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Tre Domande a Philipp Bagus

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June 30th, 2010 by Leonardo

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Sempre in linea con la volontà di IHC di portare contributi anche di livello accademico, siamo lieti di presentare una prima veloce intervista di Silvano IHC a Philipp Bagus, Professore alla Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, economista ultimamente più volte citato su questo sito. Ringraziamo sentitamente Bagus per la disponibilità. Ogni domanda osservazione o suggerimento è oggi più che mai benvenuta.

di Silvano, IHC

Con questo articolo siamo felici di presentare tre domande poste da Silvano IHC al Prof. Philipp Bagus, intese ad proporre quasi dalla “viva” voce dell’economista un rapidissimo excursus sulle principali, e attuali, problematiche che fanno della politica monetaria un argomento di assoluta importanza con riferimento alla presente congiuntura economica.

 

Questa intervista è ottima per riprendere tanti argomenti passati su questo sito. Dalle risposte dell’economista possiamo trovare molti utilissimi spunti di riflessione.

Traduzione di Silvano, IHC.

 

Silvano: Nel paper “La politica monetaria, una cattiva medicina: la volatile relazione tra cicli economici e prezzi degli asset” si occupa del comportamento degli individui durante le bolle. Che ne pensa dell’idea che un boom artificiale possa produrre un fenomeno di selezione avversa tra gli imprenditori? I prezzi producono falsi segnali, il calcolo economico è deviato ed il boom contribuisce a mantenere in vita attività economiche che in condizioni normali verrebbero espulse dal mercato. Il persistere di questo genere di situazioni può contribuire ad attirare soggetti dotati di minori capacità imprenditoriali. Quale è la sua opinione?

 

Bagus: Sono d’accordo con quello che ha affermato. L’importante è ovviamente intendersi su questa “possibilità”. Non è una necessità apodittica. Un boom può attirare imprenditori verso quei mercati dove i prezzi degli attivi sono particolarmente distorti e appare facile realizzare profitti consistenti. Questi soggetti possono avere meno capacità imprenditoriali rispetto a quelli che sono entrati nel mercato precedentemente. In ogni caso anche gli imprenditori abili tendono a prosperare durante un boom. E i migliori sono certamente coloro che si ritirano dal mercato prima dello scoppio di una bolla. Piuttosto non userei il concetto di “selezione avversa” per descrivere quanto sopra, poiché farebbe quasi intendere che solamente i peggiori sopravvivano o prosperino.

 

Silvano: La monetizzazione è ovviamente una soluzione che peggiora la “qualità” della moneta emessa. Ma dover fronteggiare fallimenti di emittenti sovrani comporterebbe significative perdite nell’attivo della BCE – potenzialmente superiori anche al proprio patrimonio netto – minandone la stessa esistenza. La mia idea è che l’incentivo a proseguire nei salvataggi sia forte, superiore a quello di interrompere i processi di monetizzazione, e che i tentativi di “sterilizzazione” rispondano al fine ultimo di evitare incrementi nei prezzi al consumo “politicamente insostenibili” i quali potrebbero portare ad un certo rigetto dell’euro a favore di monete più stabili. Che ne pensa?

 

Bagus: È vero che default di Stati sovrani potrebbero condurre la BCE verso l’insolvenza con un gigantesco deterioramento della qualità della propria base monetaria. L’incentivo politico, e la BCE è un creazione politica, porta quindi ad una monetizzazione dei debiti, sia tramite l’acquisto diretto, che indirettamente accettandoli come collateral. I Governi vogliono salvare l’euro e il loro ideale di uno Stato centrale europeo. Monetizzano e procedono a salvataggi anche perché le alternative condurrebbero a rapidi default innescando un collasso economico e finanziario che anche gli stati più “forti” vogliono evitare. La “sterilizzazione” è stata effettuata probabilmente per soddisfare le esigenze tedesche di una moneta stabile, e dei mercati in generale i quali avrebbero reagito molto pesantemente in assenza di una dichiarazione di intenti a procedere in tal senso. Rimango perplesso su quanto questa attività possa essere portata avanti, poiché se effettivamente si procede a “sterilizzare” sarà necessario farlo drenando della liquidità che in ogni caso già si trova da qualche altra parte: questa “altra parte” potrebbe essere il mercato interbancario. Quindi la BCE di fatto tenderebbe a prosciugare l’interbancario per procedere all’acquisto di titoli di debito pubblico. Per questo temo che alla fine la “sterilizzazione” rimanga nel novero delle buone intenzioni; mentre al tempo stesso assistiamo all’espandersi con continuità dell’offerta monetaria.

