Troppi Discorsi sull’Inflazione
June 5th, 2008 by Leonardo
Su Giornalettismo.com è stato pubblicato il pezzo "Troppi discorsi (sbagliati) sull’inflazione", una riflessione che parte da un pezzo su Repubblica.it per arrivare a come l’informazione ufficiale stia creando allarmismo attraverso la confusione tra inflazione in paesi emergenti, attese di inflazione generale in Italia, e andamento del prezzo di particolari beni.
Una cosa che mi interessava sottolineare è che il tasso (ufficiale almeno) in Italia è a un livello non preoccupante: il 3,6% è comunque dentro a quanto Friedman indicava come livello ottimale; non che Friedman avesse la verità in tasca, ma se qualcuno lo cita per dire che l’inflazione è un mostro che tutto divora forse è il caso di attenersi alle indicazioni dello stesso economista per dire quale livello sia da considerare mostruoso. Se esiste un problema su particolari beni, le cause vanno cercate nella struttura dei relativi mercati; il fatto che si tratti dei settori in cui lo Stato è più presente forse è un caso, ma è un caso che andrebbe esplorato invece di giocare all’economista monetario internazionale.


Prometeo Says
Certo che però se credi ai dati dell’isituto numerologico di stato…
E’ vero che l’inflazione è ancora bassa soprattutto rispetto al passato, anche abbastanza recente. Però non commettiamo ora l’errore opposto di quando Ciampi nel 1993 per magia, modificando il paniere, in sei mesi portò l’inflazione dal 6% al 3%.
La novità rispetto al passato è l’esiguo margine che è rimasto tra indebitamento per l’essenziale e salari che può scomparire anche a causa di una inflazione reale bassa.
Jun 5th, 2008 at 11:28 am
Leonardo, Ihc Says
eh mister, che i dati sono almeno un po’ taroccati lo so, il problema è che l’informazione ufficiale piange crisi guardando i dati ufficiali, e a questo punto o mi dicono che sono dati falsi oppure devono starsene zitti.
Jun 5th, 2008 at 11:40 am
prometeo Says
L’informazione ufficiale piange perchè ha bisogno di infordere frustrazione, sempre per i soliti noti motivi. In generale, l’informazione ufficiale piange sempre indipendentemente dall’epoca, dallo Stato, dalla condizione economica ecc ecc.
L’imporntante è convincere le masse che si è costantemente vicini alla perdita dello status quo conquistato il che infonde la necessità della politica tanto quanto i problemi che i politici medesimi generano ai sudditi della democrazie “mature” per giustificare l’esistenza di se medesimi.
Ragione per qui da quasi dieci anni non compro giornali nè posseggo televisione ed il mondo mi appare sempre meglio di ciò che viene dipinto e soprattutto, sono molto più sereno, nonchè più ricco.
Ma questa è una sfumatura di “fede” personale.
I mass-media (mass appunto) non possono ovviamente dire che i dati sull’inflazione sono falsi… però tu sai sicuramente che un dato aggregato com CPI è talmente grezzo che è facilissimamente modificabile. Lasciamo perdere manipolazioni grossolane alla Ciampi, tipo modificare il paniere… il che può agevolmente far altalenare il CPI tra -50% a 150%… ma basta “limare” qui e lì… basta addirittura modificare il numero di cifre significative da 5 a 4…
Di recente ho fatto una consulenza per una azienda che doveva far sparire 2MLN di passivo su un bilancio da 144MLN. Ebbene… limando, qualche trucco qua e la… e l’azienda ha certificato e approvato il bilancio a -700k.
Figurati quelli che si può fare con un dato aggregato come l’inflazione.
Jun 6th, 2008 at 7:59 am
Leonardo, Ihc Says
sì caro; ma da parte mia ci dovrebbe essere più caziamento di chi diffonde malumori su, in specie, 3,6% di inflazione. O mi dici che il dato non è significativo e dobbiamo preoccuparci, oppure prendi il dato come vero e non riempi pagine di giornali.
Jun 6th, 2008 at 8:14 am
prometeo Says
Sono daccordo.
Però c’è un’altra soluzione, “tu” cerchi il dato vero e non compri le pagine di giornali riempite di dati falsi.
Non per niente c’è un “ordine” che certifica un prodessionista votato a riempire pagine di giornali di dati falsi.
E alla fine decidi “tu” se preoccuparti o no.
Jun 6th, 2008 at 8:47 am
Leonardo, Ihc Says
Non sono pagato abbastanza, mi limito a vedere quanto costa il mio panierino personale, quanto è salita una pizza, un pranzo al bar, una camicia…
Poi potrei dire che i PC mi sono venuti incontro: da offerte a 500 euro sono arrivati a offerte a 400 euro, il che come ho detto mi fa pensare che il dato medio inflazionistico possa pure essere davvero sotto il 5%, ma che i problemi appunto derivano dalla sperequazione dei prezzi, che resta qualsiasi sia la media, ed essendo questa sperequazione la parte che “morde” mi interessava castigare chi si gingilla con una media e evita di parlare dei particolari mercati.
Calcolare un dato inflativo mica è roba da ragazzi per la massa di dati che servono; tra l’altro il CPI dovrebbe servire solo per anticipare i dati del deflattore del PIL che è appunto la media pesata di tutti i prezzi ed essendo onnicomprensivo è più difficilmente manipolabile.
Ma ritorno al punto di partenza: o i giornalisti dichiarano che i dati sono falsi, oppure li considerino come validi e critichino quel che c’è da criticare veramente.
Jun 6th, 2008 at 1:21 pm
libertyfirst Says
Temevo fossi diventato un nazionalista brasiliano, invece eccoti qua di nuovo in versione liberale!
China su fronte si ses sezzidu pesa / ch’es passende sa brigata tattaresa!
Jun 14th, 2008 at 8:58 am
gregorj Says
ma che è successo qui? Fino a ieri c’era un bellissimo sito brasiliano, e adesso ste cazzate d’economia? Ladri di domini!
Jun 14th, 2008 at 1:13 pm
libertyfirst Says
Bellissimo? Non c’era neanche una ballerina in tanga! E se Leo faceva togliere un sito di ballerine in tanga per rimettere il suo, avrei protestato!
Jun 14th, 2008 at 2:35 pm
L.Baggiani Says
mi pare che qualcosa si è perso, ora verifico e riposto tutto.
Grazie del saluto carissimi.
Jun 14th, 2008 at 5:59 pm
Tommaso Says
Il famoso “panierino” che tu citi è quello che però, alla fine dei salmi, conta di più. Si riferisce alle classi più deboli ma anche più numerose di redditieri. L’inflazione Istat è fuorviante perché è un medione poco rappresentativo, che pesa con quel 3,6% in modo indistitinto su tutta la popolazione. In verità il panierino è un “panierone”, quello che determina real balance effect…sai bene a cosa mi riferisco.
Una precisazione molto importante. Anche sul concetto stesso di inflazione si fa grande confusione. Si tratta della crescita dei prezzi in un dato lasso di tempo. Ma non tiene presente invece l’indice dei prezzi, ossia il LIVELLO DI PARTENZA.
Sep 2nd, 2008 at 2:28 pm