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	<title>Comments on: Un&#8217;Unica Teoria per Keynes Friedman e Hayek?</title>
	<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo</link>
	<description>l'economia nel salotto della libertà</description>
	<pubDate>Mon, 21 May 2012 18:33:19 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Ninus83</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-22641</link>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 08:52:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-22641</guid>
					<description>L'intervento statale nell'economia proposto da Keynes (e da Kalechi) consiste in:
- tassazione progressiva per aumentare la propensione media al consumo (insomma, per togliere quel risparmio non reinvestito, in parte, che tramite i dividendi arriva nel reddito dei proprietari)
- evitare che i tassi d'interesse si alzino in periodi in cui la preferenza per la liquidità aumenti (come sta facendo l'euribor oggi)
- investimenti pubblici poichè quelli privati non sono in grado (poichè c'è risparmio non investito, detenuto per lo più dai proprietari dei mezzi di produzione) di riempire il solco tra produzione e consumi, crescente col crescere dei redditi

ovviamente non vi è piena occupazione.

Sul fatto dei deficit perenni, questa è una sciocchezza. Nei periodi di crisi vi sarà deficit poichè gli stabilizzatori automatici (soprattutto i sussidi di disoccupazione e gli investimenti pubblici, che ovviamente si compensano, più salgono i secondi più diminuisce la spesa dei primi) assorbono i disoccupati involontari, mentre in quelli di crescita l'aumento degli investimenti privati, l'aumento dei profitti e la diminuzione dei sussidi fa si che il bilancio si porti naturalmente in pareggio se non in attivo.

Il debito pubblico è alto soltanto in Italia e Belgio, paesi in cui le politiche "keynesiane" ma più propriamente chiamato da De Cecco "di keynesismo criminale" sono state attuate da partiti democristiani che formavano coalizioni larghe (in Belgio ora con socialisti ora con liberali, in Italia da socialisti a repubblicani, liberali, ecc..) dovevano soddisfare molte richieste clientelari per tenere in piedi i governi con durata media inferiore all'anno solare.

Senza Italia, Belgio e Grecia, il debito pubblico dell'area euro e dell'UE a 15 sarebbe molto più basso del 60% del Pil.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento statale nell&#8217;economia proposto da Keynes (e da Kalechi) consiste in:<br />
- tassazione progressiva per aumentare la propensione media al consumo (insomma, per togliere quel risparmio non reinvestito, in parte, che tramite i dividendi arriva nel reddito dei proprietari)<br />
- evitare che i tassi d&#8217;interesse si alzino in periodi in cui la preferenza per la liquidità aumenti (come sta facendo l&#8217;euribor oggi)<br />
- investimenti pubblici poichè quelli privati non sono in grado (poichè c&#8217;è risparmio non investito, detenuto per lo più dai proprietari dei mezzi di produzione) di riempire il solco tra produzione e consumi, crescente col crescere dei redditi</p>
<p>ovviamente non vi è piena occupazione.</p>
<p>Sul fatto dei deficit perenni, questa è una sciocchezza. Nei periodi di crisi vi sarà deficit poichè gli stabilizzatori automatici (soprattutto i sussidi di disoccupazione e gli investimenti pubblici, che ovviamente si compensano, più salgono i secondi più diminuisce la spesa dei primi) assorbono i disoccupati involontari, mentre in quelli di crescita l&#8217;aumento degli investimenti privati, l&#8217;aumento dei profitti e la diminuzione dei sussidi fa si che il bilancio si porti naturalmente in pareggio se non in attivo.</p>
<p>Il debito pubblico è alto soltanto in Italia e Belgio, paesi in cui le politiche &#8220;keynesiane&#8221; ma più propriamente chiamato da De Cecco &#8220;di keynesismo criminale&#8221; sono state attuate da partiti democristiani che formavano coalizioni larghe (in Belgio ora con socialisti ora con liberali, in Italia da socialisti a repubblicani, liberali, ecc..) dovevano soddisfare molte richieste clientelari per tenere in piedi i governi con durata media inferiore all&#8217;anno solare.</p>
<p>Senza Italia, Belgio e Grecia, il debito pubblico dell&#8217;area euro e dell&#8217;UE a 15 sarebbe molto più basso del 60% del Pil.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-20817</link>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:43:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-20817</guid>
					<description>Se parli così non hai idea di come sia un modello neokeynesiano, abbi pazienza!
Il fatto poi che un ciclo produttivo contempli momenti in cui l'investimento è liquido, momenti in cui si ha produzione sostenendo costi e passando a diversi stadi di prodotto intermedio, e il momento dilazionato nel tempo in cui il bene viene venduto e poi realizzato monetariamente e da qui il capitale reimmesso nel circuito, vale a dimostrare che esiste un breve e un lungo periodo. 
Comunque dire che l'economia sono "fenomeni umani imprevedibili" e "solo un fine tuning può essere contempèlato" è un bell'ossimoro!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se parli così non hai idea di come sia un modello neokeynesiano, abbi pazienza!<br />
Il fatto poi che un ciclo produttivo contempli momenti in cui l&#8217;investimento è liquido, momenti in cui si ha produzione sostenendo costi e passando a diversi stadi di prodotto intermedio, e il momento dilazionato nel tempo in cui il bene viene venduto e poi realizzato monetariamente e da qui il capitale reimmesso nel circuito, vale a dimostrare che esiste un breve e un lungo periodo.<br />
Comunque dire che l&#8217;economia sono &#8220;fenomeni umani imprevedibili&#8221; e &#8220;solo un fine tuning può essere contempèlato&#8221; è un bell&#8217;ossimoro!
</p>
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	<item>
		<title>by: Tommaso</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-20810</link>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:08:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-20810</guid>
					<description>Il famoso teorema di Weirstrass (insieme a Rolle e gli altri incubi su carta a quadretti) vale in ambito di funzioni, ossia relazioni lineari. Ma dove sono le funzioni polinomiali in economia? Mica si tratta di fenomeni fisisci, ma di fenomeni umani imprevedibili.

