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Tutti giù, chi più e chi, speriamo, meno

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October 8th, 2008 by Leonardo

1,474 Views - Segnala questo Articolo/Pagina

 di Leonardo, IHC

 

Il mondo finanziario è una pentola a pressione, è un ribollire di opinioni e interpretazioni dell’attuale crisi, di proposte idee e piani di salvataggio, di rassicurazioni e proclama da fine del mondo (c’è di di mese in mese dice che "il peggio è passato" e chi inneggia scioccamente alla "fine del capitalismo") … e io potrei esimermi dal ripetere la mia idea? No, e stavolta la espongo così: andremo tutti giù.

Per come la vedo, è tutto un semplice dispiegarsi del ciclo economico, quella cosa che le Banche Centrali, Fed in primis, hanno pensato di appiattire con le loro sapienti politiche. Nel 2001 una poderosa risciacquata centrale ha evitato una fase discendente, creando tanto di quel credito da portare onde (bolle speculative) in tutto il globo. Greenspan è stato deificato per questo, e perfino Milton Friedman c’era cascato. Adesso mi pare chiaro che, con l’attuale assetto istituzionale fatto di discrezionalità statali, saranno sempre i cicli economici a vincere. E allora? E allora il mondo senza soldi veri, ricchezza da lavoro, non va avanti, e siccome tutti i paesi hanno partecipato all’abbuffata di credito facile a buon prezzo, tutti i paesi cadranno in una fase depressiva. Rimestolare poste di bilancio dalle banche, alle Banche Centrali, fino ai Governi (quindi nelle tasche dei contribuenti) è solo un gioco a chi pagherà alla fine, e siccome nessuno abita su Marte tutti si prenderanno una fetta di “grande disillusione” (e qui si rivela da chi parte sta l’élite politica). Gente, andremo tutti giù, chi più chi meno.

 
Già, chi meno? Parliamone.
Questo ciclo economico, come tutti, nasce dalla politica monetaria, e per forza di cose fa perno sulle banche, che ne sono il canale di trasmissione a tutta l’economia. Il mercato del credito è malato e i tassi ne misurano la febbre. Il principale tasso preso a riferimento dalle banche è quello a tre mesi, perché per lo più a questo tasso vengono indicizzati i contratti (come ben sanno i mutuatari); questo tasso per le banche non è alto o basso di per sé, bensì lo è in relazione ai tassi di intervento della Banca Centrale, che danno un indice del costo di base del denaro. Quanto più alto è il tasso di mercato a tre mesi rispetto ai tassi ufficiali, tanto maggiore è la febbre, perché vuol dire che a parità di costi le banche sono più restie a prestarsi i soldi, hanno maggior paura che i loro soldi non tornino più indietro tra loro (figuriamoci dandoli ai clienti, allora).
A fine gennaio lo spread del Libor 3 mesi (riferimento delle banche USA) sui Fed Funds (tasso obiettivo della Fed) oscillava attorno allo zero, mentre lo spread dell’Euribor 3 mesi (riferimento delle banche UE) sul Refi (tasso ufficiale BCE) si era portato poco sotto lo 0,50%. Lo scossone di settembre ha portato lo spread dell’Euribor all’1% mentre quello del Libor ha sfondato il 2%! (per inciso, la Gran Bretagna è in una posizione intermedia). Mi pare chiaro che i maggiori problemi di liquidità sono negli USA e che, ancora una volta, debba venir sottolineato come la politica della BCE non sia alla prova dei fatti più restrittiva di quella della Fed, soprattutto considerata la congiuntura delle rispettive aree. Quanto sopra è un indizio. Se vogliamo dire che la Fed ha aiutato di più l’economia, si può concludere o che le tendenze recessive sono più forti negli USA oppure che è la stessa politica monetaria che crea problemi; nessun politico opterà mai per la seconda interpretazione. Andremo tutti giù, chi più (USA) chi meno (UE), pare.
 
