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Voto Italiano e (non Tanto) Vecchia Profezia Politica

February 27th, 2013 by Leonardo

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di Leonardo IHC

 

Era il settembre del 2012 e lanciai questa profezia: “Dal Mario Anti-Spread al Mario-Bis?. Il concetto era che la situazione italiana non è risolvibile dall’interno, il soccorso dell’ESM e delle OMT della BCE – con per corollario un commissariamento di fatto da parte di Bruxelles secondo principi “germanici” – diventa l’unica via d’uscita, e perché questo sia possibile in un Paese che si regge sul voto “comprato” attraverso la spesa pubblica si sarà costretti a un nuovo Premier “tecnico”.

Ora, dopo il voto, questa profezia mi sembra non solo ancor più probabile ma decisamente cercata.

 

Ecco cosa scrivevo:

 

“[…] l’Italia si sta dimostrando impotente nel prendere le decisioni che veramente dovrebbe prendere: mancano i decreti attuativi di quanto finora solo “annunciato”, e i tagli della spesa per ora sono solo discorsi. Come detto altre volte, Monti è solo un parafulmine le cui proposte devono sempre e comunque passare dal voto politico, dal Parlamento di eletti, ed è sempre e comunque quest’ultimo passaggio a creare blocchi e problemi. Questo si riverbera sui tassi – e sulla spesa per interessi – e chi paga le tasse sa bene quali siano le conseguenze. Sinceramente non mi aspetto che un parlamento di eletti da una popolazione i cui redditi per più di metà derivano dalla spesa pubblica decida di ridurre quella stessa spesa, ed allo stesso modo non mi aspetto che i tassi italiani continuino a scendere come negli ultimissimi giorni; scommettiamo che entro l’anno torneremo a 450 punti di spread sul Bund? E l’Italia si troverà a salvare capra – bilancio pubblico – e cavoli – faccia dei politici – chiedendo aiuto all’ESM probabilmente in forma di ECCL dopo qualche (chiamiamola) privatizzazione e in attesa di alcuni decreti attuativi (ma, vista la qualità del Parlamento, non è da escludere la necessità di un più duro “commissariamento”); in tali condizioni nessuno vorrà sporcarsi la faccia facendo il Premier, ed è per questo che mi aspetto un Monti-Bis o un Passera come nuovo “parafulmine tecnico”. Vedremo presto se ho ragione: entro marzo 2013 le carte dovranno venir giocate.

 

Abbiamo appena votato. Personalmente, mi è decisamente parso che lo schieramento di “sinistra” abbia fatto di tutto per non vincere finendo quasi per perdere tutto, lo schieramento di “destra” abbia fatto di tutto per rimontare ottenendo ben più di quanto si aspettasse. Che ci sia stato dossieraggio su Oscar Giannino (Zingales ha solo anticipato l’attività di un giornalista, vedi qui) e niente su Grillo, mi fa pensare che in fondo facesse comodo che qualcuno impedisse il formarsi di una vera maggioranza (anche se credo che Grillo abbia catalizzato un giramento di scatole superiore alle attese). Il risultato è una situazione di “ingovernabilità” che tutti sembrano deplorare ma che secondo me è decisamente benvenuta. Perché? Perché così si sarà costretti a una coalizione sotto un Premier “terzo” o “tecnico” che farà da “parafulmine” per prendere decisioni a cui nessuno degli schieramenti vuol legare il proprio nome. Tra l’altro, il “fallimentare” Bersani non mi pare si voglia dimettere, il che farebbe pure pensare che effettivamente ha ottenuto il risultato che voleva. Ma forse le mie sono solo illazioni senza ragione.

 

Leggendo bene il Sole24Ore di ieri 26/02 si possono trovare alcune cose interessanti, come le paure americane. È un fatto che metà del Parlamento italiano sia andato alle elezioni con posizioni euro-scettiche, e questo pesa, tanto che l’Italia è stata definita “game changer” da Grant (Southwest Securities), cioè qualcosa che può ridefinire il corso della storia politica e finanziaria, dato che il caso italiano può mettere sotto estrema pressione la UE per la sua posizione sull’austerità. È chiaro, anche dalle parole di McCain (KeyCorp), che rimettere in discussione le esigenze di risanamento europee è qualcosa da evitare a ogni costo.