Per questo l'ottica di lungo periodo non ha per me senso. Il lungo è solo la concatenazione di più brevi periodo, dove tutto può succedere. Ecco perché solo un fine-tuning può essere contemplato nel governo del ciclo, oppure nulla come i massimalisti liberisti vorrebbero accadesse. Ma le politiche di lungo, per favore, lasciatele a chi deve lanciare navi spaziali nello spazio, se ci riesce....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il famoso teorema di Weirstrass (insieme a Rolle e gli altri incubi su carta a quadretti) vale in ambito di funzioni, ossia relazioni lineari. Ma dove sono le funzioni polinomiali in economia? Mica si tratta di fenomeni fisisci, ma di fenomeni umani imprevedibili.</p>
<p>Per questo l&#8217;ottica di lungo periodo non ha per me senso. Il lungo è solo la concatenazione di più brevi periodo, dove tutto può succedere. Ecco perché solo un fine-tuning può essere contemplato nel governo del ciclo, oppure nulla come i massimalisti liberisti vorrebbero accadesse. Ma le politiche di lungo, per favore, lasciatele a chi deve lanciare navi spaziali nello spazio, se ci riesce&#8230;.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16426</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 14:55:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16426</guid>
					<description>Per fortuna. Se abolissimo i risparmi in fase di recessione non se ne uscirebbe mai. Per fortuna la politica consiste nel dire ciò che gli elettori vogliono ascoltare e nel fare ciò che i politici vogliono fare, altrimenti sarebbbe ancora peggiore di quella attuale: una politica veramente democratica sarebbe proprio insopportabile...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna. Se abolissimo i risparmi in fase di recessione non se ne uscirebbe mai. Per fortuna la politica consiste nel dire ciò che gli elettori vogliono ascoltare e nel fare ciò che i politici vogliono fare, altrimenti sarebbbe ancora peggiore di quella attuale: una politica veramente democratica sarebbe proprio insopportabile&#8230;
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Lamiadestra</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16425</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 14:26:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16425</guid>
					<description>Il problema della politica keynesiana è che prescrive di fare deficit spending togliendo ai ricchi per dare ai poveri, al fine di stimolare i consumi, nei periodi di recessione, e di fare l'esatto contrario nei periodi di forte crescita, per frenare l'inflazione. Sono ancora in attesa di un sostenitore delle politiche keynesiane (tipo eugenio scalfari nei suoi angelus-laici domenicali) che raccomandi di frenare l'inflazione togliendo soldi ai poveri per darli ai ricchi e portare il bilancio pubblico in attivo. In questo senso, è ben documentato empiricamente che i politici degli stati democratici non sono in grado di dare piena attuazione alle politiche keynesiane.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema della politica keynesiana è che prescrive di fare deficit spending togliendo ai ricchi per dare ai poveri, al fine di stimolare i consumi, nei periodi di recessione, e di fare l&#8217;esatto contrario nei periodi di forte crescita, per frenare l&#8217;inflazione. Sono ancora in attesa di un sostenitore delle politiche keynesiane (tipo eugenio scalfari nei suoi angelus-laici domenicali) che raccomandi di frenare l&#8217;inflazione togliendo soldi ai poveri per darli ai ricchi e portare il bilancio pubblico in attivo. In questo senso, è ben documentato empiricamente che i politici degli stati democratici non sono in grado di dare piena attuazione alle politiche keynesiane.
</p>
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	<item>
		<title>by: Leonardo, Ihc</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16415</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 09:14:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16415</guid>
					<description>Forse è solo un problema di utilizzo di termini ma alla fine diciamo tutti la stessa cosa... Io intenderei che l'economia keynesiana è ben in linea con un regime democratico perché permette un po' a tutti, in teoria, di andare a piangere e trovare uno Stato disposto a dare un biscottino credendo di far bene (spesa pubblica). Se si intende invece che non è compatibile con un sistema democratico perché crea voragini in bilancio, si passa dall'ottica politica a quella finanziaria, e si ha parimenti ragione.
Una politica austriaca  probabilmente insostenibile politicamente, ma evita deficit tout court (eviterebbe pure lo Stato...), mentre una politica monetarista impone comunque una disciplina fiscale e appare politicamente sostenibile perché non sottolinea che in fasi di declino le imprese vadano lasciate fallire (cosa che però è implicita nel momento in cui si tenga l'offerta di moneta fissa, e con questa significa non incidere sui tassi).