Certo, ci sono differenze tra i vari Stati della UE, che si rifanno a tutti gli elementi istituzionale e strutturali che si possono immaginare. I tassi sui titoli di Stato decennali possono essere un indice di queste differenze. Occorre dire che questi tassi sono inferiori a quelli a tre mesi, il che indica che mancano soldi a breve: lo spread dei decennali sul Refi parla dunque della “febbre attesa”, e questa passa dal –0,30% della Germania (e della media UE) al +0,50% dell’Italia (solo la Grecia è peggio), il che significa recessione per tutti (se in dieci anni è ragionevole pensare che la situazione si normalizzi, uno spread con il Refi di nuovo a livelli dello 0,25/0,50% significa aspettarsi rispetto ad oggi tassi ufficiali mediamente ridotti di 0,60/0,80% lungo i dieci anni, e riduzioni del genere sono possibili solo con una recessione così profonda e lunga da eliminare anche le tensioni sui prezzi). La cosa fantastica è che, stando così i tassi, a situazione “normalizzata” ci si aspettano comunque tassi italiani che viaggino di circa l’1% sopra al Refi, quindi più o meno la situazione attuale, come dire che tutto quanto si favoleggia sulla grande capacità di risparmio degli italiani quale cuscino su cui l’Italia attutirà la caduta, per il mercato difficilmente verrà impiegata produttivamente (l’alto risparmio è l’assicurazione di un popolo di fronte a debolezze e incertezze del paese, e se il paese non cambia strutturalmente non ci si può aspettare che le persone riducano questo risparmio); l’Italia già dal sistema bancario è troppo ingessata, o infettata e febbricitante, per poter dare speranze di ripresa significative pur stando nell’area di quelli che, forse, cadranno meno. Andremo tutti giù, chi più (Italia) chi meno (Germania), temo.
 
 
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22 Responses to “Tutti giù, chi più e chi, speriamo, meno”

  1. 1

    w il senno di poi Says

    Giustissimo, solo che dovevate dirle prima ’ste cose.

    Siccome non le avete dette, anche a voi, con decorrenza immediata, spetterà una buona dose di sfiducia su tutto ciò che affermerete.

  2. 2

    Leonardo, Ihc Says

    leggiti tutti i pezzi scritti qui prima di parlare

  3. 3

    Lkv Says

    Tempo fa lessi un documento del 2005 della Federal Reserve Bank of Kansas City (il titolo e’ “The Greenspan Era: Lessons for the Future”), in cui si lodava Geenspan e il suo operato, si parlava delle crisi che si sono succedute e di come la crescita abbia retto, con solo due lievi recessioni (nessuno si lamentava allora della gestione della Fed :) ), ma si metteva comunque in guardia verso alcuni rischi. Me lo sono andato a cercare e diceva questo: “Three economic developments occured during the Greenspan era that will continue to challenge policymakers in the years ahead. First, the U.S. current account has moved from relative balance to a record deficit. Second, financial market innovation and deregulation have distribuited risk more broadly but potentially led to excessive risk taking by financial intermediates. And third, asset price movements have become more important source of economic fluctuations.”

  4. 4

    Leonardo, Ihc Says

    Nel 2003 USEMLAB.com diceva anche di peggio e con più argomentazioni. Avevano ragione loro.
    Magari qualcuno si illude che con i tagli di oggi le cose miglioreranno… meglio intonino un bel De Profundis.

  5. 5

    Lkv Says

    > meglio intonino un bel De Profundis
    :D Ora il mercato in Europa si attendera’ scendano al 3% nel 2009.

  6. 6

    lore Says

    parlo da ignorante.. se nessuna banca si fida più delle altre, l’euribor continuerà a salire visto la scarsa liquidità e questo in un periodi recesione creerà ancora più pressione.. quanto e come sono legati il tassi dell bce all’euribor? se scendono i tassi prima o poi dovrà per forza scendere anche l’euribor, giusto?

  7. 7

    Leonardo, Ihc Says

    Cerca di pensarla così: il tasso della BCE è il tasso di una controparte con rischio praticamente nullo; i tassi tra le banche scontano una misura del rischio, che però non è del tutto fissa e tende ad ampliarsi quanto più la base (il tasso BCE) sale.
    Se il denaro costa meno alla fonte, anche i successivi passaggi dovrebbero partire da livelli più bassi.

    La cosa però non è necessariemente meccanica in un momento come questo, soprattutto se con questa mossa le banche continueranno a non passarsi soldi tra loro e preferiranno rivolgersi direttamente agli sportelli (opportunamente ampliati) delle Banche Centrali, non facendo quindi comunque girare soldi tra loro, anzi dissecacndo ulteriormente il segmento interbancario.