Altre cose interessanti sono le stime, riportate da Walter Riolfi, per cui un rialzo medio dei tassi (o dello spread) di un 1% sul debito da rinnovare quest’anno significa circa € 3 miliardi di spesa per interessi in più. Non so se ci si rende conto che lo spread aveva raggiunto area 260 mentre ieri era già sui 350: 50 punti base dagli instant-poll alle proiezioni più altri 50 il giorno dopo. Il problema non sono € 3 miliardi in più di interessi, il problema è che con rapidità questi possono salire a € 6 miliardi e perché no a € 9 miliardi alla prova fattuale di ingovernabilità dell’Italia e inosservanza dei precetti fiscali europei. E questo solo per il primo anno, anzi per i primi 10 mesi con una Banca d’Italia che ha anticipato ben un mese di rinnovi del debito pubblico, il che significa che il conto in futuro sarebbe ancora più salato data anche una spesa complessiva che non vuol retrocedere. Rischiamo in pratica il raddoppio delle aliquote IMU compresa prima casa, ed è solo l’inizio (non è un caso che siano quasi le stesse parole di Monti riguardo chi voleva togliere l’IMU e sarebbe poi costretto a rimetterla doppia).

È infine interessante leggere ancora Riolfi insinuare che l’Italia possa precedere la Spagna nel chiedere l’aiuto all’ESM prima e alla BCE (via OMT) dopo. Sottolineo queste sue parole:

 

“[…] l’attivazione dell’OMT sarebbe l’unica soluzione. E in attesa di nuove elezioni, la finanza del Paese sarebbe governata da Bruxelles e Francoforte”.

 

Tanto per concludere, si legge anche del toto-Premier – che non può essere nessuno dei tre principali partiti che in pratica si spartiscono il Parlamento – in cui ritorna il nome di Passera, e comunque di un “terzo” che potrebbe perfino essere un “tecnico” di Banca d’Italia.

 

Al tempo ho previsto uno spread a 450 entro fine 2012. Come sempre ho sbagliato i tempi, ma temo di aver colto la tendenza: in due giorni da 260 a 350, forse 400 in altri due giorni… e quindi una situazione sì sostenibile per un anno ma non oltre; purtroppo o per fortuna il mondo non finisce a dicembre 2013 o, parodiando Keynes, nel breve periodo saremo ancora tutti vivi, e purtroppo non serve un grosso squilibrio fiscale per far accartocciare l’Italia (la supernova d’Europa). Per caso o per calcolo l’Italia non ha comunque una maggioranza – leggi: responsabilità politica – netta, e oltretutto esprime una posizione parlamentare in bilico rispetto agli obblighi europei, fatto che dal mercato è “prezzato” in modo da far saltare il Belpaese. Una personalità “garante” e terza, o come si è detto finora “tecnica”, è necessaria. Solo in questo modo si può arrivare a una soluzione per il caso italiano: usare il Premier come “parafulmine tecnico” perché il Parlamento (è il Parlamento che fa le leggi, ricordatelo) voti misure pesanti sulla spesa pubblica senza perdere la faccia (cioè i voti “comprati”), o come capro espiatorio per la richiesta di aiuto finanziario & commissariamento fiscale a ESM e BCE.

 

Insomma, o Grande Coalizione alla tedesca (o alla belga) per portare avanti decisioni finora impossibili, o abdicazione della sovranità fiscale. E che ci crediate o meno, sono le prospettive migliori (e la seconda è perfino la più efficiente per il futuro dell’Italia).

Confido che l’economia – attraverso le pressioni cicliche ed anche attraverso la finanza pubblica – forzerà alla soluzione. Purtroppo c’è sempre l’alternativa socialista e la guerra civile, ma suvvia le cose non possono sempre andare per il peggio. O no?