"la democrazia è incompatibile col pareggio di bilancio" di Libertyfirst mi pare una ottima sintesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è solo un problema di utilizzo di termini ma alla fine diciamo tutti la stessa cosa&#8230; Io intenderei che l&#8217;economia keynesiana è ben in linea con un regime democratico perché permette un po&#8217; a tutti, in teoria, di andare a piangere e trovare uno Stato disposto a dare un biscottino credendo di far bene (spesa pubblica). Se si intende invece che non è compatibile con un sistema democratico perché crea voragini in bilancio, si passa dall&#8217;ottica politica a quella finanziaria, e si ha parimenti ragione.<br />
Una politica austriaca  probabilmente insostenibile politicamente, ma evita deficit tout court (eviterebbe pure lo Stato&#8230;), mentre una politica monetarista impone comunque una disciplina fiscale e appare politicamente sostenibile perché non sottolinea che in fasi di declino le imprese vadano lasciate fallire (cosa che però è implicita nel momento in cui si tenga l&#8217;offerta di moneta fissa, e con questa significa non incidere sui tassi).</p>
<p>&#8220;la democrazia è incompatibile col pareggio di bilancio&#8221; di Libertyfirst mi pare una ottima sintesi.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Libertyfirst</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16412</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 08:40:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16412</guid>
					<description>Indubbiamente è impossibile una società liberale con una democrazia senza vincoli di alcun tipo. Se la classe politica può far tutto, farà sicuramente di tutto per non avere una società veramente libera, tranne quando serve ad aumentare i proventi delle tasse (Laffer!).

Però la politica monetarista di avere una Banca Centrale indipentente ha fallito tanto quanto quelle austriache: Greenspan e Bernanke non hanno applicato la golden rule di avere dM al 2-3% l'anno fissa. Questo per un motivo preciso: la democrazia è incompatibile col pareggio di bilancio, con la deflazione, con i fallimenti, ma anche con la serietà monetaria. E' il trionfo dei demagoghi, e nel lungo periodo è un sistema destinato a crollare. Se non crolla è perchè vengono i Reagan ogni tanto a fare qualche riforma liberale che irrobustisce la mucca-società e arricchisce lafferianamente l'allevatore-stato.