    La fissazione dell’euribor domani ci dirà quale delle due tendenze vince.

  8. 8

    Leonardo, Ihc Says

    Update: l’euribor ha fissato al livello di ieri, pari pari. Da un giorno all’altro la “febbre” europea è salita quindi di 50 bps grazie al taglio del Refi. Questo per me è spia dell’inutilità ormai della politica monetaria.

  9. 9

    libertyfirst Says

    ‘Ste cose potevi dirle prima! Lo dici solo da quando è nato il blog, che è pure giovane! Io lo dico da quando è nato il blog mio, che è più anziano!

    Dovremmo fare i consulenti per le banche, non i blogger. Ci pagherebbero con una miriade di toxic assets e li venderemmo alla camorra per lo smaltimento illegale. Sai i soldi?

  10. 10

    Leonardo, Ihc Says

    ’sta bono piè, sto ragionando come cartolarizzare il debito italiano, e devo farlo prima che ci arrivi 3monti

  11. 11

    donella Says

    Ma allora, da ignorante italica abitante da un annetto-fortunatamente?- in Germania, mi conviene ricoverare i pochi bruscoli, pochi davvero, in qualche banca teutonica?

    Scusate se vado al sodo. Ma qua si vive di uova oggi.

    Casalinga di voghera

  12. 12

    Leonardo, Ihc Says

    Se sono meno di € 100.000 li puoi tenere anche in Italia. I depositi sono garantiti anche qui.

  13. 13

    lore Says

    leo scusa, perchè dici che è inutile la politica monetaria?? chi controlla il crescere o meno dell’euribor, non riesco a capire come giustificano il fatto che non lo variano al variare dei tassi? perchè le banche dovrebbero scambiarsi credito visto che possono attingere dalla banca europea? banche europea che peraltro ha allungato i tempi per rientrare, sta agevolando degli strozzini che con soldi non loro hanno speculato senza guardare in faccia nessuno, prendono credito a poco a tempo illimitato e non scontano sui mutui per coprire le loro malefatte?? scusate ma c’è qualcosa che non mi torna.. ma dove sono i controlli in questo mondo malato..

  14. 14

    Leonardo, Ihc Says

    La politica monetaria in questo momento è per me inefficace nel risollevare la congiuntura, perché quanti soldi può stampare non finiscono a finanziare nuove attività.
    L’euribor non è esattamente “controllato”, è un tasso di mercato che risente di tante cose, tra cui anche di quanto credito è disponibile dalla BCE e a che prezzi. Il fatto che l’euribor3mesi ieri non si sia mosso è indice di quanto le banche non vogliano prestarsi i soldi tra loro, di quanto non si fidino o temano di averne bisogno per prime. A quel punto puoi anche darli gratis i soldi, li tengono fermi piuttosto che rischiare di perderli. E’ un ragionamento che farebbe chiunque, non solo una banca.

    Che la BCE e compagni stiano facendo favori solo alle banche e non all’economia, anche perché salvano delle merde che hanno semplicemente lavorato male e sbagliato, è uno schifo ed è quello che penso anche io. Di controlli ce ne sono pure troppi, è proprio perché c’è tutto questo controllo che gli Stati controllano che il sistema bancario non crolli, il che è diventato controllare che nessuna banca crolli. Non ci fosse stata la consapevolezza di questi controlli ci sarebbe stata un po’ più di avvedutezza nell’investire, evitando di creare situazioni troppo pericolose nella consapevolezza che i controlli non ti avrebbero lasciato fallire. Forse la mia conclusione è opinabile, ma il sistema bancario è il mercato più regolato di tutti, che che ne dica l’informazione ufficiale (che fa schifo).

    Se riesci a leggere un po’ di articoli qui, ma anche su ventinove settembre o usemlab o processi di mercato… ti accorgerai che c’è stato un controllo indiretto sui tassi da parte delle Banche Centrali, per tenerli bassi e controllare che la crescita non venisse tarpata… con il risultato che è stata stimolata l’assunzione di rischi fino oltre il sostenibile.