 


15 Responses to “Voto Italiano e (non Tanto) Vecchia Profezia Politica”

  1. 1

    Claudio Says

    Leonardo, secondo me fai i conti senza l’oste, e l’oste è quello che è diventato il primo partito italiano. Se fanno la Grosse Koalition magari con Passera premier mettiamo che la cosa duri 6,12 o 18 mesi: se la situazione economica continua a stare su questi livelli o peggiora (e d’altra parte che caspita potrebbero fare di nuovo PD-PDL, suvvia!) alle nuove elezioni ti ritrovi il M5S al 40-50% e maggioranza assoluta. Questi hanno preso un botto di voti in buona parte grazie a gente che non ha nessuna idea del loro non-programma, che non ha idea di chi siano i candidati (per forza: i capi li hanno rinchiusi per evitare danni prematuri) e che tifa solo per il vaffanculo generale. Se li tieni un mese al governo sotto i riflettori e gli dai responsabilità dirette la bolla esplode. Mentre se li ostracizzi e cerchi di ignorarli magari tieni sotto controllo spread e borsa per qualche tempo, ma poi quando rivoti (e non passerebbero certo 5 anni) ti ritroverai con una situazione ingestibile e il Venezuela, neanche l’Argentina, fuori dall’uscio di casa. Te dici che le cose non possano andare sempre per il peggio, ma per ora mi pare ci stiano riuscendo con una certa linearità. Perchè dovrebbero fermarsi?

  2. 2

    Leonardo IHC Says

    Non mi sto ponendo il problema di cosa accadrà alle prossime elezioni. Mi pongo il problema di che governo faranno ora. e PD PDL sono oltre il 50% necessario, e mostrata la situazione ai grillini, diversi potrebbero pure capire non c’è altra via.
    La gente ha votato, ora fuori dai piedi, si ragiona su chi è entrato in parlamento.

  3. 3

    Silvano Says

    Tu no, ma lo shorterminismo dei politici arriva diretto alle prossime elezioni. Credo che il “montismo” sia finito: anche in caso di Grosse Koalition il governo dovrà avere un certo imprinting politico. Trovo anche eccessivo prendersela con la legge elettorale: con un paese splittato in 3 forze 30-30-25 molti sistemi avrebbero dato risultati disfunzionali. E comunque in Italia anche le maggioranze teoricamente stabili tradizionalmente si sfilacciano in Parlamento. E’ sempre stato così dal ’48 ad oggi, la cultura politica non te la inventi per legge.

    In termini di sentiment il “ce lo chiede l’Europa” non tira più. L’aspetto abbastanza dirompente di Grillo è che ha canalizzato su di una creatura politica slegata dalle vetuste ideologie del ‘900 quel voto di protesta che fino ad ora negli altri paesi è confluito verso le ali estreme – neonazisti, veterocomunisti e altra roba impresentabile. Questo tipo di pattern potrebbe riprodursi o comunque avere degli spillover anche nel resto d’Europa, specie se persiste la disoccupazione a questi livelli.

  4. 4

    Claudio Says

    Si ma quello che si fa ora è strettamente collegato a quello che succederà alle prossime elezioni. E siccome te proponevi una soluzione per l’oggi ti facevo notare quello che secondo me è il rischio abnorme che ne deriverebbe per domani (un domani neanche tanto lontano). Mi sembra se ne debba tener di conto. O il fare attenzione al lungo termine e non tanto al breve vale solo per l’economia?
    Entra nell’ottica che ciò che va fatto è completamente diverso da ciò che la gente vuole che sia fatto. Il 57% dei votanti alla camera, se ho fatto bene i conti (CDX M5S RC) ha scelto partiti che hanno proposto in campagna elettorale una versione assurda della situazione attuale. Facciamo la tara ha chi ha votato M5S per rifiuto di tutto il resto, ok. Facciamo la tara a chi vota Silvio perchè ormai è uno di famiglia e gli si perdona tutto. Ma sommiamoci l’elettorato di SEL e parte PD che ha una visione ideologica simile a quelli di cui sopra. Intorno al 50% dell’elettorato è scollegato dalla realtà, punto.
    Detto questo, qualunque alchimia parlamentare tirino fuori, dovrà confrontarsi con una situazione economica deteriorata e chissà quali altri imprevisti, inutile aspettarsi che il mondo si fermi 6 mesi per dargli il tempo di fare una legge elettorale e tagliarsi quattro spiccioli di stipendi. L’unica per me, ti ripeto, è che tirino dentro più grillini possibile e l’Italia si renda conto di dove si è infilata. Ma anche così al giro dopo vince l’ottantenne Silvio per davvero. Di qui a cinque anni comunque vada siamo in un cul de sac.
    Tuttavia spero vivamente di sbagliarmi e che questi miei commenti siano un cumolo di cazzate.