Io penso che qualsiasi politico serio sarà ridotto all'impotenza... per sperare nel futuro bisogna sperare che la classe politica sarà sempre sufficientemente lungimirante da rubare il latte senza uccidere la mucca. In Italia non è certamente questo il caso. Neanche Bush...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indubbiamente è impossibile una società liberale con una democrazia senza vincoli di alcun tipo. Se la classe politica può far tutto, farà sicuramente di tutto per non avere una società veramente libera, tranne quando serve ad aumentare i proventi delle tasse (Laffer!).</p>
<p>Però la politica monetarista di avere una Banca Centrale indipentente ha fallito tanto quanto quelle austriache: Greenspan e Bernanke non hanno applicato la golden rule di avere dM al 2-3% l&#8217;anno fissa. Questo per un motivo preciso: la democrazia è incompatibile col pareggio di bilancio, con la deflazione, con i fallimenti, ma anche con la serietà monetaria. E&#8217; il trionfo dei demagoghi, e nel lungo periodo è un sistema destinato a crollare. Se non crolla è perchè vengono i Reagan ogni tanto a fare qualche riforma liberale che irrobustisce la mucca-società e arricchisce lafferianamente l&#8217;allevatore-stato.</p>
<p>Io penso che qualsiasi politico serio sarà ridotto all&#8217;impotenza&#8230; per sperare nel futuro bisogna sperare che la classe politica sarà sempre sufficientemente lungimirante da rubare il latte senza uccidere la mucca. In Italia non è certamente questo il caso. Neanche Bush&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: broncobilly</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16411</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 08:12:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16411</guid>
					<description>Scusa, forse sono stato troppo sintetico. Riformulo in modo più esteso la seconda considerazione. 

Mi riferivo ad un privilegio della politica monetarista: coniugarsi al meglio con i regimi democratici. Infatti...

Per quanto i rimedi keynesiani possano essere efficaci nel "breve", mal si coniugano con i regimi democratici. Ovvero, proprio perchè viene autorizzato un deficit spending, si alzano di molto le possibilità di assistere ad abusi (è nella natura del politico democratico). Il libro di Buchanan/Wagner che linkavo è dedicato a questo tema: politiche keynesiane possono anche avere un certo senso in certi contesti ma sdoganarle e autorizzare un politico democratico ad adottarle è troppo pericoloso. Ne abuserà certamente! Il connubio democrazia/keynes è stato disastroso.

Quanto alle cure fondate sul binomio deflazione/fallimento (austriaci). In un ambiente democratico il politico subirà pressioni fortissime e, qualora le adotti, presto sarà costretto a rinunciarvi. Sia la massa dei licenziati, sia i poteri forti (che non somo certo i risparmiatori, ovvero coloro che guadagnano dalle deflazioni) premeranno su di lui rendendo impraticabile quella via.

Saluti carissimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, forse sono stato troppo sintetico. Riformulo in modo più esteso la seconda considerazione. </p>
<p>Mi riferivo ad un privilegio della politica monetarista: coniugarsi al meglio con i regimi democratici. Infatti&#8230;</p>
<p>Per quanto i rimedi keynesiani possano essere efficaci nel &#8220;breve&#8221;, mal si coniugano con i regimi democratici. Ovvero, proprio perchè viene autorizzato un deficit spending, si alzano di molto le possibilità di assistere ad abusi (è nella natura del politico democratico). Il libro di Buchanan/Wagner che linkavo è dedicato a questo tema: politiche keynesiane possono anche avere un certo senso in certi contesti ma sdoganarle e autorizzare un politico democratico ad adottarle è troppo pericoloso. Ne abuserà certamente! Il connubio democrazia/keynes è stato disastroso.</p>
<p>Quanto alle cure fondate sul binomio deflazione/fallimento (austriaci). In un ambiente democratico il politico subirà pressioni fortissime e, qualora le adotti, presto sarà costretto a rinunciarvi. Sia la massa dei licenziati, sia i poteri forti (che non somo certo i risparmiatori, ovvero coloro che guadagnano dalle deflazioni) premeranno su di lui rendendo impraticabile quella via.</p>
<p>Saluti carissimi.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Leonardo</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16409</link>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 07:23:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16409</guid>
					<description>@Broncobilly

prima: precisazione giusta, che sta nella natura di "economia del disequilibrio" delle teorie keynesiane, cosa ben espressa ultimamente dai lavori di Libertyfirst e che io non ho sottolineato perché non mi pareva rilevante in questo contesto; comunque precisazione giusta.

