare di offrire un servizio di pagamento in una nuova moneta. I network effect sicuramente esistono (pure all’esterno della Somalia è riconosciuto il solo scellino somalo, e se vedo poco probabile che si accetti a cuor leggero un pagamento in scellini somali mi sembra impossibile che si accetti una nuova valuta “uscita” non si sa come da uno scenario di sostanziale guerra civile), ma hanno sicuramente gioco facile dove la priorità comune è la sussistenza, e questa è aggravata dalla generale incertezza del diritto, un fatto che previene sia certe iniziative economicamente “avanzate” che, ancor di più, la composizione della dovuta massa critica di aderenti. Luther non è abbastanza critico verso l’esempio scelto perché ragiona nella contrapposizione tra network effect e potere d’acquisto, non considerando adeguatamente qualcosa che io chiamerei superstructure effect e che comprende sia l’imposizione monetaria statale che le condizioni per lo svolgimento di una libera attività economica (il capitalismo si regge sul proprietà privata, certezza del diritto, e stabilità politica), come spiegato sopra.

Tra l’altro, Luther dovrebbe spiegare qualcosa dei fenomeni storici di dollarizzazione, che sono un discreto esempio di ricerca di monete alternative in ragione del loro potere d’acquisto nonostante la coercizione statale, prima di cercare il caso limite somalo in cui l’assenza di coercizione monetaria è solo un particolare della generale insufficienza della sovra-struttura giuridica.

Inoltre l’esempio somalo è decisamente incompleto, perché l’ex Somalia di Siad Barre si è in realtà spaccata in due, al sud la Somalia che Luther richiama, e a nord il Somaliland. Il Somaliland è uno Stato che, benché non ufficialmente riconosciuto dagli altri paesi, si è organizzato attorno alle proprie strutture tribali e rappresenta un’area di sostanziale stabilità politica… e che si è dato una sua propria moneta, lo scellino del Somaliland. Ora, se dovessimo ragionare solo in termini di network effect ci dovremmo aspettare – soprattutto da uno Stato non riconosciuto e magari in realtà inesistente, il mantenimento dello scellino somalo, ma così non è stato: di sicuro uno Stato-apparato in grado di gestire lo Stato-comunità all’interno di un certo Stato-territorio (elementi che determinano il riconoscimento internazionale di uno Stato) pretende di avere la propria moneta (la coercizione monetaria di Hayek); e se il Somaliland non esistesse realmente, Luther avrebbe di fronte proprio una prova della capacità di autodeterminazione monetaria privata.

 

Occorre anche una discussione sulla sensibilità all’inflazione ed al livello di attività economica che questa coinvolge.

I parametri di inflazione di un paese africano possono non essere gli stessi di un paese occidentale: ricordo di ricerche che dimostrano la facilità di adattamento della popolazione a tassi di inflazione fino al 50% annuo, il che non esclude che esistano comunità ormai abituate a gestire in modo naturale un’inflazione del 100% e per le quali quindi una situazione “somala” potrebbe essere normale. Questo aiuterebbe anche a spiegare perché il Somaliland si sia dotata di un proprio scellino del Somaliland che però è comunque inflazionato ai livelli dello scellino somalo. In questo discorso rientra la riflessione non sviluppata da Luther in merito alla prevedibilità dell’inflazione (la stabilità del potere d’acquisto coincide con una inflazione stabilmente nulla).

Ritengo in tutto questo non trascurabile anche il fatto che l’assenza di una Banca Centrale somala comporti il deterioramento fisico delle banconote finché queste vengono “espulse” dal sistema. Dipendentemente dalla scala del fenomeno, questo tende a somigliare a una involontaria politica monetaria restrittiva, ed è una fattispecie che, per quel che so, è più unica che rara. La tendenziale riduzione della moneta in circolazione è un ottimo modo per sostenerne il valore cioè il potere d’acquisto. Salvo l’effetto della contraffazione, questa consapevolezza può paradossalmente essere un ottimo stimolo per continuare a detenere scellini somali, preservandone quindi l’uso.

Infine, esiste un problema anche sull’utilizzo di moneta estera, ad esempio perché il tasso di cambio può comportare che il reddito annuo in scellini somali di un individuo possa ammontare a pochi dollari; di conseguenza le giornaliere transazioni “fini” non potranno venir regolate in valute “pregiate”, restando quindi nella vita ordinaria più “opportuna” la preesistente valuta, mentre per transazioni “grandi” verrà utilizzato ad esempio il dollaro USA ("transazioni grandi", in paesi come la Somalia, vengono probabilmente realizzate solo dallo Stato, non certo dalle grandi attività imprenditoriali private che per definizione in un paese povero e politicamente disfatto mancano). Il sistema quindi – deduco, e se ne potrebbe cercare conferma nel caso somalo – diventa sostanzialmente un sistema bi-monetario, e questo è più coerente con Hayek che con Friedman.

 

Insomma, a me pare che Luther abbia preso l’esempio sbagliato perché poco compatibile in generale con il paradigma del libero mercato e del capitalismo, e lo abbia anche trattato con un po’ di leggerezza – il che lascia una certa insoddisfazione visti i vari spunti che avrebbero potuto venir sviluppati – tanto che considerando la fattispecie completa del Corno d’Africa si potrebbe addirittura arrivare a conclusioni opposte.

Ma il punto è un altro: non dobbiamo decidere se ha ragione Friedman o Hayek, perché per via dialettica entrambi hanno portato considerazioni valide quindi hanno ragione entrambi; la questione adesso è un problema di rilevanza, cioè è una questione “storica”, il cui bilancio finale non è necessariamente universale e permanente, ed in cui il “caso Somalia” vale comunque solo per se stesso.

 

 

P.S.: Ho una mezza idea di fare di questo articolo un paper da pubblicare su SSRN in risposta a Luther. Secondo voi è il caso?

 

 

 

 

 

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