  5. 5

    Claudio Says

    Chapeau a Silvano che simultaneamente a me ha scritto quello che pensavo, peraltro in meno righe e con più eleganza :-)

  6. 6

    Silvano Says

    E’ anomala la situazione politica, ma la percezione della pubblica opinione – con le dovute differenze nazionali – non credo sia molto dissimile da quella del resto dell’Europa Meridionale. Semplicemente abbiamo avuto le elezioni più tardi rispetto all’inizio della crisi e quindi abbiamo il parlamento più “aggiornato” al mood rispetto ad altri altri stati.

    Nel 1993 quando lo SME diventò pesante per la Francia a saltare fu lo SME e non le riserve della Banque de France. Potrebbe succedere nuovamente qualcosa del genere: credo sia più probabile la sottoscrizione a fermo da parte della BCE di titoli di stato europei (o di Union Bond) che una troika a Parigi. Si tratta di campare abbastanza finché non tocchi anche a loro..

  7. 7

    Claudio Says

    @Silvano
    Giusto. E a quel punto la Germania che fa? Ci sono le elezioni anche li tra poco. A occhio l’opzione più “europeista” è la Gross Koalition, quella originale. Se la situazione dovesse precipitare (la Francia prima o poi salta, non c’è verso) trovare una maggioranza parlamentare che autorizzi i passi avanti che ipotizzi la vedo dura. Breaking point?

  8. 8

    Stoivesan Says

    Grandissimo rispetto per le vostre posizioni…
    Ma voi come la “vecchia politica” non conoscete il vero “OSTE”… Le posizioni Radical Chic sono un ottimo esercizio di stile.. ma in tale situazione economica/sociale non penso che le persone potranno essere convinte con semplici esegesi sullo spread..
    Secondo me siamo davanti ad un cambiamento epocale della concezione tout-court della società e della politica.. Vedremo.
    Cordialità

  9. 9

    Silvano Says

    @Claudio: e la Germania che fa?
    a) Mugugna, sbraita, mette un po’ di paletti, vigila sul rispetto delle condizioni ma alla fine ci sta perché tutto sommato gli conviene visto quanto esporta a livello intracomunitario.
    b) Esce e rivaluta.
    c) Tiene l’eurozona impantanata in negoziati impossibili orientati al calcolo interno mentre nel frattempo i mercati seppelliscono l’euro nel cimitero delle unioni valutarie andate a male.

    L’unica posizione radical chic su questa pagina è quella di firmarsi “Stoivesan”. Sinceramente pensavo fosse il nome di qualche creatura mitologica o di qualche personaggio dei fumetti ma dato che una banale ricerca con Google ( https://www.google.it/search?hl=it&output=search&sclient=psy-ab&q=Stoivesan&btnG=#q=Stoivesan&hl=it&ei=6iAuUdaMNoqH4gT1xoCAAw&start=0&sa=N&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.&bvm=bv.42965579,d.bGE&fp=b991d103b1bacfe&biw=1024&bih=629 ) mi propone soltanto uno “Stoivesan” in cerca di sesso in Sicilia, peraltro con una certa insistenza a quanto pare dai links, Le consiglio di cambiare nickname per evitare di essere confuso con omonimi molto radical chich.