Seconda: non mi torna. Uno dei credi dei keynesiani è proprio il ricorso sistematico al deficit spending; forse intendevi monetaristi e austriaci? Già da altre parti ho sottolineato che nella teoria monetarista non c'è spazio per un ruolo attivo della spesa pubblica perché crea solo spiazzamento (che Friedman abbia parlato a posteriori di un'utilità dell'intervento pubblico nella crisi del '29, visto come caso a parte, non cambia l'idea di fondo). La deflazione è vista negativamente dai monetaristi, vero, ma la regola aurea blocca l'offerta di moneta e non fa target sui prezzi (il rapporto di keynes con i prezzi invece è un po' più "ambiguo").

Grazie di esserci Bronco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Broncobilly</p>
<p>prima: precisazione giusta, che sta nella natura di &#8220;economia del disequilibrio&#8221; delle teorie keynesiane, cosa ben espressa ultimamente dai lavori di Libertyfirst e che io non ho sottolineato perché non mi pareva rilevante in questo contesto; comunque precisazione giusta.</p>
<p>Seconda: non mi torna. Uno dei credi dei keynesiani è proprio il ricorso sistematico al deficit spending; forse intendevi monetaristi e austriaci? Già da altre parti ho sottolineato che nella teoria monetarista non c&#8217;è spazio per un ruolo attivo della spesa pubblica perché crea solo spiazzamento (che Friedman abbia parlato a posteriori di un&#8217;utilità dell&#8217;intervento pubblico nella crisi del &#8216;29, visto come caso a parte, non cambia l&#8217;idea di fondo). La deflazione è vista negativamente dai monetaristi, vero, ma la regola aurea blocca l&#8217;offerta di moneta e non fa target sui prezzi (il rapporto di keynes con i prezzi invece è un po&#8217; più &#8220;ambiguo&#8221;).</p>
<p>Grazie di esserci Bronco
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: broncobilly</title>
		<link>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16388</link>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 16:45:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://ideashaveconsequences.org/ununica-teoria-per-keynes-friedman-e-hayek/leo#comment-16388</guid>
					<description>Solo due considerazioni.

La prima: per quanto la cura Keynesiana sia probabilmente il tampone più efficace nel breve periodo, non è sicuramente destinata a riequilibrare il sistema. Le altre due teorie invece mantengono ambizioni del genere. Io, anche solo per questo fatto, una distinzione qualitativa di fondo la manterrei, al di là dei tempi in cui gli effetti vengono prodotti.

La seconda: Keynes e gli austriaci si coniugano male con un regime di tipo democratico. Ovvero con un regime che incentiva l' abuso di &lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887144661.html;jsessionid=E0D3E63B27BDCAABD6BB1FBF24FEE1D8" rel="nofollow"&gt;deficit spending&lt;/a&gt; e che difficilmente tollererà mai forme radicali di deflazione. Per la realizzazione di una politica monetarista è sempre possibile creare un' autorità più o meno indipendente. Magra consolazione ma mettersi mani e piedi alla mercè della politica pura è un po' inquietante.

Ti ringrazio comunque per gli stimoli che mi hanno indotto ad &lt;a href="http://broncobilli.blogspot.com/2008/03/macroeconomia-in-una-lezione.html" rel="nofollow"&gt;una ripassatina&lt;/a&gt;. Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo due considerazioni.</p>
<p>La prima: per quanto la cura Keynesiana sia probabilmente il tampone più efficace nel breve periodo, non è sicuramente destinata a riequilibrare il sistema. Le altre due teorie invece mantengono ambizioni del genere. Io, anche solo per questo fatto, una distinzione qualitativa di fondo la manterrei, al di là dei tempi in cui gli effetti vengono prodotti.</p>
<p>La seconda: Keynes e gli austriaci si coniugano male con un regime di tipo democratico. Ovvero con un regime che incentiva l&#8217; abuso di <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887144661.html;jsessionid=E0D3E63B27BDCAABD6BB1FBF24FEE1D8" rel="nofollow">deficit spending</a> e che difficilmente tollererà mai forme radicali di deflazione. Per la realizzazione di una politica monetarista è sempre possibile creare un&#8217; autorità più o meno indipendente. Magra consolazione ma mettersi mani e piedi alla mercè della politica pura è un po&#8217; inquietante.</p>
<p>Ti ringrazio comunque per gli stimoli che mi hanno indotto ad <a href="http://broncobilli.blogspot.com/2008/03/macroeconomia-in-una-lezione.html" rel="nofollow">una ripassatina</a>. Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
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