 

Silvano: Nel 2009, l’anno scorso, l’economista e columnist del FT John Kay ha proposto una riforma della regolamentazione dell’attività bancaria finalizzata a limitare l’impiego dei depositi a vista solamente in strumenti “sicuri” e a breve termine, con lo scopo di evitare fenomeni di leverage sull’attività di retail banking e sul sistema dei pagamenti. L’intenzione di questo tipo di “narrow banking” è quella di separare le “utilities” dai “casinò” . Anche se, ovviamente, non è una proposta “austriaca”, quale è la sua opinione in proposito? È possibile considerarlo un primo ma imperfetto passo nella giusta direzione, o semplicemente un ben intenzionato, quanto errato, tentativo di ridurre i rischi e gli effetti dei fallimenti bancari?

 

Bagus: A parità di condizioni, quanto inferiore è la scadenza dei depositi investiti, tanto meglio è. Quindi a prima vista sembrerebbe un passo nella giusta direzione. Purtroppo vi sarebbe comunque una distorsione dipendente dall’espansione creditizia sui tassi di interesse a lungo termine. I mercati del credito sono tra loro interconnessi. Un incremento della liquidità a breve termine tenderebbe ad influenzare al ribasso la parte lunga della curva dei tassi. Questo genere di narrow banking non prevenirebbe in ogni caso gli effetti di un’espansione creditizia sul ciclo economico. Se per attività “sicure” intendiamo presumibilmente emissioni governative, il risultato sarebbe comunque una sorta di monetizzazione dei debiti pubblici che finisce per sussidiare inefficienti spese pubbliche. La domanda implica inoltre una valutazione di carattere strategico. Il fine deve essere la realizzazione di un sistema monetario libero (i) in grado di impedire fenomeni di “boom and bust”, (ii) senza violazione dei diritti di proprietà. Anche se una proposta di narrow banking potrebbe incrementare leggermente la stabilità finanziaria, non credo sia meritevole di essere difesa o sostenuta. Piuttosto, tutti gli sforzi devono essere concentrati verso un sistema monetario liberalizzato e mostrare come il “narrow banking” non sia in grado di realizzare le finalità appena elencate.

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5 Responses to “Tre Domande a Philipp Bagus”

  1. 1

    Giovanni Boggero Says

    Avrei chiesto qualcosa anche sul fantomatico pericolo di una deflazione, che i monetaristi denoantri vedono dietro l’angolo…

  2. 2

    Leonardo, IHC Says

    Per la vereità ci ha spiazzato la prontezza della risposta, nemmeno credevamo ci avrebbe considerato e Silvano non aveva pensato a fare molte domande.
    Comunque, è sempre lì, torneremo alla carica.

  3. 3

    Leonardo, IHC Says

    Dear Bagus,
    bu what you wrote, I tell that the Narrow Banking proposed by Kay can only make up a safe collateral to sight deposits, whereas the fiat-boom dynamics keep working (I fully agree). Very briefly: an increase of the Monetary Base feeds into both term loans (the supply of funds increases then interest rates lower) and sight deposits; the former start the boom, the latter fund pubblic expenditures. Is this quick resume right?

    In my opinion, banking should be treated the same as any other entrepreneurial activity, with no particular limits nor privileges. Kay’s idea does not meet your prescriptions i) and ii); could it anyway help to make the Government insurance on sight deposits unnecessary? Thence we could erase that insurance scheme which biases banks’ time-mismatch (I refer to your paper http://libertarianpapers.org/articles/2010/lp-2-2.pdf). What’s your opinion?

    (da quel che capisco la proposta di Kay copre il rischio sui depositi a vista ma lascia intatte le dinamiche del business cycle, per cui una maggior offerta di moneta in parte crea il ciclo passando dal credito e in parte finisce in depositi a vista che così finanziano la spesa pubblica. L’idea quindi contrasta con i punti di Bagus i) e ii) ma forse renderebbe non più necessaria la garanzia statale sui depositi a vista e potrebbe essere il primo passo per eliminarla del tutto, visto che essa stessa crea delle distorsioni sul time mismatch delle banche)

  1. 1

    Scadenze a Go-Go e Banchieri dal “Tocco d’Oro” at Ideas Have Consequences

    […] A complicare la vita alla BCE ci si mette anche il programma di “sterilizzazione” dell’attività di monetizzazione dei debiti pubblici. Come evidenziato da Philipp Bagus questo genere di attività comporta in ogni caso un drenaggio di fondi, drenaggio che molto difficilmente non avrà conseguenze sul mercato interbancario, contribuendo a diminuirne la liquidità ed influenzando al rialzo la struttura dei tassi a breve. […]

  2. 2

    Le banche centrali Re Mida, l’eccesso di pseudo-moneta « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative

    […] E che ne sarà delle tanto sbandierate “politiche di sterilizzazione monetaria”? Come evidenziato anche da Bagus, tali interventi comportano comunque un drenaggio di fondi che renderebbe più restrittive le condizioni del mercato interbancario, a da lì sul resto dell’economica, il che va “contro” il quadro appena sopra disegnato. […]

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