  10. 10

    walter Says

    Permettetemi una analisi fuori dal coro.

    Pur essendo un paese con un piede nel socialismo reale (o proprio per quello) io penso che in Italia la gente stanca della burocrazia e del fisco opprimente, dello stato inefficiente ecc.. è maggioranza, solo che magari non va tutta a votare.

    Votano solo chi glielo spiega per bene.

    Renzi, pur essendo PDino, lo faceva benissimo. Con Renzi avremmo avuto un Grillo al 15%, cdx al 15% e Berlusconi a casa: secondo me lui si che prende i voti per rendita di posizione, perchè la gente non vede altro argine all’opprimenza dello stato, che poi abbia la responsabilità di 20 anni di declino e delirio italiano e un serio partito di cdx doveva cacciarlo a calci in culo ok, ma il fatto è che PER L’ELETTORE MEDIO rimane l’antistatalista per eccellenza, anche se poi salva Alitalia ecc ecc ecc. Monti sotto il 10%. E forse si poteva sperare in qualcosa.

    Detto ciò, concordo sui grillini: strategia eccellente non andare in TV prima del voto, hanno evitato scivoloni. E fan**** la strategia “democraticissima” alla PD, che si è visto quali risultati ha ottenuto: far loro perdere le elezioni.

    Detto ciò sono contentissimo di questo Parlamento tenuto sotto scacco dai grillini, per il semplice motivo che dà ad una forza liberale non berlusconiana (grillini liberali, fattivi falliti, renziani dispersi, leghisti delusi per capirci) una grande opportunità di iniziare a lavorare seriamente per i prossimi 5 anni lavorando ai fianchi dei 3 poli.

    Imparando dagli errori di Monti (circondatosi mediaticamente di vecchi politici falliti e di aristocratici rampanti)e di Fare (che a quanto ho capito si sta dilaniando nella direzione nazionale odierna, purtroppo), c’è ancora speranza.

    Scusatemi, oggi sono più terra terra del solito, nelle analisi.

  11. 11

    Claudio Says

    @Silvano
    a), b) o c) appunto. Secondo te quale sarebbe più probabile? L’istinto di conservazione direbbe la a), l’esperienza pregressa la c), le impressioni che filtrano dai giornali tedeschi (ah, sapessi la lingua!) e dall’opinione pubblica in generale puntano sulla b). Io se fossi tedesco a sto punto ormai sarei sulla b) anche se per prendere una decisione del genere ci vorrebbe qualcuno con due palle d’acciaio, tanto per esser fini. Sarebbe uno scenario da sudore, lacrime e sangue ma almeno nel medio termine ne potrebbe riuscir fuori qualcosa di buono. Per loro. Per noi dubito, almeno che non serva a dare una svegliata.

    P.S. Sul povero Stoivesan mi sembri crudele, chiunque esso sia. Se vai a pagina 2 su Google vedi che ha commentato anche in passato su IHC, per il resto farà quel che cavolo gli pare. Sul fatto che prima di darmi del radical chic deve passare sul mio cadavere però sono con te :-)

  12. 12

    Leonardo IHC Says

    Anche secondo me sei stato troppo duro, Silvano. StoTizio era stato pure gentile.

    Certo però anche tu, Stoivesan, darci dei radical chic, via… stacci un po’ attento….
    Ma per risponderti:
    1) io non penso siamo davanti a un bel nulla nè per la politica né per la società (purtroppo), la gente farà la cosa giusta solo dopo aver sbagliato tutte le vie possibili, e per il momento un quarto dei voti validi è andato a Grillo soprattutto perché le vecchie vacche sx e dx son sempre meno in grado di offire soldo pubblico;
    1 bis) i Maya non hanno azzeccato una cippa, nessuna nuova consapevolezza (ma dove, poi? in Italia? su…);
    2) non credo che IHC sia solo stile, e le collaborazioni che ci son state dentro e fuori per me lo dimostrano;
    3) IHC non fa politica, quindi m’importa una sega – la politica mi interessa solo come interferenza sull’economia, credevo fosse chiaro.