    Non è che in questo mondo manchino i controlli; ce ne sono fin troppi. E questa mania non è ancora finita.

  15. 15

    Leonardo, Ihc Says

    Lore, rileggendo sembra abbia scritto una supercazzola. Perdonami, se vuoi rispiego.

  16. 16

    donella Says

    Grazie del consiglio.
    Buona giornata, qui, a Duesseldorf c’è il sole (ed è un mezzo miracolo).

  17. 17

    angelocesare Says

    C A L M A !

  18. 18

    lore Says

    io penso che tutti i controlli si sciolgano davanti ad interessi di super potenti, come controlli intendo anche controlli etici, come possono esistere algoritmi e prodotti, leve, bond e quant’altro che hanno il solo e unico scopo di muove carta per arricchire chi truffa o specula.. tra finire nel socialismo o regolamentare a livello etico c’è una bella differenza. come mai la consob ha bloccato la vendita allo scoperto, solo adesso vuole bloccare la speculazione.. cosa produce per il mondo la speculazione??? non esiste il governo mondo, che stabilisca delle regole su finanza, ecosistema, globalizzazione, selvaggia, energia, nucleare/rinnovabile..
    tutte cose che qualunque bimbo delle elementari capirebbe.. qual’è il problema? l’interesse economico di qualcuno?!? siamo caduti nella globalizzazione adesso bisogna governarla al dilà del profitto o finiremo per forza nel socialismo o nella penalizzazione dell’ecosistema.. c’è rumore perchè si è toccato il danaro, ma nessuno parla di cosa beviamo o di cosa ci fanno mangiare.. tutto è portato all’esasperazione, tutte le ditte hanno incentivi al profitto ed esasperano a scapito della qualità, in qualsiasi campo!! pensateci!! in quale campo è rimasta un’etica?? tutto è speculazione sull’ignoranza collettiva a secondo del mercato in cui ci si pone. parlando con un grande vecchio che ha passato le crisi economiche antecedenti le due guerre mondiali, mi ha detto che anche dopo l’11 sett l’america ha fatto la guerra, perchè dopo una crescita eccessiva, le aziende non sanno più a chi vendere perchè tutti hanno tutto (infatti si soldi li mettono in sottosottosottoprodotti), che l’unica soluzione sarebbe fare una guerra per azzerare tutto e far ripartire da zero tutti i bisogni e rilanciare l’economia.. quello che è avvenuto in america nel 2001 lo stiamo pagando adesso, credito a tutti e le banche hanno speculato una situazine creata per i più deboli.Il problema di fondo é, a chi facciamo la guerra adesso???

  19. 19

    angelocesare Says

    Visto, che bastava mantenere la calma? :-)

  1. 1

    Tutti per uno, mezzo punto per tutti! : Giornalettismo

    […] perché un allarmante taglio di mezzo punto? Tra l’altro la tensione sul mercato interbancario, misurata dalla distanza dei tassi Libor e Euribor rispetto ai tassi ufficiali (come appena esposto su IHC) pareva inferiore in Europa rispetto che negli USA, il che rende un po’ strana una mossa “omogenea” per queste due aree (e su questo mi metto un po’ in contrasto con l’opinione di Phastidio, ad esempio). […]

  2. 2

    Fed, un altro taglio che rischia di non servire : Giornalettismo

    […] la distanza (spread) tra i tassi ufficiali delle Banche Centrali (Fed Funds per la FED, Refi per la BCE) e i tassi interbancari (i più significativi sono il Libor3mesi per gli USA e l’Euribor3mesi per la UEM) è indice della difficoltà del sistema (su IHC l’ho chiamata “febbre”). […]

  3. 3

    Riflessioni Monetarie e Strategiche (Aspettando il Botto) at Ideas Have Consequences

    […] Lo stato di tensione dell’interbancario, la “febbre” definita nel precedente articolo cui rinvio, è rimasta (forse aumentando) e oltre l’1% in Europa. Il taglio di mezzo punto su Refi e Fed Funds dell’8 ottobre u.s. (più avanti vedremo quale sarà l’effetto netto dell’ulteriore taglio della Fed di mercoledì sera) non si è nemmeno trasferito tale e quale nonostante le “coccole”, pagate dai contribuenti, offerte dai vari Stati. […]

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