    Detto questo, torna quando vuoi, più tardi sodomizzo Sylvan

  13. 13

    Claudio Says

    @Walter
    “grillini liberali”
    aiutami, non li trovo nell’elenco

    No davvero, a parte gli scherzi, che con Renzi la situazione sarebbe stata con ogni probabilità parecchio diversa è fuori discussione. Ma con i se e i ma…
    Ora come ora la situazione è un’altra ed è incasinata come non mai nella storia recente. Non ci saranno 5 anni per riorganizzarsi, ma molti meno. E il problema è che gli italiani saranno antistatalisti come dici te ma lo sono semmai in una maniera che rende impossibile organizzare un liberalismo che sia anche economicamente robusto e farglielo digerire. Guarda, ti linko un articolo che ho trovato oggi e che per me rasenta la perfezione almeno in termini di spiegazione dello stato attuale. Poi è vero, niente è impossibile per gli uomini di buona volontà…certo soprassediamo su FARE, ho seguito poco oggi ma mi pare una situazione da teatro dell’assurdo

    @Leonardo
    Riguardo al tuo punto 1), io non concordo. Se ti va, quando puoi leggi il pezzo che ho linkato appena sopra e dimmi che ne pensi. E non accanirti su Silvano, che ci serve :-)

  14. 14

    Silvano Says

    Ci sono 430 link a due “tipi” di Stoivesan: un primo gruppo (ristretto) è il prodotto di commenti su blog, il secondo gruppo più ampio si riferisce al siculo “volentieroso” sopra menzionato. Voglio essere buono: assumo che esistano “Stoivesan” di tipo A e B che si distribuiscano in modo binario nella rete, quelli che ci leggono sono i primi (oppure fai un test contro l’ipotesi nulla Leo tu che sei statistico e misantropo anche se oggi ti faccio concorrenza..).

  15. 15

    Biagio Muscatello Says

    Abbastanza impegnati nell’analisi, vedo.
    Per quanto mi riguarda, non ho smesso di Fare, anche se posso fare a prescindere.

    Intanto i problemi sul tappeto saranno discussi il 22 marzo, a Grosseto, nel corso di un seminario di studio, a cui siete invitati. All’incontro saranno presenti, come uditori (e forse interlocutori), esponenti M5s.

    Leonardo vede come alternativa/e al governo tecnico (sotto protezione tedesca): l’opzione socialista e/o la guerra civile.
    1) Intanto l’opzione socialista è realtà: ha conquistato la cultura (e l’incultura), dagli anni ’70 in poi. La cultura non-socialista sopravvive eroicamente, come specie non protetta.
    2) La guerra civile, in Italia, esiste solo nella forma di guerra di interessi tra bande organizzate (diversamente, ma pur sempre, mafiose). Non c’è evidenza di altre forme di lotta.

    E veniamo al governo tecnico.
    Innanzitutto, l’uso dell’aggettivo è improprio. Da Saussure in poi, il significato dei termini è di natura differenziale-opposizionale. E a cosa si opporrebbe il ‘tecnico’ in questione?
    A) Tecnico contrapposto a politico?
    Impossibile, perché i tecnici di cui si parla decidono sulle relazioni tra individui: non possono essere che politici.
    B) Tecnico contrapposto a partitico?
    In realtà, sarebbe questa l’opposizione significativa. Ma se l’esecutivo tecnico si sostiene col voto dei rappresentanti dei partiti, è un esecutivo politico.
    C) Tecnico inteso come istanza sovranazionale vs. poteri decisionali nazionali.

    E’ evidente che il tecnico veramente il gioco è quello di tipo C. Il che significa che le classi dirigenti italiane, nella loro complessità, non sono in grado di risolvere i problemi, non hanno la cultura per farlo, e dovrebbero andare a casa.
    Quella che ci occorre è una rivoluzione culturale.
    Noi questo vogliamo fare.

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